Matrimoni gay, uno in più


18 maggio 2013: approvati i matrimoni tra omosessuali in Francia

Tema svolto di Simone Re sotto forma di articolo di giornale

Marcello Pera «Vogliono trasformare i capricci in diritti»

Il 18 maggio di quest’anno è stata ufficialmente promulgata in Francia una legge che estende l’istituto del matrimonio anche a coppie dello stesso sesso. Questa proposta era stata presentata già nel novembre dell’anno scorso. Il disegno di legge proposto prevede la possibilità, per le coppie dello stesso sesso, di adottare bambini in seguito al matrimonio. Questo disegno è stato approvato pochi mesi fa, a febbraio di quest’anno, dall’Assemblea Nazionale francese. Il primo stato americano ad aver acconsentito i matrimoni tra persone dello stesso sesso fu il Massachusetts nel maggio del 2004. Tale consenso arrivò in Europa qualche anno prima, a partire dal 2001 con i Paesi Bassi. Tuttora ci sono dieci stati in Europa che permettono il matrimonio tra persone dello stesso sesso: Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia e Regno Unito. Nonostante tutto però, spesso assistiamo ad eventi, leggi o atteggiamenti contro gli omossessuali, quasi come se ci fosse un certo razzismo” nei loro confronti. Perché accade ciò? Lodio e l’intolleranza sono figli della paura. Per molte persone l’importante è essere parte integrante del pensiero comune poiché far parte della minoranza significherebbe emarginazione”. Si pensi che gran parte dei paesi dell’Africa e dell’Asia sud-occidentale impongono delle vere e proprie punizioni per gli omosessuali, in quanto, in questi paesi, le pratiche omosessuali sono illegali. In parecchi paesi dell’Africa vi è addirittura una pena di morte per coloro che eseguono pratiche omosessuali. In altri Paesi invece per questi omosex” vi è la condanna a vita (ergastolo) mentre in altri ancora si è sottoposti ad una serie di pene. Comunque, ci sono opinioni differenti al riguardo. Come possiamo leggere in un articolo del Corriere della Sera del 2005, ad esempio Marcello Pera si scaglia con violenza contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso approvato in Spagna proprio in quell’anno. Pera dice «E falso che si tratti di conquiste civili o di misure contro le discriminazioni odi estensione dell’uguaglianza; si tratta piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta i capricci, in diritti umani». Non molto diversamente rispose Maurizio Lupi in seguito alla medesima approvazione dei matrimoni gay sempre nel 2005. L’Italia, fortunatamente, non ha nulla a che fare con questo contesto. Fino ad ora almeno.” In effetti, l’Italia si potrebbe considerare come una terra di mezzo; non vi sono pene ma nemmeno agevolazioni. Cosa accadrà in futuro non lo si può sapere, lo possiamo solamente supporre. Per ora non ci resta che aspettare e guardare quale sarà il prossimo paese a sbilanciarsi riguardo al tema in questione.