LUIGI PIRANDELLO – romanzi, novelle, opere teatrali

LUIGI PIRANDELLO (1867-1936)

  • Vita:
    • Nasce ad Agrigento
    • Completa gli studi universitari tra Palermo e Roma (dove conosce Luigi Capuana)
    • I suoi scritti sono decisamente influenzati dal dissesto economico e dalla malattia della moglie
  • Esordi
    • Varie prove poetiche:  Mal giocondo (1889), Elegie renane (1889-90), Pasqua di Gea (1891)
    • Poi scrive novelle e romanzi: L’esclusa (1893) > Marta Ajala (1901), Il turno (1902)

oggettività tardo-verista + spunti della poetica pirandelliana:

  • impossibilità di stabilire verità oggettive,
  • necessità di cogliere i lati nascosti delle personalità
  • superare le apparenze e le finzioni
  • Intrecci in cui il caso strano diventa occasione per un’analisi della psiche e della natura umana
  • Riflessione sulle caratteristiche della scrittura umoristica

Romanzi e novelle:

  • Il fu Mattia Pascal (1904) → romanzo
    • Scritto nelle notti di veglia alla moglie (paralizzata alle gambe)
    • Abbandona le strutture veristiche → per temi e struttura è un romanzo sperimentale primonovecentesco
    • Sperimenta intrecci inconsueti che devono qualcosa alla narrativa umoristica (Laurence Sterne)
    • La stravaganza della vicenda che costituisce la base umoristica è in realtà ciò che permette a Pirandello di introdurre alcuni temi:
      • Ricerca dell’identità: al centro la domanda “chi sono io?” → discrepanza tra il pensiero che uno ha di sé e le relazioni che intrattiene con gli altri
      • Contrasto insanabile fra vita (energia individuale) e forma (che l’individuo è costretto ad assumere a causa delle convinzioni sociali)  da questa discrepanza nasce il relativismo
      • Contrasto fra persona e il ruolo del personaggio (con la sua maschera) che si assume in società
      • Importanza del caso: solo il suo intervento permette/costringe l’uomo a liberarsi da una forma per assumerne un’altra cui si attacca con uguale fervore
      • Relativismo: ogni certezza, persino quella della propria identità, è relativa (tipica dell’uomo moderno)
    • Atteggiamento finale è dell’umorista: guarda l’esistenza propria e altrui con distacco, non vuole dare un ordine alla vita perché “la vita non conclude”

→ l’uomo è in balia di un flusso continuo, la vita è in perenne movimento, ma l’uomo si oppone

     costruendo delle forme fisse in cui potersi riconoscere ma si costruisce da solo maschere cui si lega

  • Antipositivismo e antirazionalismo → vitalismo e interesse per psicologia, teosofia, occultismo
  • Elemento più importante: scomposizione del personaggio → sarà importante anche nel suo futuro teatro

