Politica

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tema svolto

Traccia:

Parla della politica e di come pensi che un cittadino possa davvero esprimere il suo parere in un regime democratico.

Svolgimento:

Anzitutto vorrei dire che per me la politica è qualcosa di importante. Malgrado tutti gli aspetti negativi che vengono associati a questa parola, secondo me che è importantissimo interessarsi alla gestione della cosa pubblica. Occorre forse andare alle origini delle parole democrazia e politica: infatti, in greco classico, democrazia significava governo del popolo e politica gestione della polis. Insomma, per i greci antichi, la politica era semplicemente l’interessamento del cittadino alla gestione della città. I cittadini ateniesi si riunivano nell’assemblea, che chiamavano ecclesìa, a discutere e deliberare su tutte le questioni importanti della polis. Questo modello ideale non è più proponibile ai giorni d’oggi, poiché sarebbe impensabile chiamare tutti i cittadini dell’Italia a prendere direttamente tutte le decisioni. In effetti con i referendum tutti i cittadini possono esprimere un loro parere sull’abrogazione o meno di una legge, ma molti giudicano questo strumento inflazionato, e pensano che si dovrebbero limitare i referendum solo a materie molto importanti, come lo è stato quello per la scelta tra monarchia e repubblica. È logico, quindi, che nelle democrazie moderne le decisioni siano prese da assemblee di parlamentari, delegati dai loro elettori tramite regolari elezioni. Qui incominciano i primi problemi, perché per essere eletti i candidati devono presentare delle liste di partiti. Ma i partiti sono davvero necessari?

Non sarebbe sufficiente costituire dei comitati elettorali o movimenti politici, senza tutto quell’ingombrante apparato di sezioni, burocrazie, giornali, ecc…? Io non sono d’accordo con questa opinione espressa da molti, e vorrei subito dimostrarlo. Sulla scorta dell’insofferenza nei confronti dei partiti della prima repubblica, invischiati in vicende di finanziamento illecito e corruzione, nacque il movimento politico di Forza Italia. Non voglio qui esprimere un giudizio di valore su questa forza politica, ma sulla questione della necessità o meno dell’esistenza di una struttura partitica. Ebbene, Forza Italia non aveva una struttura politica. I circoli territoriali di Forza Italia si chiamavano club e non sezioni, mentre i responsabili di Forza Italia erano nominati direttamente dal leader Silvio Berlusconi, proprio per sottolineare la diversità rispetto ai partiti politici italiani, cosiddetti della prima repubblica. Passati un bel po’ di anni da questi fatti, tutti, compresi gli stessi elettori e simpatizzanti di Forza Italia, possono constatare che questa impostazione presenta parecchi limiti: lo scarso radicamento del “partito” nel territorio; la inadeguatezza dei rappresentanti del partito, che spesso, appunto, lo sono diventati più per la conoscenza personale del capo del partito che per le loro capacità, ecc…

Non era forse migliore il criterio precedente, per cui una persona diventava politico dal “basso”, cioè facendo la gavetta a livello locale, per poi proporsi, in base alle proprie capacità a livello nazionale? La struttura del partito, che selezionava i candidati, non mi sembra del tutto inutile, anzi. Con l’assenza dei partiti non c’è il rischio dell’impreparazione e del pressapochismo? Voglio lasciare infine queste domande senza una risposta predefinita, ma solo invitare a riflettere, perché non c’è una ricetta preconfezionata. Forse, non so come, però bisognerebbe inventarsi una terza repubblica che condensi in sé gli aspetti positivi della prima e della seconda, senza ereditare neanche un difetto. Di un’altra cosa son sicuro: dell’importanza dell’opinione pubblica. In sostanza, per fare politica, non è necessario essere eletti, fare i deputati o i consiglieri comunali, ecc…, ma è sufficiente operare nel sociale. Se siamo una presenza significativa, anche chi prende le decisioni deve tener conto di noi. Egli non può ignorare la società civile, altrimenti rischierebbe di non essere rieletto. In fin dei conti, magari a parole odiamo la politica, ma, anche se non ce ne accorgiamo, con le nostre opinioni, le nostre realizzazioni e i nostri progetti, noi facciamo tanta politica, ogni giorno. 

Notabene: l’ispirazione per l’elaborazione di questo tema è venuta leggendo il seguente tema La politica. Si rimanda al sito www.skuola.net, sul quale è pubblicato quel tema, per altro materiale didattico gratuito e utilissimo per studenti e docenti.

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