L’intricata matassa che Lucia Azzolina deve dipanare

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La nomina del neo ministro della pubblica istruzione Lucia Azzolina ha prodotto un’ondata di richieste e ha fatto emergere una miriade d’attese. Tra queste risalta la ridefinizione della retribuzione dei docenti, da calcolare in base a più parametri. Si auspica il superamento del solo aggancio all’anzianità di servizio.

Una questione attinente all’efficacia del lavoro scolastico: riguarda il grado di conseguimento della finalità del servizio.

Si tratta di una tematica che tutti condividono in astratto ma, se proiettata all’interno dell’ordinaria gestione delle classi, fa trasparire ambiguità, fissità e scarsa professionalità.

La finalità della scuola è “Innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti” , vedi legge 107/15.

In altre parole: ogni scuola deve mirare all’arricchimento delle forme d’insegnamento per valorizzare, promuovere e potenziare le prestazioni degli studenti.

Il significato di competenza è il pomo della discordia, è l’elemento che contrappone la conduzione scientifica e l’unitarietà della gestione, fondamento dalle norme, alle ordinarie e consolidate consuetudini didattiche.

Da un lato si colloca la progettazione che, dopo aver esplicitato le capacità e le conoscenze che sostanziano le singole competenze generali, individua, gestisce e valida strategie operative collegiali; dall’altro lato il significato di competenza è associato al saper fare, al comportamento indotto dall’utilizzo delle nozioni delle singole discipline.  

Alla richiesta di un procedere per approssimazioni successive, che muove dal risultato atteso verso la specificazione dei procedimenti esecutivi, volti allo sviluppo di competenze specifiche, le scuole rispondono ponendo le singole materie a caposaldo della loro azione, proprio come si faceva all’inizio del secolo scorso.

Per modellare la scuola al fine di fronteggiare la dinamicità sociale si deve cambiare punto di vista: valorizzare l’interdipendenza degli insegnamenti. Tutti, sinergicamente concorrono alla realizzazione della finalità del sistema: l’organismo operativo elementare è il Consiglio di classe che coordina, indirizza e valorizza l’attività del singolo docente che, in esso, trova la propria identità.

Il campo di determinazione dei parametri di calcolo della retribuzione dei lavoratori scolastici è stato circoscritto: se la visione sistemica, fondamento del mondo contemporaneo, non diventa patrimonio culturale delle singole scuole, il problema sal’ariale è indecidibile.

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