Prima prova esame di stato 2008

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Esami di Stato 2007-2008

PRIMA PROVA SCRITTA

PROVA DI ITALIANO
(per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)


Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte


TIPOLOGIA A  –      ANALISI DEL TESTO

Eugenio MONTALE, Ripenso il tuo sorriso, (da Ossi di seppia, 1925)

   

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me unacqua limpida

scorta per avventura1 tra le petraie dun greto,

esiguo specchio in cui guardi unellera2 i suoi corimbi3;

e su tutto labbraccio dun bianco cielo quieto.

 

5

   

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto sesprime libera unanima ingenua4,

o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano5.

10

 

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi6 in unondata di calma,

e che il tuo aspetto sinsinua nella mia memoria grigia

schietto come la cima duna giovinetta palma.

 
 


1  avventura: caso

2  ellera:         edera

3  corimbi:      infiorescenze a grappolo

4  ingenua:     non toccata dal male del mondo

5  talismano:  amuleto, portafortuna

6  estrosi:        inquieti

 

Eugenio Montale (Genova, 1896 – Milano, 1981) da autodidatta (interruppe studi tecnici per motivi di salute), approfondì i suoi interessi letterari, entrando inizialmente in contatto con ambienti intellettuali genovesi e torinesi. Nel 1925 aderì al Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Benedetto Croce. Nel 1927 si trasferì a Firenze, ove lavorò prima presso una casa editrice e poi presso il Gabinetto Scientifico Letterario Viesseux. Nel dopoguerra si stabilì a Milano, dove collaborò al Corriere della Sera” come critico letterario e al Corriere dellInformazione” come critico musicale. Le sue varie raccolte sono apparse tra il 1925 (Ossi di seppia) e il 1977 (Quaderno di quattro anni). Nel 1975 ricevette il Premio Nobel per la letteratura. La sua produzione in versi, dopo liniziale influenza dellErmetismo, si è svolta secondo linee autonome.

1.    Comprensione del testo

Dopo una prima lettura riassumi brevemente il contenuto informativo della lirica in esame.

2.    Analisi del testo

2.1.        Nella prima strofa il poeta esprime, in una serie di immagini simboliche, da una parte la sua visione della realtà e dallaltra il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile[cè un errore: in realtà la poesia si riferiva ad un ballerino]. Individua tali immagini e commentale.

2.2.        Nel verso 2 ricorre lallitterazione della r“. Quale aspetto della realtà sottolinea simbolicamente la ripetizione di tale suono?

2.3.        Il ricordo della donna [vedi nota precedente] è condensato nel suo viso e nel sorriso, nel quale si manifesta, libera”, la sua anima”
(v. 6). Prova a spiegare in che senso il portare con sé la sofferenza per il male del mondo può essere, come dice il poeta, un talismano” (v. 8) per unanima e come questa condizione possa essere altrettanto serena che quella di unanima ingenua” non toccata dal male (v. 6).

2.4.        Nella ultima strofa ricorrono espressioni relative sia alla condizione interiore del poeta, sia alla pensata effigie” (v. 9) della donna [vedi nota precedente]. Le prime sono riconducibili al motivo dellinquietudine, le seconde a quello della calma. Commenta qualche espressione, a tuo parere, più significativa relativa a entrambi i motivi e in particolare il paragone presente nellultimo verso.

2.5.        Analizza la struttura metrica (tipi di versi, accenti e ritmo, eventuali rime o assonanze o consonanze), le scelte lessicali (i vocaboli sono tipici del linguaggio comune o di quello letterario o di entrambi i tipi?) e la struttura sintattica del testo e spiega quale rapporto si può cogliere tra le scelte stilistiche e il tema rappresentato.

3.    Interpretazione complessiva e approfondimenti

Sviluppa con osservazioni originali, anche con riferimento ad altri testi dello stesso poeta e/o a opere letterarie e artistiche di varie epoche, il  tema del ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile. In alternativa inquadra la lirica e lopera di Montale nel contesto storico-letterario del tempo.

