Non si può uccidere la speranza

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

 

Popieluszko: Non si può uccidere la speranza

il film di Rafael Wieczynski a Cesano Boscone (Mi)

“Popieluszko”, il tributo al prete martire della libertà

Mil’ioni di persone nelle piazze e per le strade di Varsavia. Incuranti della repressione, della polizia pronta a sparare e manganellare, del crollo imminente di quel blocco comunista che si sarebbe sgretolato a partire dalla caduta del Muro di Berlino. Era il 3 novembre 1984 quando la Polonia testimoniò in modo potente contro la tirannia della paura e rese Jerzy Popieluszko l’eroe moderno che poche persone ricordano come tale. Il giovane religioso dall’aspetto fragile e tormentato, assassinato da mano misteriosa a soli 37 anni, era già stato evocato in un film di Agnieszka Holland datato 1988, intitolato Un prete da uccidere. Ora torna, con maggiore verosimiglianza storica, nel film Popieluszko di Rafal Wieczynski che è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Il coraggio oltre il terrore

– Figlio di contadini, giovanissimo soldato nell’esercito comunista, Jerzy Popieluszko scoprì la sua vocazione religiosa e fu ordinato sacerdote dal Primate della Polonia Wyszynski che lo destinò ad alcune parrocchie di campagna, in mezzo alla gente umile e agli operai.

Sensibile e determinato, Popieluszko imparò presto che in quella Polonia fede, impegno sociale e politica viaggiavano indissolubilmente intrecciati. Non solo gli operai ma anche altre categorie di lavoratori, e progressivamente anche studenti e intellettuali ne fecero una guida non solo spirituale, soprattutto dopo il suo avvicinamento a Solidarnosc, il sindacato guidato da Lech Walesa e sostenuto da Papa Woytjla. Un prete scomodo, che agiva come grancassa della coscienza di una nazione che cercava la sua rinascita e voleva liberarsi dalle pastoie del comunismo. Lo uccisero il 19 ottobre 1984, il corpo fu trovato in un lago, la testa sfondata, il volto mutilato, un sasso legato ai piedi. Nessuno è mai riuscito a identificare gli assassini del cappellano di Solidarnosc, ma più indizi riconducevano alla pista che via Kgb porta al Cremlino.

Ricostruzione senza precedenti

– Nel Popieluszko diretto da Wieczynski l’attore Adam Woronowicz ridà voce e corpo alla battaglia del prete polacco. Il regista ha mescolato immagini d’archivio, documentari e finzione con una completezza e complessità inedite. Grandi scene di massa sono state girate ricorrendo a settemila comparse, in uno degli sforzi economici più importanti del cinema dell’Est europeo. Per riscoprire l’uomo che, pur potendosi mettere in salvo, decise di restare a fianco agli oppressi, diventando, prima che un santo, un simbolo di libertà.

(tratto dalla recensione di Cr.S. del 12 ottobre 2009)

Centro Culturale Città Viva Cesano Boscone

Tel. 024580242

www.cristallo.net

ore 21.15

Regia: Rafal Wieczynski

Polonia, 2009

Durata: 149 min.

Pubblicità
shares