Musica e poesia nel medioevo

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saggio breve o articolo di giornale

AMBITO ARTISTICO – LETTERARIO

TIPOLOGIA B – REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”

CONSEGNE (puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte,  e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.

Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.

Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato.

Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.

 

AMBITO ARTISTICO – LETTERARIO: MUSICA E POESIA NEL MEDIOEVO

1) La musica nel Medioevo: la musica profana

Poco dopo l’anno Mille si sviluppò la musica profana, che prese il via soprattutto in Francia ad opera di poeti musicisti, che componevano poesie e le musicavano. Erano nobili, feudatari, cavalieri e dame che si dilettavano a comporre: essi non erano musicisti di mestiere. Prendevano il nome di trovatori o trovieri a seconda della zona in cui abitavano. Perlopiù erano poesie d’amore.

La musica nel Medioevo vede il territorio italiano come protagonista di questo periodo: Firenze fu infatti il centro del movimento della musica profana: qui le composizioni si modellarono sui testi e sui ritmi della poesia di Dante, di Boccaccio, di Petrarca. Una testimonianza della produzione di musica fiorentina di questo periodo è data dal codice Squarcialupi, che prendeva il nome da Antonio Squarcialupi, organista al servizio di Lorenzo il Magnifico. Si tratta, in sostanza, una raccolta di manoscritti di composizioni di autori del Trecento.

(dal sito biografieonline.it, precisamente: http://cultura.biografieonline.it/musica-medievale/)

 

2) IL MEDIOEVO E’ UN’EPOCA RICCA DI MUSICA

Il medioevo è un’epoca che copre quasi mille anni di storia: va infatti all’incirca dalla fine del V secolo d.C. alla fine del XV secolo D.C.

Questo lungo periodo storico è ricchissimo di musica. Tuttavia nella maggior parte dei casi questa musica non aveva la funzione che noi moderni le attribuiamo. Anche la musica medievale, come quella antica, è ancora in buona parte musica “di vita”, da suonare per accompagnare un lavoro, una battaglia, un banchetto, una festa o una celebrazione. Musica insomma che aveva una funzione pratica più che estetica.

LA MUSICA MEDIEVALE NON E’ QUASI MAI ARRIVATA FINO A NOI

Questa musica veniva spesso improvvisata o composta per delle occasioni particolari. Non aveva quindi bisogno di essere scritta e tramandata ai posteri, essendo destinata a essere eseguita una sola volta. Per questa ragione anche della musica medievale ci sono rimasti pochi documenti.

Un’ eccezione è però presentata dalla musica religiosa: questa, al contrario, era musica che cercava di resistere nel tempo, di conservarsi sempre uguale a se stessa, poiché i riti e le cerimonie per cui era stata composta si ripetevano sempre uguale a distanza di tempo. Naturalmente anche la musica religiosa aveva uno scopo pratico: essa doveva arricchire la preghiera, accrescerne l’importanza all’interno della funzione religiosa.

I TROVATORI E I TROVIERI SONO POETI-MUSICISTI

Poco dopo il mille, la musica profana, incominciò ad arricchirsi, soprattutto in Francia, per merito di poeti musicisti. Questi artisti erano nobili, feudatari, cavalieri e anche dame, comunque sempre personaggi della corte che non facevano i musicista di mestiere, ma si dilettavano a comporre canzoni da cantare durante qualche festa. A seconda della zona in cui vivevano, essi erano detti trovatori o trovieri: i primi erano attivi nel Sud della Francia, i secondi nel Nord; i primi usavano la lingua provenzale detta lingua d’oc, i secondi la lingua d’oil che diventerà poi Francese moderno.

IL TEMA PREDILETTO DA TROVATORI E TROVIERI E’ L’AMORE

Gli argomenti trattati dai trovatori e dai trovieri erano naturalmente vari, ma soprattutto essi cantavano l’amore; un amore che aveva sempre i connotati della passione ideale, sublime, esclusiva, nei confronti di una donna che possedeva tutte le virtù e arrivava perciò a rendere più buono, più valoroso, più serio l’uomo che l’amava.

LE CANZONI DEI TROVATORI E DEI TROVIERI ERANO MOLTO DIVERSE DAL CANTO GREGORIANO

Le canzoni dei Trovatori e Trovieri erano molto diverse dal canto gregoriano che conosciamo già. Il gregoriano era basato su un testo latino, mentre le canzoni trobadoriche erano basate su testi in volgare. Il canto gregoriano era sacro, mentre le canzoni trobadoriche erano di argomento profano. Il gregoriano era cantato da cori abbastanza numerosi, mentre le canzoni trobadoriche erano cantate da una voce solista, eventualmente accompagna da uno strumento che ripeteva la stessa melodia della voce.

Infine, mentre il gregoriano era anonimo, noi conosciamo molti nomi di trovatori e trovieri. I più importanti trovatori furono Guglielmo IX d’Aquitania, Marcabru, Bernart de Ventadorn, Arnaud Daniel, Raimbaut de Vaqueiras ecc. Fra i trovieri, il più celebre è Adam de la Halle. Al di fuori della Francia, bisogna ricordare i nomi del Re di Castiglia Alfonso X e dei tedeschi Tannhauser e Walter Von Der Vogelweide.

(Da una ricerca degli alunni della Classe IIIA della Scuola Media “E. Repetti” di Sarteano, anno scolastico 1999/2000, coordinati dal prof. di Ed. Musicale Massimo Coniglio sito web: http://spazioinwind.libero.it/maxconi)

 

3) LA MUSICA NEL MEDIOEVO

Le prime documentazioni della musica profana risalgono all’incirca al IX secolo, su modello dei canti sacri e dei testi dei grandi poeti latini. Sia il chierico vagante che il giullare, con i loro repertori di canti, si ricollegano alla musica sacra reinterpretandone con varie tecniche le melodie e i testi.

Una espressione poetico-musicale del tutto originale e foriera di grandi sviluppi è stata invece la musica trobadorica e troviera. Attivi nella Francia del Sud, Spagna e nel Nord Italia, in particolare in Piemonte, i trovatori scrivono in lingua d’oc (cioè occitana) e cantano gli ideali della cavalleria e dell’amor cortese.

Ma come veniva eseguita quella musica? Se l’immagine del poeta accompagnato nel canto da una viella, ci riporta a incontri galanti in giardini segreti, la grandiosità di certi banchetti medievali e poi rinascimentali, arrivava probabilmente fino ai complessi musicali composti da numerosi elementi con strumenti a corda, a fiato, a tastiera e percussivi.

CANTI E DANZE RITUALI

Nel Medioevo musica e danza popolare si vestivano con gli abiti della festa per segnare il cambio delle stagioni secondo il calendario agrario, unitamente a consuetudini e credenze radicate nella comunità. Due erano sostanzialmente le feste principali dell’anno: quella di Primavera e quella d’Inverno.

Purtroppo la maggior parte di questa produzione popolare è andata perduta, possiamo per lo più affidarci a documentazioni tarde ossia cinquecentesche o a contrafactum religiosi. Da sottolineare l’importante rapporto di continuità nell’ambito della trasmissione orale, di melodie e canti dal medioevo fino ai nostri giorni, di una cultura celtica profondamente legata all’espressione musicale dal basso, che considera la musica come momento centrale di socializzazione e parte della quotidianità.

(da Tradizioni medioevo Ontano magico Terre Celtiche http://ontanomagico.altervista.org/musica.html )

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