Parità scolastica

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tema svolto

Traccia:

Negli ultimi tempi sono frequenti i dibattiti sul cosiddetto finanziamento alla scuola privata. Quali sono le tue considerazioni al proposito?

Svolgimento:

Occorre anzitutto distinguere il finanziamento alle scuole con il finanziamento alle famiglie.

Mentre il primo non è costituzionale, il secondo, a mio parere, non solo lo è, ma sarebbe addirittura ingiusto non attuarlo e adesso spiegherò perché. Una famiglia contribuisce, con le tasse, al finanziamento della scuola statale. È dimostrato che ogni alunno della scuola statale costa allo stato circa 7000 euro, e la sua famiglia non paga nulla, se non un’irrisoria tassa di iscrizione, anche se ricca. Il costo di un alunno di una scuola non statale si aggira invece intorno ai 3500 euro, e la famiglia se ne accolla interamente l’onere, anche se è povera! Questo, tra l’altro, vuol dire che un alunno di una scuola statale costa circa il doppio di un alunno di scuola non statale: pensate a quanti sprechi di denaro pubblico devono esserci sotto!

Ma, ritornando a riflettere sulla condizione di una famiglia che manda suo figlio ad una scuola non statale, essa, come se non bastasse, tramite le tasse, finanzia anche la scuola statale, e quindi una parte di quei 7000 euro di cui prima!

Il risultato è che i poveri, se vogliono esercitare un diritto loro garantito dalla costituzione (art.30) pagano due volte, mentre i ricchi o non pagano nulla (nella scuola di Stato) o, se lo desiderano, possono comunque scegliere le scuole migliori, magari anche all’estero, perché economicamente possono permetterselo.

Questo è il motivo per cui è giusto che le famiglie siano sostenute in questa spesa. Così come possono usufruire di strutture private per la propria salute (ospedali, laboratori per analisi, ecc…) con l’aiuto dello stato, così è giusto che ciò accada anche per l’educazione dei figli.

Inoltre, il principio della parità scolastica, oltre che un diritto, rappresenta un incentivo al miglioramento della qualità educativa e didattica ed una possibile ipotesi di riduzione dei costi, a parità di qualità del servizio fornito, per tutto il sistema scolastico italiano.

Pensate ai risparmi possibili e al miglioramento della qualità se solo lo Stato riconoscesse anche economicamente il principio della libertà di istituire scuole da parte dei diversi istituti educativi che potenzialmente sono già oggi in grado di farlo: cooperative di famiglie, associazioni imprenditoriali, Enti no profit, ecc..

A questo punto sorge l’obiezione di chi ricorda che il reclutamento degli insegnanti in una scuola non statale avviene in base alle scelte dei dirigenti e ai progetti educativi della scuola. A questa obiezione si può ribattere che anche nella scuola statale ci si sta avviando verso una maggiore distinzione fra un istituto ed un altro, in base ai Piani dell’Offerta Formativa, e ad una maggiore responsabilità dei dirigenti, anche riguardo il reclutamento dei docenti.

In realtà, la concorrenza delle scuole non statali non preoccupa gli insegnanti delle scuole statali, anche perché, se davvero settarie e integraliste come dicono alcuni, le scuole non statali non verranno scelte dai genitori, che vogliono invece qualità della scuola e un clima sereno in cui il proprio figlio possa studiare. Lasciamo quindi che una buona volta siano gli studenti e i genitori a premiare le scuole e gli insegnanti veramente validi, non i burocrati, i provveditori, i ministri e i politici. Diamo alla scuola una svolta nel senso della professionalità, abbattendo il regime monopolistico. La RAI e la TELECOM non sono state danneggiate dalla concorrenza, anzi hanno migliorato la qualità dei loro servizi. Incoraggiamo le leggi che offrono alle famiglie un aiuto concreto per esercitare i propri diritti e smettiamola con le barricate ideologiche, poiché quelle sì che sono un vero danno per la scuola e un insulto alla professionalità dei docenti.

Notabene: l’ispirazione per l’elaborazione di questo tema è venuta leggendo il seguente tema La parità_scolastica. Si rimanda al sito www.skuola.net, sul quale è pubblicato quel tema, per altro materiale didattico gratuito e utilissimo per studenti e docenti.

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