 

TIPOLOGIA B  –  REDAZIONE DI UN SAGGIO BREVE” O DI UN ARTICOLO DI GIORNALE”

       (puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)

CONSEGNE

Sviluppa largomento scelto o in forma di saggio breve” o di articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano.

Se scegli la forma del  saggio breve”,  interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

Da al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).

Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo.

Se scegli la forma dell articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo ‘pezzo.

Da allarticolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).

Per attualizzare largomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).

Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

 

1.    AMBITO   ARTISTICO – LETTERARIO

ARGOMENTO: La percezione dello straniero nella letteratura e nellarte.

DOCUMENTI

Non lederai il diritto dello straniero o dellorfano e non prenderai in pegno la veste dalla vedova; ma ti ricorderai che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha redento lEterno, il tuo Dio; perciò ti comandò di fare questo. Quando fai la mietitura nel tuo campo e dimentichi nel campo un covone, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo straniero, per lorfano e per la vedova, affinché lEterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta lopera delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornerai a ripassare sui rami; le olive rimaste saranno per lo straniero, per lorfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non ripasserai una seconda volta; i grappoli rimasti saranno per lo straniero, per lorfano e per la vedova. E ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese dEgitto; perciò ti comando di fare questo.”

DEUTERONOMIO, 24, 17-22

Così Odisseo stava per venire in mezzo a fanciulle dalle belle chiome, pur nudo comera: la dura necessità lo spingeva. Terribile apparve loro, era tutto imbrattato di salsedine. E fuggirono via, chi qua chi là, sulle spiagge dove più sporgevano dentro il mare. Sola restava la figlia di Alcinoo: Atena le mise in cuore ardimento e tolse dalle membra la paura. Rimase ferma di fronte a lui, si tratteneva. Ed egli fu incerto, Odisseo, se supplicare la bella fanciulla e abbracciarle le ginocchia, oppure così di lontano pregarla, con dolci parole, che glindicasse la città e gli desse vesti. Questa gli parve, a pensarci, la cosa migliore, pregarla con dolci parole di lontano. Temeva che a toccarle i ginocchi si sdegnasse, la fanciulla. Subito le rivolse la parola:E a lui rispondeva Nausicaa dalle bianche braccia: «Straniero, non sembri uomo stolto o malvagio, ma Zeus Olimpio, che divide la fortuna tra gli uomini, buoni e cattivi, a ciascuno come lui vuole, a te diede questa sorte, e tu la devi ad ogni modo sopportare.»Così disse, e diede ordini alle ancelle dalle belle chiome: «Fermatevi, ancelle, per favore. Dove fuggite al veder un uomo? Pensate forse che sia un nemico? Non cè tra i mortali viventi, né mai ci sarà, un uomo che venga alla terra dei Feaci a portar la guerra: perché noi siamo molto cari agli dei. Abitiamo in disparte, tra le onde del mare, al confine del mondo: e nessun altro dei mortali viene a contatto con noi. Ma questi è un infelice, giunge qui ramingo. Bisogna prendersi cura di lui, ora: ché vengono tutti da Zeus, forestieri e mendichi, e un dono anche piccolo è caro. Su, ancelle, date allospite da mangiare e da bere, e lavatelo prima nel fiume, dove cè un riparo dal vento.»

