Paradiso XXXI con parafrasi dei vv. 52-141 – di Carlo Zacco

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1-24. La candida Rosa. Dante vede i beati sui
loro seggi, disposti come in una sorta di enorme anfiteatro che egli
paragona ad una candida rosa.
 – Gli angeli volano continuamente da Dio
(che si trova in alto) verso i beati e viceversa, come le api
dall’alveare
ai fiori. Hanno il fiso fiammante, le ali dorate,
e abiti bianchi. In questo modo trasportano la grazia di Dio ai beati.
25-51. Lo stupore di Dante. Di fronte a questo
spettacolo Dante prorompe in un’espressione di stupore, e si dichiara
simile ai barbari
di fronte alle meraviglie dell’Impero romano.
 – tanto maggiore è lo stupore, quanto più infimo è
lo stato da cui Dante proviene, cioè la corrotta Firenze;
 – nonostante ciò Dante continua a guardare la «rosa»:
52-69. San Bernardo. Ma nonostante questa
consapevolezza, Dante vuole continuare a vedere e capire: per questo abbassa lo
sguardo, si rivolge a Beatrice per chiedere chiarimenti su quello che
vede, ma al posto suo vede un vecchio, dal volto sereno, in
atteggiamento paterno.
 – Dante rimane stupito e chiede “ov’è ella?”, e Bernardo
gli risponde che Beatrice gli ha chiesto di accompagnare Dante in questo ultimo
tratto del suo viaggio;
 – Bernardo inoltre invita Dante a guardare nella terza
fila della «candida rosa»: là c’è Beatrice.

 

 

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   Vedëa visi a carità
süadi,

d’altrui lume fregiati
e di suo riso,

e atti ornati di
tutte onestadi.

   La forma general di
paradiso

già tutta mïo
sguardo
avea compresa,

in nulla parte ancor
fermato fiso;

   e volgeami, con
voglia rïaccesa,

per domandar la mia
donna di cose

di che la mente mia era
sospesa.

   Uno intendëa,
e altro mi rispuose:

credea veder Beatrice e
vidi un sene

vestito con le
genti glorïose.

   Diffuso era
per li occhi e per le gene

di benigna letizia, in
atto pio

quale a tenero padre
si convene
.

   E «Ov’ è ella?»,
sùbito diss’ io.

Ond’ elli: «A
terminar lo tuo disiro

mosse Beatrice me del
loco mio;

   e se riguardi sù nel
terzo giro

dal sommo grado, tu la
rivedrai

nel trono che suoi
merti le sortiro».

 – Suadi:
ispirati dalla carità di Dio;

 – riso:
beatitudine;

 – atti:
atteggiamenti;     – onestadi: di ogni decoro;

 – mio sguardo:
soggetto > aveva già abbracciato tutta la forma complessiva del
Paradiso, senza essersi fissato in alcun punto particolare;

 – voglia riaccesa:
con un rinato desiderio di conoscere, dopo la pausa di
contemplazione
della «rosa»;

 – sospesa: di
cui la mia mente era rimasta perplessa;

 – uno: una cosa
> intendevo fare una cosa (rivolgermi a B.) ma mi rispose un altro; e
non si sa chi sia

 – vestito con >
vestito come gli altri (di bianco);

 – diffuso:
pervaso;   – gene: guance > volto;

 – pio:
atteggiamento devoto;

 – si conviente:
come è proprio di un padre affettuoso;

 

 – terminar lo suo
disiro
: a portare a termine il suo desiderio;

 

 – terzo..dal sommo
grado
: nella terza fila a partire dall’alto;

 – le sortiro:
le hanno procurato;

 

San Bernardo.
Bernardo di Chiaravalle, (1091-1153). È stato un mistico medievale,
monaco dell’ordine cistercense, particolarmente devoto a Maria.

 – Ordine
cistercense
: verso la fine del XI secolo (1098) un certo Roberto
di Molesme
, decide di staccarsi dall’abbazia di Cl’uny, a
causa di contrasti nati con la ‘dirigenza’; con un piccolo gruppo di
monaci si sposta a cistericium (Citeaus, Digione),
una zona selvaggia della Francia centrale, e vi fonano un nuovo
ordine
(quello dei cistercensi) più fedele regola Benedettina.

