Lo spettacolo della vita – di Don Savino

Ciò che mi riempie di uno stupore sempre nuovo, è lo spettacolo di una mamma e di un papà commossi per la sorpresa della nascita del loro bambino.
Mi stupisce perché mi chiedo: da dove deriva quella sorpresa? Chi più di una mamma sa che quel bambino deve nascere? Lo porta in sé per nove lunghi mesi, lo sente, lo custodisce, lo aspetta; ma allora perché si sorprende quando nasce?
Nessuna donna infatti può negare che quell’essere così piccino e fragile che stringe tra le sue braccia è letteralmente UN MIRACOLO: cioè un fatto eccezionale che non dipende da lei, ma che le è stato completamente donato.
E’ suo quel bambino, ma lei lo sa che non è suo perché lo ha letteralmente ricevuto da un Altro; prima non c’era; ora c’è.
Il miracolo della vita, che è la più elementare e stupenda evidenza, per definizione l’uomo sa che è un dono e come tale va chiesto, domandato, supplicato perché non dipende da me, ma da un Altro.
Come sono stonati e fuori luogo certi discorsi di questi giorni sul “diritto della donna ad avere un figlio”! Se di diritto bisogna parlare, questo riguarda caso mai quello primario del bambino ad esistere, ad essere accolto ed amato.
Quanta confusione!
Ma tutto questo non deriva forse da quel capovolgimento iniziato qualche secolo fa secondo cui si incominciò a sostenere che è l’uomo misura di tutte le cose e non l’Infinito?
La madre di tutte le confusioni non risale forse al momento in cui si è incominciato ad affermare che la ragione è l’orizzonte esauriente della conoscenza e non invece una finestra aperta sulla realtà?
Basterebbe quindi – semplicemente – ritornare ad usare in maniera onesta e corretta la ragione come tanti uomini “laici” ci hanno testimoniato.
Valga per tutti l’esempio del grande pensatore laico Norberto Bobbio: “Prima di ogni altro diritto c’è innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale non si può transigere. E’ lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte”.

Articolo di don Savino pubblicato nel 2005 su “Uno Sguardo in Dergano”