OMERO, Odissea, VI, vv. 135-148 e vv. 186-209

Afflitto della nuova, e arrabbiato della maniera, Renzo afferrò ancora il martello, e, così appoggiato alla porta, andava stringendolo e storcendolo, lalzava per picchiar di nuovo alla disperata, poi lo teneva sospeso. In questagitazione, si voltò per vedere se mai ci fosse dintorno qualche vicino, da cui potesse forse aver qualche informazione più precisa, qualche indizio, qualche lume. Ma la prima, lunica persona che vide, fu unaltra donna, distante forse un venti passi; la quale, con un viso chesprimeva terrore, odio, impazienza e malizia, con certocchi stravolti che volevano insieme guardar lui, e guardar lontano, spalancando la bocca come in atto di gridare a più non posso, ma rattenendo anche il respiro, alzando due braccia scarne, allungando e ritirando due mani grinzose e piegate a guisa dartigli, come se cercasse dacchiappar qualcosa, si vedeva che voleva chiamar gente, in modo che qualcheduno non se naccorgesse. Quando sincontrarono a guardarsi, colei, fattasi ancor più brutta, si riscosse come persona sorpresalasciò scappare il grido che aveva rattenuto fin allora: «luntore, dagli! dagli! dagli alluntore!» Allo strillar della vecchia, accorreva gente di qua e di là;abbastanza per poter fare dun uomo solo quel che volessero.”

A. MANZONI, I Promessi Sposi, XXXIV, 1842

Lo straniero

A chi vuoi più bene, enigmatico uomo, di? A tuo

padre, a tua madre, a tua sorella o a tuo fratello?”

Non ho né padre, né madre, né sorella, né

fratello.”

Ai tuoi amici?”

Adoperate una parola di cui fino a oggi ho

ignorato il senso.”

Alla tua patria?”

 

 Non so sotto quale latitudine si trovi.”

Alla bellezza?”

Lamerei volentieri, ma dea e immortale.”

Alloro?”

Lo odio come voi odiate Dio.”

Ma allora che cosa ami, straordinario uomo?”

Amo le nuvolele nuvole che vannolaggiù,

laggiùle meravigliose nuvole!”

C. BAUDELAIRE, Poemetti in prosa, 1869

Linfermo teneva gli occhi chiusi: pareva un Cristo di cera, deposto dalla croce. Dormiva o era morto? Si fecero un po più avanti; ma al lieve rumore, linfermo schiuse gli occhi, quei grandi occhi celesti, attoniti. Le due donne si strinsero vieppiù tra loro; poi, vedendogli sollevare una mano e far cenno di parlare, scapparono via con un grido, a richiudersi in cucina. Sul tardi, sentendo il campanello della porta, corsero ad aprire; ma, invece di don Pietro, si videro davanti quel giovane straniero della mattina. La zitellona corse ranca ranca a rintanarsi di nuovo; ma Venerina, coraggiosamente, lo accompagnò nella camera dellinfermo già quasi al bujo, accese una candela e la porse allo straniero, che la ringraziò chinando il capo con un mesto sorriso; poi stette a guardare, afflitta: vide che egli si chinava su quel letto e posava lieve una mano su la fronte dellinfermo, sentì che lo chiamava con dolcezza: – CleenCleenMa era il nome, quello, o una parola affettuosa? Linfermo guardava negli occhi il compagno, come se non lo riconoscesse; e allora ella vide il corpo gigantesco di quel giovane marinajo sussultare, lo sentì piangere, curvo sul letto, e parlare angosciosamente, tra il pianto, in una lingua ignota. Vennero anche a lei le lagrime agli occhi. Poi lo straniero, voltandosi, le fece segno che voleva scrivere qualcosa. Ella chinò il capo per significargli che aveva compreso e corse a prendergli loccorrente. Quando egli ebbe finito, le consegnò la lettera e una borsetta. Venerina non comprese le parole chegli le disse, ma comprese bene dai gesti e dallespressione del volto, che le raccomandava il povero compagno. Lo vide poi chinarsi di nuovo sul letto a baciare più volte in fronte linfermo, poi andar via in fretta con un fazzoletto su la bocca per soffocare i singhiozzi irrompenti.”