 – qualche decennio
dopo Bernardo riuscì a far ottenere al nuovo ordine
l’approvazione papale
;

 – fu un mistico: ebbe
visioni nelle quali ricevette delle rivelazioni, la più nota è
quella sulla spalla;

 – fu attivo anche
nella lotta alle eresie;

70-93. La preghiera a Beatrice. All’udire le
parole del Santo, Dante alza gli occhi e vede Beatrice seduta nel suo seggio.
Nonostante la grande distanza la sua vista non è impedita da nulla, poiché il
«mezzo» qui, fuori dal tempo e dallo spazio non esiste.
 – A questo punto Dante rivolge a Beatrice le sue ultime
parole, ringraziandola di averlo condotto fino a quel punto, e la prega di
conservare la sua anima (di Dante) pura com’è in quel momento.
 – Beatrice volge lo sguardo a Dante e sorride, poi torna a
guardare Dio;

 

 

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   Sanza risponder, li
occhi sù levai,

e vidi lei che si
facea corona

reflettendo da sé li
etterni rai.

   Da quella regïon
che più sù tona

occhio mortale alcun
tanto non dista,

qualunque in
mare più giù s’abbandona,

   quanto lì da
Beatrice la mia vista;

ma nulla mi facea, ché
süa effige

non discendëa a me
per mezzo
mista.

 

   «O donna in cui la
mia speranza vige,

e che soffristi
per la mia salute

in inferno lasciar le
tue vestige,

   di tante cose quant’
i’ ho vedute,

dal tuo podere e da la
tua bontate

riconosco la grazia e
la virtute.

   Tu m’hai di servo
tratto a libertate

per tutte quelle vie,
per tutt’ i modi

che di ciò fare avei
la potestate
.

   La tua magnificenza
in me custodi,

sì che l’anima mia, che
fatt’ hai sana,

piacente a te dal corpo
si disnodi».

   Così orai; e quella,
sì lontana

come parea,
sorrise e riguardommi;

poi si tornò a l’etterna
fontana.

 – Faceva corona:
aveva intorno a sé come una corona di luce, che si formava dai raggi
divini che si rifl. su di lei;

 

 – region..tona:
da qualunque luogo più alto del cielo in cui nascono i tuoni;  a
qualunque
mare che sprofondi più in basso, occhio umano non dista..

 – quanto:
quanto Beatrice da lì alla mia vista;

 

 – per mezzo mista:
offuscata dall’atmosfera;

 

 – vige: prende
vigore;

 – soffristi:
hai accettato di lasciare le tue impronte nell’inferno per far sì che io
mi salvassi;

 – di tante..virtute
tutte le cose che ho visto fin qui riconosco che la grazia [di Dio mi
viene] dalla tua intercessione (podere), e la forza [per compierlo
viene] dal tuo intervento;

 – servo:
schiavo del peccato;

 

 – che..potestate:
in tutti i modi che tu avevi facoltà di usare;

 – custodi:
custodisci in me questi tuoi doni (magnificenza);

 – sì che..disnodi:
in modo che la mia anima, che tu hai risanato, si separi dal corpo
ancora tale da piacerti;

 

 – come paea:
lontana come mi sembrava;

 – fontana:
fonte > di luce;

 

Beaterice: sono
le ultime parole che Dante rivolge a Beatrice:

 – in questo modo Dante
adempie alla promessa fatta alla fine della Vita Nova, cioè: «dicer
di lei quello che mai non fue detto d’alcuna»;

 – Dante qui da del
tu a Beatrice
, per la prima volta in tutto il
Paradiso: ora può farlo, dato che lei non è più la guida (la maestra),
ma la Santa a cui rivolgersi per ottenere intercessione presso Dio;




 

94-117. La candida rosa e Maria. Appena terminata la
preghiera a Beatrice, Bernardo invita Dante a guardare la candida rosa, in modo
da portare a compimento il suo viaggio.
 – Gli dice anche che, guardando in alto, e contemplando il
Paradiso, il suo sguardo si farà più forte, in modo da poter contemplare Dio;
 – a quel punto sarà Maria, di cui lui, Bernardo, è
particolarmente devoto, a intercedere perché D. possa vederlo. [Qui Bernardo si
presenta: ancora Dante non sapeva chi fosse il sene];
 – all’udire il nome di S. Bernardo Dante resta attonito, e
lo guarda con ammirazione; Bernardo stesso lo distoglie per indurlo a guardare
Maria.

 

 

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   E ‘l santo sene:
«Acciò che tu assommi

perfettamente», disse,
«il tuo cammino,

a che priego e amor
santo mandommi
,

   vola con li
occhi per questo giardino;

ché veder lui
t’acconcerà
lo sguardo

più al montar per lo
raggio divino.

