Or vedi, Amor, che giovenetta donna

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madrigale, n. 121 del canzoniere di Petrarca

analisi del testo di Alissa Peron

testo

Or vedi, Amor, che giovenetta donna
tuo regno sprezza, et del mio mal non cura,
et tra duo ta’ nemici è sí secura.

Tu se’ armato, et ella in treccie e ‘n gonna
si siede, et scalza, in mezzo i fiori et l’erba,
ver’ me spietata, e ‘n contra te superba.

I’ son pregion; ma se pietà anchor serba
l’arco tuo saldo, et qualchuna saetta,
fa di te et di me, signor, vendetta.

analisi

Madrigale 121: risale forse al 1373-1374 alla fine della vita del poeta, sostituzione di un componimento scritto in precedenza, una ballata, Donna mi viene spesso nella mente, altra m’è sempre. Questo componimento risultava contraddittorio con il resto della struttura dell’opera, così Petrarca tolse l’inchiostro ed inserì il madrigale di tre terzetti. Una donna giovinetta disprezza il regno di Amore e la sofferenza del poeta che dunque invita Amore a vendicarlo e a scagliare le sue frecce anche contro di lei. Che: congiunzione dichiarativa, non pronome o aggettivo interrogativo. Secura: latinismo lessicale e fonetico. La donna è in trecce e in gonna, non attrezzata per una battaglia, si siede con atteggiamento in apparenza gentile ma è spietata col poeta e superba con Amore. Amore è armato e il poeta è prigioniero, la sua invocazione ultima è di colpire lei facendo vendetta per sé e mostrando pietà per il poeta perché allora la donna corrisponderà al suo amore.

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