L. PIRANDELLO, Lontano, in Novelle per un anno”, 1908


 

Un giorno di gennaio dellanno 1941, un soldato tedesco di passaggio, godendo di un pomeriggio di libertà, si trovava, solo, a girovagare nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Erano circa le due del dopopranzo, e a quellora, come duso, poca gente circolava per le strade.Sera scordato delluniforme; per un buffo interregno sopravvenuto nel mondo, lestremo arbitrio dei bambini adesso usurpava la legge militare del Reich! Questa legge è una commedia, e Gunther se ne infischia. In quel momento, qualsiasi creatura femminile capitata per prima su quel portoneche lo avesse guardato con occhio appena umano, lui sarebbe stato capace di abbracciarla di prepotenza, magari buttato ai piedi come un innamorato, chiamandola: meine mutter! E allorché di lì a un istante vide arrivare dallangolo uninquilina del caseggiato, donnetta dapparenza dimessa ma civile, che in quel punto rincasava, carica di borse e di sporte, non esitò a gridarle: «Signorina! Signorina!» (era una delle 4 parole italiane che conosceva). E con un salto le si parò davanti risoluto, benché non sapesse, nemmeno lui, cosa pretendere. Colei però, al vedersi affrontata da lui, lo fissò con occhio assolutamente disumano, come davanti allapparizione propria e riconoscibile dellorrore.”

E. MORANTE, La Storia, Einaudi, 1974

Risate e grida si levarono. «Fuori! Fuori della fontana! Fuori!» Erano anche voci di uomini. La gente, poco prima intorpidita e molle, si era tutta eccitata. Gioia di umiliare quella ragazza spavalda che dalla faccia e dallaccento si capiva chera forestiera. «Vigliacchi!» gridò Anna, voltandosi dun balzo. E con un fazzolettino cercava di togliersi di dosso la fanghiglia. Ma lo scherzo era piaciuto. Un altro schizzo la raggiunse a una spalla, un terzo al collo, allorlo dellabito. Era diventata una gara.Qui Antonio intervenne, facendosi largoAntonio era forestiero e tutti, là, parlavano in dialetto. Le sue parole ebbero un suono curioso, quasi ridicolo.Niente ormai tratteneva il buttare fuori il fondo dellanimo: il sozzo carico di male che si tiene dentro per anni e nessuno si accorge di avere.”

D. BUZZATI, Non aspettavamo altro, in Sessanta racconti”, Mondadori, 1958

Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata la guerra, subito;Stava allerta, il fucile pronto. Lontano cinquantamila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce lavrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più. Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, serano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle dun bianco nauseante, e senza squame.”

F. BROWN, Sentinella, in Tutti i racconti”, Mondadori, 1992

Tempo verrà

in cui, con esultanza,

saluterai te stesso arrivato

alla tua porta, nel tuo proprio specchio,

e ognun sorriderà al benvenuto dellaltro,

  e dirà: Siedi qui. Mangia.

Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.

Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore

a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato

   

D. WALCOTT, Amore dopo amore, in Mappa del nuovo Mondo”, trad. it., Adelphi, Milano, 1992

       

 

immagine

Galata morente (I secolo a.C.)

È una scultura romana del I secolo a.C., che raffigura un soldato galata morente. Il guerriero, straniero ai Romani, è colto in punto di morte mentre il corpo si accascia sullo scudo, con il quale i Celti si opponevano al nemico celando il corpo nudo. Dallo scudo si staglia il combattente con il torso flesso e ruotato verso destra a far risaltare lincisione della ferita.


 

2.    AMBITO            SOCIO – ECONOMICO

ARGOMENTO: Il lavoro tra sicurezza e produttività.

DOCUMENTI

Il lavoro nell’antichità non aveva il valore morale che gli è stato attribuito da venti secoli di cristianesimo e dalla nascita del movimento operaio. Il disprezzo per il lavoro manuale è apparso a molti come contropartita della schiavitù e, nel contempo, causa del ristagno delle tecniche. Dell’esistenza di questo disprezzo si potrebbero dare molteplici prove. Nella Politica Aristotele esalta il fatto che i cittadini abbiano tutto il tempo libero «per far nascere la virtù nella loro anima e perché possano adempiere i loro doveri civici». È la stessa nozione dell’otium cum dignitate che appare come lideale di vita degli scrittori romani alla fine della Repubblica e all’inizio dell’Impero. Ciò significa affermare anche che il lavoro è un ostacolo a questo tipo di vita e, quindi, una degradazione.”