   E la regina del
cielo, ond’ ïo ardo

tutto d’amor, ne farà
ogne grazia,

però ch’i’ sono il suo
fedel Bernardo».

   Qual è colui che
forse di Croazia

viene a veder la
Veronica
nostra,

che per l’antica
fame
non sen sazia,

   ma dice nel pensier,
fin che si mostra:

‘Segnor mio Iesù
Cristo, Dio verace,

or fu sì fatta la
sembianza vostra?’;

   tal era io mirando
la vivace

carità di colui
che ‘n questo mondo,

contemplando,
gustò di quella pace.

   «Figliuol di
grazia
, quest’ esser giocondo»,

cominciò elli, «non ti
sarà noto,

tenendo li occhi pur
qua giù al fondo;

   ma guarda i cerchi
infino al più remoto,

tanto che veggi seder
la regina

cui questo regno è
suddito e devoto».

 – assommi:
porti a termine;

 – a che…mandommi:
per il quale mi mosse la preghiera di Beatrice, spinta da santo amore;

 – vola: fai
volare lo sguardo attr. la rosa;

 – veder lui: la
contemplazione della rosa;

 – acconcerà:
renderà la tua  vista idonea ad ascendere alla contemplazione di Dio;

 – Bernardo: il
suo nome compare solo alla fine, come per Cacciaguida;

 – Croazia: come
generica regione lontana da Roma;

 – per l’antica fame:
dato che il suo desiderio di vederla era antico, non si sazia di
guardarla;

 – Veronica:
icona bizantina, conservata in San Pietro, sia il lenzuolo con cui una
donna asciugò il sudore di Cristo al calvario;

 – colui:
Bernardo;

 – Contemplando:
tramite la vita contemplativa pregustò la pace del Paradiso;

 – di Grazia:
rigenerato dalla grazia di Dio (bibl.);

 – esser giocondo:
questa beatitudine;

 

 – più remoto:
Maria si trova nelle file più alte;

 

118-142. Maria. Dante obbedisce all’invito di San
Bernardo e alza lo sguardo: nella soglia più alta della rosa vede una zona molto
più luminosa delle altre; qui un gruppo di Angeli festeggia con voli e canti
intorno ad una donna di bellezza indescrivibile: è Maria, e il poeta dichiara di
essere impotente a descriverla;

 

 

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   Io levai li occhi; e
come da mattina

la parte orïental de
l’orizzonte

soverchia quella dove
‘l sol declina,

   così, quasi di
valle
andando a monte

con li occhi, vidi
parte ne lo stremo

vincer di lume
tutta l’altra fronte.

   E come quivi ove
s’aspetta il temo

che mal guidò Fetonte,
più s’infiamma,

e quinci e quindi il
lume si fa scemo
,

   così quella pacifica
oriafiamma

nel mezzo s’avvivava, e
d’ogne parte

per igual modo
allentava la fiamma;

 

   e a quel mezzo,
con le penne sparte,

vid’ io più di mille
angeli festanti,

ciascun distinto di
fulgore e d’arte
.

   Vidi a lor giochi
quivi e a lor canti

ridere una bellezza,
che letizia

era ne li occhi a tutti
li altri santi;

   e s’io avessi in dir
tanta divizia

quanta ad imaginar,
non ardirei

lo minimo tentar di
sua delizia
.

   Bernardo, come vide
li occhi miei

nel caldo suo
caler
fissi e attenti,

li suoi con tanto
affetto volse a lei,

che ‘ miei di rimirar
fé più ardenti.

 

 

 – soverchia:
supera la luce della parte occidentale; 

 – da valle a monte:
dal basso verso l’alto;

 – ne lo stremo:
nella parte più lontana della rosa;

 – vincer:
superare quanto a luminosità;

 – il temo: il
timone che Fetonte guidò male;

  – ove..scemo:
il punto in cui si aspetta il sole si illumina di più, mentre da una
parte e dall’altra la luce diminuisce;

 – orifiamma:
stendardo portatore di pace > luogo dove si trova Maria (luminoso in
mezzo, e meno ai lati);

 

 

 – mezzo: punto
centrale

 

 – fulgore e arte:
splendore e movimenti;

 

 – una bellezza:
Maria ha un fulgore che si riflette su tutti i beati;

 – divizia: se
io avessi tanta ricchezza [nell’esprimere] quanta ne ho nel conservare
l’immagine [nella mia mente], non tenterei comunque di descrivere ql
bellezza;

 – caldo:
l’ardore della fiamma; 

 – caler: lat. >
essere caldo;

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