Logica cablata e logica programmabile


di Andrea

Il PLC (Programmable Logic Controller) ha praticamente sostituito la tradizionale tecnologia a relè, specialmente in campo industriale nelle automazioni di una certa complessità.
L’ impiego di questo dispositivo comporta diversi vantaggi:
– costi e ingombri ridotti
– minore probabilità di guasti da usura
– possibilità di adattare l’ impianto a diverse esigenze produttive, semplicemente modificando il programma.
Un PLC è fondamentalmente costituito da un integrato che comunica con l’ ambiente esterno attraverso terminali di ingresso ed uscita.
I terminali di ingresso rilevano lo stato dei sensori (finecorsa, pulsanti, selettori) installati sulla macchina. Attraverso i terminali di uscita vengono invece comandati i dispositivi di azionamento (teleruttori, inverter, elettrovalvole) e segnalazione.
I moderni PLC possono essere programmati mediante un software fornito dalle case costruttrici, che mette a disposizione diversi linguaggi. Tra questi il più semplice è il ladder.
Questo linguaggio ha una logica piuttosto simile agli schemi elettromeccanici, in quanto si basa su relè virtuali.
Pur avendo qualche limite è forse il più usato dai programmatori: possiamo quindi affermare che la tecnologia tradizionale non è poi del tutto superata.

Approfondimenti

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