C. MOSSE, Il lavoro in Grecia e a Roma, trad. it. di F. Giani Cecchini, Firenze, 1973

Nella produzione moderna il lavoro ha assunto unimportanza crescente tanto da essere considerato il soggetto e non più loggetto di qualsiasi attività produttiva. Per il codice civile (libro V, artt. 2060 e sgg.), che regola il lavoro nellimpresa come elemento soggettivo e dinamico, oltre che fattore primario della produzione, il lavoro consiste nella prestazione di energie lavorative effettuata, contro il corrispettivo di una retribuzione, da una persona fisica (lavoratore) a favore di unaltra persona fisica o giuridica (datore di lavoro). Il lavoro può concorrere alla produzione in modo subordinato o autonomo.”

ENCICLOPEDIA UNIVERSALE, vol. 13°, a cura di G. Ceccuti-S. Calzini-R. Guizzetti, Ed. IL SOLE 24 ORE”, Milano, 2006

LItalia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” (art. 1)

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, unattività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” (art. 4)

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Dal Rapporto [ISFOL 2007] emerge una discrasia tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto in quei segmenti della popolazione – donne e over 55 anni in primis – per i quali, anche in linea con gli obiettivi di Lisbona, si auspicherebbe un incremento dei tassi di attività. Sul fronte della qualità della crescita economica del Belpaese, il rapporto sottolinea come i lavori siano sempre più meno conformi alle aspettative degli individui, sia per la qualità del lavoro disponibile per i nuovi entrati sia per le prassi selettive. Le scarse prospettive di carriera rappresentano il principale fattore di scoraggiamento sul fronte lavorativo.Fa riflettere il dato che quasi il 20% degli occupati ritenga di svolgere mansioni che utilizzano solo parzialmente le loro competenze professionali.Tra le iniziative da intraprendere per contrastare le criticità del nostro mercato del lavoro, la ricetta dellIsfol è migliorare la coerenza e ladattabilità reciproca tra domanda e offerta di lavoro. Soprattutto sfruttando al meglio le potenzialità del sistema dei servizi per limpiego. Inoltre, un funzionamento più fluido e trasparente del nostro mercato del lavoro passa anche attraverso la conciliazione fra competitività e meriti e lequità dellaccesso alle opportunità. Ma su tutti, prioritario, è investire nella sicurezza del lavoro e nel contrasto del lavoro irregolare.”

C. TUCCI, Rapporto Isfol: lavoro precario per 10 lavoratori su 100, 20 novembre 2007

Lambiente di lavoro, non rappresenta soltanto unaccezione più ristretta della nozione di ambiente, ma si caratterizza in termini assai diversi. Anche esso costituisce infatti loggetto di una normativa amministrativa e penale diretta a garantire la salute dei lavoratori addetti ad attività particolarmente rischiose, e che in taluni ordinamenti impone alle imprese ladozione di sistemi generali di controlli preventivi;ma sovente è dato riscontrare disposizioni che, attraverso la garanzia della salute a livello di rapporto individuale, attuano una vera e propria tutela dellambiente di lavoro come oggetto di una situazione soggettiva specifica del prestatore di lavoro, autonomamente tutelabile.Così delineata, la tutela dellambiente di lavoro si prospetta, più che come tutela di un luogo (e cioè dellambiente in genere), come garanzia della salute (e quindi della persona) del lavoratore.”

L. RICCA, La tutela dellambiente di lavoro nel quadro del sistema dei diritti sociali, in Protezione dei diritti sociali e prevenzione degli incidenti sul lavoro nel quadro dei diritti delluomo lavoratore”, Ed. Giuffrè, Milano, 1988


 

Il fattore tecnologico è stato nelle ricerche più recenti piuttosto trascurato a vantaggio di una impostazione che accentuava linfluenza delle variabili psico-sociologiche nel complesso fenomeno dellinfortunio. Non si può negare però che un processo produttivo deve essere analizzato sotto laspetto tecnologico per poter rilevare di quanto il comportamento umano venga condizionato dalla velocità e dalle caratteristiche della produzione. Linfortunio nella sua apparente obiettività si è rilevato quale fenomeno la cui ricostruzione fotogenica non è riconducibile a un meccanismo casualistico.”

