NARRAZIONE LINEARE ESERCIZIO 3

 

IL RITORNO DI ZIA CLO (TESTO 1- testo base)

Zia Clorinda entrò ,come al solito,cinguettando a tutto volume a destra e a sinistra con la sua stridulissima voce.

“Barry prendimi per favore questo pacco ! Lucy attenta a poggiare questo cartoncino ,che si rompe tutto ! Fanny , amore mio, perché non vai subito a chiamare tua madre ! Uh ,Robert come sei diventato alto !”

“Non sono Robert, signora:sono il suo compagno di banco .”

Poi incominciò a raccontare il suo ultimo viaggio intorno al mondo.Non si accorse nemmeno quando arrivarono la mamma e Robert,perché si trovava nel bel mezzo di un tremendo uragano nella giungla Indocinese aveva dimenticato l’ombrello in hotel. Ritornata, finalmente,a casa si decise ad aprire i regali:un paesaggio del monte Fuji 90 x 200 in seta per Lucy,per Barry un elefante di ceramica indiana alto come un cane di taglia media,un cappuccio eskimese di foca con guarnizioni in orso bianco per la mamma. “Uh mi sono dimenticata il povero  Robert ! Non fa niente Bobby :vuol dire che ti regalerò questo orologino che avevo preso per me a Samarcanda , tesoruccio .”

E se lo staccò dal polso con un gesto largo ed un sorriso.Era un fantastico cronometro per i militari dell’Armata Rossa.

Poi, cinguettando com’era arrivata , usc’.Dalla tromba dell’ascensore si sentiva che stava dicendo qualcosa su alcuni laghetti del Guatemala. A chi,non si sa.

 

Testo 2.(Variante combinatoria del Testo 1 mediante inserimento di elementi dell’arredo che aiutino a visualizzare lo svolgersi dell’avvenimento.Tendenzialmente detti elementi costituiscono il soggetto sintattico delle proposizioni in cui compaiono.)

Zia Clorinda entrò in sala, come al solito,cinguettando a tutto volume a destra e a sinistra con la sua stridulissima voce.Le pesanti tende alle finestre ondeggiarono,i vetri colorati rabbrividirono,le tazzine della vetrinetta si assestarono ai piattini. “Barry prendimi per favore quel pacco! Lucy attenta a poggiare questo cartoncino, che si rompe tutto! Fanny, amore mio, perché non vai subito a chiamare tua madre! Uh, Robert come sei diventato alto!”

“Non sono Robert,signora:sono il suo compagno di banco.”

Finalmente si sedette scomparendo nella poltrona di pelle preferita da papà e cominciò a raccontare il suo ultimo viaggio attorno al mondo. Mentre volava da un paese all’altro spostava la punta della sua scarpina in raso sugli arabeschi del tappeto, come fosse una carta geografica.Non si interruppe nemmeno quando arrivarono la mamma e Robert, perché si trovava nel mezzo di un tremendo uragano nella giungla indocinese.

Ritornata, finalmente, a casa si decise ad aprire i regali:un paesaggio del monte Fuji 90×200 in seta per Lucy che avrebbe voluto appendere subito in sala tra le due finestre, al posto della collezione di piatti, un elefante di ceramica indiana alto come un cane per Barry (provvisoriamente fu messa a dormire insieme sul divano), un cappuccio eskimese di foca con guarnizioni in orso bianco che pretese che la mamma indossasse subito.”Uh,mi sono dimenticata il povero Robert !Non fa niente,Bobby :vuol dire che ti regalerò questo orologino che avevo preso per me a Samarcanda ,tesoruccio”.

IL PERCORSO DA CASA A SCUOLA

Sul portone saluto la signora del piano di sopra che torna dalla passeggiata col cane e il marocchino del fornaio che viene a portare il pane per i due vecchietti dellottavo piano che non possono uscire e morirebbero di fame se qualcuno non si curasse di loro.

Dall’altra parte della strada, dietro una cancellata molto aguzza, stanno i TIR del Corriere del Sole, alcuni privi della motrice e fermi l’ da chissà quanto, altri nuovi fiammanti, con le scritte in lingua straniera.

A me piacerebbe molto guidare il carrello per lo scarico dei TIR che tiene in equilibrio anche 4 casse molto grosse e poi le deposita sotto la tettoia.

Certe volte mi distraggo a guardarli e vado a finire contro le persone che passano proprio mentre sto uscendo.

Superati i 2 gradini che sono una barriera architettonica eccomi in via Zumbini ingombra fin dal primo mattino di macchine che hanno bisogno dellelettrauto sullangolo perché di notte le batterie si scaricano per il troppo freddo o per il troppo caldo o perché hanno lasciato i fari accesi.