  • L’umorismo (1908) → saggio
    • Distinzione tra comico (fa ridere e basta mostrando gli aspetti inconsueti dell’esistenza) e umorismo (fa ridere e pensare portandoti a scavare nelle motivazioni profonde delle situazioni buffe)
    • Sentimento del contrario: nell’umorismo (meno spietato del comico che giudica e basta) nasce il compatimento per le debolezze altrui che sono anche le proprie
  • I vecchi e i giovani (1909-13)
    • Analisi sociale sull’Italia postrisorgimentale
    • Modello: I viceré di Federico de Roberto
    • Critica dello storicismo assoluto: la storia come la vita “non conclude”, non è mai definitiva
  • Si gira (1915) > Quaderni di Stefano Gubbio operatore → romanzo
    • Diario di un operatore cinematografico: non riesce più a parlare per un trauma avuto durante una scena
    • Rapporto uomo-macchina: onnipotenza delle macchine fa riflettere sulle forme che alienano la vita
    • Spunti teatrali che userà successivamente: scambio fra realtà e finzione
  • Uno, nessuno e centomila (1926) → romanzo
    • Tema: mancanza di un’identità certa a causa del relativismo, qui portato alle estreme conseguenze (follia)
    • Protagonista: Vintangelo Moscarda
    • Propensioni antirazionalistiche
    • Spunti da filosofi orientali e da Schopenhauer
  • Novelle per un anno (inizia nel 1922)
    • Progetto: testo che doveva riunire tutta la sua produzione in 24 volumi (tot: 365 novelle)
    • Produzione effettiva: 225 testi raccolti in 15 volumi + 26 racconti spersi
    • Carattere, strutture e temi differenziati: novelle comiche, drammatiche, surreali, umoristiche …
    • Assurdità del comportamento dei singoli e dell’esistenza stessa → per rompere luoghi comuni e verità
    • Punto di vista straniante in alcune novelle (in La rallegrata: pdv dei cavalli)
    • Alcuni testi godibili per la loro immediatezza descrittiva (soprattutto ambientazione siciliana come La giara o il duro mondo delle miniere del sud come Ciaola scopre la Luna)
    • Scrittura volutamente media ma non priva di preziosismi (toscanismi rari, dialettismi)
    • Struttura: spesso dominano dialoghi o monologhi → favorisce la loro frequente riscrittura teatrale

Teatro

  • Esordio (1910-20)
    • Prime prove legate ancora al mondo siciliano e sono ancora convenzionali
    • 1915-16: approfondisce la costruzione del personaggio teatrale
    • Liolà: rielabora il quarto capitolo del Fu Mattia Pascal
    • Produzione del 1917-18: affianca a testi regionalistici (es: La giara) i drammi grotteschi (es: Così è se vi pare o Il giuoco delle parti) → da situazione borghese ad allucinante: non è possibile distinguere vero/falso
    • Maschere nude (1918): demistifica la certezza e rompe le sclerotizzazioni
    • Linguaggio dialoghi e monologhi: enfatico, ripetitivo che sottolinea l’andamento raziocinante e cavilloso

→ svuota dall’interno le convinzioni del teatro borghese → Tutto per bene;Come prima, meglio di prima

  • Fase maggiore
    • Sei personaggi in cerca d’autore (1921)
      • Fortemente rivoluzionario: tema non nuovo, la novità sta nella sua applicazione al teatro

→ ma non è sperimentalismo ad oltranza: è uno scrittore modernista più che avanguardistico, rielabora non liquida la tradizione

  • Riflessione metateatrale → ripresa da molti autori modernisti
  • L’individuo è scomposto
  • Riflessione rapporto realtà-finzione → il Capocomico tenda di ricondurre i personaggi a forme concrete ma nello stesso tempo false, mentre il Padre afferma che loro, nella loro condizione ‘potenziale’, sono le uniche persone perfette e complete

  • Enrico IV (1922):
    • Tema della pazzia: mette in crisi la razionalità dei presunti sani di mente → riscrittura pirandelliana di Amleto (uno dei testi che gli stanno più a cuore
    • Si serve della pazzia per ribadire le ragioni che lo spingono a rifiutare la vita reale e a scegliere invece una perenne condizione di personaggio
    • Falso dramma storico
  • Ciascuno a suo modo (1924)
  • Questa sera si recita a soggetto (1930)

  • Ultimo periodo
    • Nell’ultima parte degli anni Venti ripete temi e tecniche collaudate → pirandellismo d’autore
    • Come tu mi vuoi (1930): evidente è il pirandellismo
    • Tentativo di uscirne proponendo nuovi aspetti mitologico-simbolici cari alla sensibilità antirazionalista:
      • La nuova colonia (1928)
      • Lazzaro (1929)
      • I giganti della montagna (1930-33): incompiuto, si avvicina a tematiche psicanalitiche, gioca sull’inconscio e la possibilità di liberarlo dalle pressioni sociali e morali attraverso l’arte

→ sviluppo del mito è apparso a molti in linea con la nascita dell’avanguardia del surrealismo