C. DI NARO-M.NOVAGA-G.COLETTI-S.COLLI, Sicurezza e produttività: influenza delle variabili tecnologiche sul comportamento lavorativo, in Securitas”, n° 7, anno 58, 1973

Tutto il tempo perduto a causa degli infortuni rappresenta ore-lavoro e ore-macchina aggiunte al tempo richiesto per produrre una data quantità di beni o di servizi e, di conseguenza, riduce la produttività aziendale.A parte le perdite dirette di tempo, allorché il lavoro viene interrotto a causa di un infortunio, condizioni pericolose di lavoro comportano un rallentamento delle lavorazioni stesse, poiché gli operai devono stare in guardia e muoversi e lavorare con maggiore attenzione e prudenza di ciò che sarebbe invece necessario se non esistesse il pericolo stesso. Di particolare importanza, a questo riguardo, sono ad esempio, le trasmissioni dei motori, le cinghie di trasmissione e le parti mobili delle macchine nelle cui vicinanze gli operai sono costretti a lavorare oppure a passare.”

A. BERRA-T. PRESTIPINO, Lo studio del lavoro e la psicologia della sicurezza lavorativa, Ed. Angeli., Milano 1983

A tale principio del rischio professionale si ispirò, fin dallinizio, la nostra legislazione per gli infortuni sul lavoro; la quale per la protezione del rischio stesso impose al datore dopera lobbligo dellassicurazione. Con ciò, da un lato, si volle meglio garantire agli infortunati il pagamento delle indennità sostituendo lIstituto assicuratore (ente finanziariamente più solido) allimprenditore, soggetto allinsolvibilità; dallaltro lato si volle salvare limprenditore da oneri eccessivi rispetto alla sua potenzialità economica, pei casi di infortuni gravi, ripetuti o collettivi.”

G. MIRALDI, Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, Cedam, Padova, 1979

 

3.    AMBITO            STORICO – POLITICO

ARGOMENTO: 60 anni dallentrata in vigore della nostra Costituzione. Un bilancio dei suoi valori  attuali e del suo rapporto con la società italiana.

DOCUMENTI

Ma fu significativo dellampiezza di consensi raggiunta dallimpostazione programmatica della costituzione il fatto che un grande giurista membro del partito dAzione, Piero Calamandrei, che poi allelaborazione del testo costituzionale dette un contributo assai rilevante, dichiarasse di essere stato convinto dallargomento di Togliatti che i costituenti dovevano fare, secondo i versi danteschi, «come quei che va di notte, / che porta il lume dietro e a sé non giova, / ma dopo sé fa le persone dotte.”

E. RAGIONIERI, La storia politica e sociale, in Storia dItalia”, vol. IV, Einaudi, Torino, 1976

Preme ora mettere in rilievo un aspetto determinato, relativo a quella problematica del «nucleo fondamentale» della costituzione. È certamente degno di nota il fatto che quella problematicatorni a riaffermarsi con forza. Alla dottrina del «nucleo fondamentale» ha fatto ricorso anche la nostra Corte costituzionale, indicando la presenza nella nostra costituzione di «alcuni principî supremi che non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali»; si tratta di «principi che, pur non essendo espressamente menzionati fra quelli non assoggettabili al procedimento di revisione costituzionale, appartengono allessenza dei valori supremi sui quali si fonda la costituzione italiana.”