Mi dispiace dirlo, ma su tutte le ruote fa i suoi bisogni il cane di un’altra signora, che ha sempre un foulard in testa e un guinzaglio lunghissimo che da fastidio a tutti perché il cane fa il giro dei pali della luce e si impiglia.

La mia via è molto stretta. Tranne il terreno del Corriere, dappertutto ci sono case molto alte quasi tutte vecchie e tenute non molto bene con i terrazzini neri a causa dello smog.

Solo dopo il fornaio, che manda sempre un buonissimo profumo, si respira un po.L’ si apre infatti una specie di slargo non asfaltato, con degli alberi di sambuco, dove molti vanno a lavare le macchine perché in fondo passa una roggia che però a me pare un po una fogna e a starle vicino puzza.

Io non ci l’averei mai la mia macchina. Alla fine di questo slargo ricominciano le case fino al fiume.

Terminata la mia via svolto ad angolo retto sul Lungotaro, che è tutto alberato, e guardo a sinistra per vedere se arriva lautobus. Se non vedo niente continuo a camminare pensando alle mie cose, altrimenti mi metto a correre sperando di farcela. La fermata non è proprio sullangolo. Devo percorrere una cinquantina di metri fino al gruppo di persone che aspettano, qualcuna fumando e qualcuna stirando il collo.Ce né poi sempre una che sta sulla porta del bar mezzo dentro e mezzo fuori, come se dovesse prendere il primo mezzo che passa e invece non sale mai, nemmeno quando salgo io. Poi finalmente arriva la 53 Centro, che è sempre pienissima, che si fà una grande fatica salire e poi ci si prendono anche le maledizioni perché urtiamo gli anziani con lo zaino. Ma cosa ci posso fare io se la riga è lunga 50 cm e abbiamo disegno lo stesso giorno di ginnastica ?

A me piace stare sul dietro a guardare le macchine che seguono senza poter superare.

Certe volte invidio quei ragazzi che vengono a scuola coi genitori.Almeno non soffocano. Però anche lautobus è bello prechè se sale un mio compagno si ride per delle scemate  e ci dicono di non fare i maleducati e allora noi ridiamo ancora di più, ma non apposta. Proprio perché ci viene. Ma stare sui mezzi è bello anche perché dall’alto si può guardare al di là del muretto e vedere il fiume che scorre. Certe volte è cos’ in secca che avrei voglia di passarlo a piedi, ma se mia mamma lo sapesse non so cosa mi farebbe. Certe altre volte invece è in piena e a me viene l’idea che possa buttar giù il Ponte Nuovo o anche superarlo e spazzar via le macchine che ci sono sopra. Se invece mi capita di dover stare dall’altra parte vedo solo le case dietro gli alberi. Ma non è uno spettacolo molto bello. A parte gli alberi, è come la via.

Dopo il ponte entriamo finalmente in città percorrendo corso Resistenza Partigiana a passo duomo, perché dall’altra parte del Taro arrivano tutte le auto da fuori, di quelli che vengono a lavorare in città e sperano di trovare parcheggio prima delle nove. Quelli fortunati sono li che armeggiano col loro disco-orario, gli altri interrompono il traffico xchè hanno visto magari uno che sta uscendo e sperano di prendere il suo posto 

Esercizio A)  

1.Facendo riferimento esplicito ai modelli di testo e alle consegne (Il ritorno di zia Clorinda);(il percorso da casa a scuola e viceversa );

racconta

_una salita in seggiovia

_una tua entusiasmante azione da goal

_le operazioni di elaborazione del look più adeguato per la festa in discoteca

_la preparazione della situazione ideale per godersi un perfetto G.P.(partita di Tennis/di calcio/film famoso/etc) davanti al televisore

_il viaggio in ascensore con quello del settimo piano che non parla e il suo nipotino

_mezz’ora di fila in Posta , allo sportello dei C.C.

_le avventure di un pomeriggio alla ricerca di un (disco /videocassetta/regalo per la Ceci /etc)che non si trovava

_altri

 

(per ogni soggetto :redigi lo schema della successione degli eventi,fornisci qualche informazione aggiuntiva su ciascuno di essi,definisci la strategia per la realizzazione del testo-base e, infine, le regole per le successive riscritture);

Esempio:una salita in seggiovia

Schema di successione degli eventi

*papà propone di prendere la seggiovia

*la difficoltà di chiedere i biglietti in tedesco

*il momento della partenza. Aggancio o no il bastoncino ?

*Il passaggio dei piloni. Dico o non dico che ho avuto paura?

*I discorsi da un seggiolino all’ altro

*L’arrivo