Organizzazioni non governative

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tema svolto

Traccia:

Esponi le tue conoscenze sulle cosiddette Organizzazioni Non Governative

Svolgimento:

Le ONG sono organizzazioni private di vario tipo che operano, con diverse modalità, nel campo del contributo allo sviluppo e della solidarietà internazionale. La loro attività, nell’ambito della cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo, è disciplinata dalla legge 49/87 che prevede la concessione, da parte del ministero degli Affari esteri, del riconoscimento di idoneità. Tale riconoscimento consente alle ONG di accedere al finanziamento governativo per la realizzazione di progetti di cooperazione, affidati dal ministero degli Affari esteri o promossi dalle stesse organizzazioni, e delle altre attività previste dalla legge. Le Organizzazioni non governative lavorano anche in campo nazionale, attraverso le cosiddette aziende “non profit”. Si tratta di enti che operano senza avere per fine primario il conseguimento del profitto, il che non vuol dire che non possano conseguire dei profitti, ma semplicemente che questi debbano essere reinvestiti nel perseguimento del fine primario di queste organizzazioni. È il cosiddetto Terzo settore. Con questa espressione, usata spesso come sinonimo di non profit, si indica l’insieme dei soggetti che agiscono secondo logiche e meccanismi che non appartengono né allo Stato né al mercato, anche se questa definizione è considerata inadeguata perché è una definizione per negazione secondo alcuni, che preferiscono parlare di “economia civile”. Per garantire un adeguato appoggio a queste organizzazioni, è stato stabilito, con decreto legislativo n. 460/97, di erogare un’agevolazione fiscale, in presenza di determinate condizioni ed entro limiti ben precisi, alle organizzazioni non profit e di favorirne la diffusione nel Paese. È nata così la sigla ONLUS, cioè Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, sigla coniata da quello stesso decreto, in modo che associazioni, comitati, fondazioni, società e cooperative ecc. potessero godere di queste agevolazioni fiscali. Tutte queste realtà, che rappresentano un’enorme ricchezza, etica prima che economica, del nostro paese, testimoniano di come la società civile sia ancora viva. Lo stato non può intervenire direttamente in tutti i campi in cui si evidenzia un bisogno. Pensiamo per esempio agli aiuti ai paesi sottosviluppati. Quando è un’organizzazione presente sul posto, come la Caritas, a gestire gli aiuti, essa è molto più efficace di quando è invece il governo ad operare verticisticamente. Bisogna quindi riconoscere, ma non solo nel caso del terzo mondo, il principio della sussidiarietà, secondo il quale lo Stato, nelle sue varie articolazioni centrali e locali, interviene soltanto quando non è possibile l’iniziativa dei cittadini, singolarmente o attraverso le loro organizzazioni. Stato ed enti locali intervengono cioè in maniera sussidiaria, in pratica come un aiuto e un supporto all’azione dei cittadini. Questo è un modello che responsabilizza maggiormente i cittadini, che non vedono più lo stato come il Deus ex machina che deve risolvere tutti i problemi, ma come un sostegno ad un’azione che parte dal basso.

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