MALE

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Dolore, malattia, fragilità, incapacità di affrontare non solo il male che viene dall’esterno, ma anche quello che ciascuno concepisce dentro di sé (male di vivere) hanno sempre caratterizzato la riflessione sulla condizione umana, che ha portato i greci e gli ebrei a dare due interpretazioni diverse dell’origine del male: il fato divino e il peccato originale.

 

GRECO

·        “Quale è la stirpe delle foglie, tale è anche quella degli uomini. Le foglie , alcune il vento le sparge per terra, altre la selva rigogliosa genera, quando sopraggiunge la primavera. Così, delle stirpi degli uomini, l’una nasce e l’altra vien meno” Omero, Iliade, VI, 146 ss “Nulla è più triste dell’uomo fra tutte le cose che respirano e vivono sulla terra” Omero, Iliade, XVII, 446 ss “Infatti vollero gli dei per i miseri mortali che vivessero nella tristezza: loro invece sono privi di affanno. Si trovano  nella casa di Zeus due otri pieni dei doni che egli distribuisce,  buoni e cattivi. Colui al quale Zeus reggitore del fulmine ne dia traendoli d’ambedue gli otri, talvolta è nella disgrazia, talvolta nel bene. Colui invece al quale dà solo male, lo rende spregevole e la fame tremenda lo spinge sulla terra e vaga disonorato dagli dei e dagli uomini” Omero, Iliade, XXIV, 525 ss

·        “Magari non fossi mai vissuto con questa generazione di uomini, ma fossi morto prima o nato dopo! […] Mai di giorno gli uomini cesseranno di avere fatiche e affanni, né la morte di struggersi; e gli dei daranno loro angustie tremende. Ma tuttavia anche per questi uomini il bene sarà mischiato al male” Esiodo, Le opere e i giorni, 174 ss

·        “In breve spazio si accresce la gioia degli uomini e così anche precipita a terra scossa da un pensiero che non giunge mai a buon fine. Creature di un giorno, che cos’è un uomo? Che cosa non è? Sogno di un’ombra è un uomo.” Pindaro, Ode Pitica, VIII, 92 ss

·        Dice Illo, prima di uccidere per compassione l’agonizzante padre Eracle, una sorta di eutanasia ante litteram: “O amici, abbiate una grande comprensione per questi miei atti, riconoscendo la grande sensibilità degli dei in questi avvenimenti: essi che, pur avendoci generati e facendosi invocare come padri, stanno a guardare tali dolori. Nessuno prevede il futuro, ma il presente è doloroso per noi, vergognoso per loro, terribile, fra tutti gli uomini, soprattutto per chi subisce tali sventure” Sofocle Le Trachinie 1264, ss “Ahi generazioni di mortali, come vi considero simili al nulla, mentre vivete! Chi ottiene più felicità di quanta è necessaria per illudersi e poi, data questa speranza, declinare?” Sofocle Edipo re 1186 ss

 

LATINO

·        “In questo modo ciascuno fugge se stesso, ma a quel se stesso  a cui ovviamente non può sottrarsi rimane avvinghiato con astio, e lo odia perché, malato, non percepisce la causa del suo male; se lo capisse bene, abbandonerebbe ogni altra cura e cercherebbe innanzitutto di conoscere la natura delle cose, perché è in gioco la condizione non di un’ora, ma dell’eternità, nella quale gli uomini dovranno rimanere per tutto il tempo che resta dopo la morte” Lucrezio La natura delle cose  III, 1053, ss

·        Vulgata : – Peccato originale (Genesi 2) – Libro di Giobbe – “Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non faccio quello che voglio, ma quello che detesto. […] Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene: c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio” (San Paolo, Lettera ai Romani, 7, 15-18)

 

ITALIANO

·        Leopardi, Pensieri LXVIII

·        Manzoni parla di una “cert’uggia” nella famosa notte dell’Innominato (Cap. XXI de I Promessi sposi)

·        Preludio di Praga (autore della scapigliatura): “Noi siamo i figli dei padri ammalati”

·        Carducci: Alla stazione in una mattina d’inverno

·        Cap. XV del romanzo Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello

·        Leggi il capitolo finale del romanzo La coscienza di Zeno di Italo Svevo

·        Spesso il male di vivere ho incontrato di Eugenio Montale

·        L’uomo come fine di A. Moravia

·        “Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l’andar degli anni si soffre sempre di più?” (Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)

 

INGLESE

·        T.S.Eliot: Spleen

 

FRANCESE

·        Baudelaire: Spleen

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