Mi sono riconciliato

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con Luciana Littizzetto

di Luigi Gaudio

Puntata del 30 gennaio 2011

La settimana scorsa mi ero molto arrabbiato quando Luciana Littizzetto aveva affermato: “non penso sia una buona riforma quella che prevede incentivi economici per chi lavora meglio. Tutti devono lavorare bene, a prescindere dagli incentivi”. (leggi Chi fa fare una brutta figura ai professori? riflessioni sulla fiction “Fuoriclasse” di RAI UNO, di Luigi Gaudio).

Guardando infatti la sua fiction “Fuoriclasse” poche erano le conseguenza da trarre, se non questa: “i docenti non sono tutti uguali, alcuni di essi meritano un premio, altri no”. Io spero che siano pochi i professori come il fanatico di calcio Broccoletti, il superficiale Gunardo o il quasi mafioso Lobascio, ma sono convinto (e questa trasmissione ne è la riprova) che per colpa di quei pochi l’immagine professionale dei docenti è fortemente compromessa. Il problema, appunto, è che uno sceneggiato del genere rischia di consolidare il pregiudizio comune in base al quale i docenti non meritano lo stipendio, pur basso, che prendono, perché non fanno niente (o quasi). E’ insomma un po’ la vena macchiettistica che mi dà fastidio di questa fiction, confermata in parte dalla puntata di ieri, che disegna una “visita ispettiva” improbabile, non foss’altro per lo scarso numero degli ispettori in Italia, impegnati (forse giustamente) a fare altro negli uffici degli USR.

Comunque, malgrado tutto ciò, mi sono riconciliato con Luciana Littizzetto, perché quei pochi minuti in cui ha rappresentato una lezione sull’Inferno di Dante, e la conseguente passione per la letteratura che riesce a comunicare perfino agli alunni che all’inizio dell’anno erano prevenuti nei suoi confronti, valgono il prezzo del canone RAI che ho appena pagato. Brava Luciana, se insinui la possibilità che ci siano dei docenti così, e la mia esperienza dice che ce ne sono tanti, appunto da premiare, e non da tenere nascosti.

Puntata del 6 febbraio 2011

Nell’ultima puntata, poi, quella di domenica 6 febbraio, vengono mostrate in tutta la loro dignità e importanza altre cose che i docenti fanno ogni giorno.

Una è l’interrogazione. Non fa solo ridere, ma fa anche pensare al ruolo di sviluppo culturale della scuola vedere come la professoressa corregge gli interrogati, quando per esempio fa capire che è importante andare a fondo dello studio.

La seconda è la correzione del compito. Si fa un po’ di giustizia, infatti, quando si vede la Passamagna che a casa corregge il compito dell’alunno di origini albanesi, e così lo aiuta a inserirsi in un contesto a lui estraneo, mostrando, facendo, fra l’altro, venire a galla tutto il lavoro sommerso che occupa gran parte del tempo considerato a torto “libero” dell’insegnante.

La terza è l’aiuto ad un alunno, Tiburzio, che si è messo a spacciare marijuana per permettersi di fare dei bei regali alla sua ragazza. Alla fine sono proprio due insegnanti a tirarlo fuori dai guai, dimostrando così che un adulto che osserva con attenzione e con amore i suoi alunni, non può chiudere gli occhi quando si spaccia droga a scuola, ma deve intervenire con decisione.

Perfino, in un certo passaggio, pensate fino a che punto si arriva, si insinua il dubbio che i professori siano esseri umani che sbagliano, ma che cercano di fare con coscienza il proprio lavoro, e che hanno a cuore il bene del ragazzo, anche quando non lo promuovono.

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