M. FIORAVANTI, Le dottrine dello Stato e della costituzione, in Storia dello Stato italiano dallunità a oggi”, Roma, 1995


 

Proprio sul terreno delle libertà e dei diritti, infatti, linnovazione costituzionale è grande, così come è profondo il mutamento degli strumenti che devono garantirne lattuazione. Non vi è soltanto una restaurazione piena dei diritti di libertà, e un allargamento del loro catalogo. Cambia radicalmente la scala dei valori di riferimento, dalla quale scompare proprio quello storicamente fondativo, la proprietà, trasferita nella parte dei rapporti economici, spogliata dellattributo della inviolabilità, posta in relazione con linteresse sociale (art. 42.).”

S. RODOTÀ, La libertà e i diritti, in Storia dello Stato italiano dallunità a oggi”, Roma, 1995

La Costituzione – soprattutto nella prima parte – ha una forte ispirazione internazionalistica e può contare su un maggior numero di norme relative ai rapporti internazionali rispetto allo Statuto AlbertinoSi guarda con grande interesse a organizzazioni come le Nazioni UniteSi ribadisce con forza la volontà pacifista di un popolo costretto, suo malgrado, a entrare nel vortice di una guerra non voluta e ancora sconvolto dalle conseguenze devastanti della sconfitta bellica.
In questo contesto nasce il famoso articolo 11 della Costituzione che proclama solennemente il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e stabilisce, al tempo stesso, che lItalia consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

G. MAMMARELLA-P. CACACE, La politica estera dellItalia, Roma-Bari, Laterza, 2006

La carta costituzionale è estesa, cioè ampia e per quanto possibile dettagliata nelle sue prescrizioni. Una caratteristica innovativa, questa, espressamente voluta dai costituenti. Altre costituzioni, quella statunitense per esempio (7 Articoli più 27 Emendamenti), sono meno ampie perché si limitano a dare indicazioni di massima ai legislatori e ai giudici. La costituzione italiana, pur non essendo tra le più lunghe (ve ne sono anche con più di trecento articoli come quella indiana), consta di 139 articoli, più diciotto disposizioni finali.Linnovazione rappresentata dallestensività della costituzione non consiste solo nel fatto che è più lunga”. Consiste piuttosto nel tentativo di regolare in dettaglio il maggior numero di aspetti possibili. È frutto di una scelta precisa dei costituenti lavere per esempio elencati uno per uno i diritti inviolabili dellindividuo, quando sarebbe bastato lart. 2 che recita: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede ladempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

P. CASTAGNETTI, La costituzione italiana tra prima e seconda repubblica, Bologna, 1995

In primo luogo, come, cosa doveva essere la costituzione? La costituzione della repubblica democratica italiana doveva essere una costituzione programmatica, cioè un insieme di regole fondamentali precise e valide immediatamente, ma anche un programma di sviluppo, un insieme di direttive per la riforma della società, da realizzare gradualmente nel tempo. Per esempio la costituzione doveva garantire al massimo diritti e doveri dei cittadini e, contemporaneamente, impegnarsi a rendere concreti dei veri e propri diritti sociali, assolutamente nuovi nella storia italiana e piuttosto recenti nella storia costituzionale contemporanea europea.”

P. CASTAGNETTI, ibidem, Bologna, 1995

La ricorrenza del 60° anniversario dellentrata in vigore della Costituzione ci sollecita a un grande impegno comune per porre in piena luce i principi e i valori attorno ai quali si è venuta radicando e consolidando ladesione di grandi masse di cittadini di ogni provenienza sociale e di ogni ascendenza ideologica o culturale al patto fondativo della nostra vita democratica. Quei principi vanno quotidianamente rivissuti e concretamente riaffermati: e, ben più di quanto non accada oggi, vanno coltivati i valori – anche e innanzitutto morali – che si esprimono nei diritti e nei doveri sanciti dalla Costituzione. Nei doveri non meno che nei diritti. Doveri, a cominciare da quelli inderogabili” di solidarietà politica, economica e sociale, che debbono essere sollecitati da leggi e da scelte di governo, ma debbono ancor più tradursi in comportamenti individuali e collettivi.”

Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella seduta comune del Parlamento in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Costituzione, 23 gennaio 2008


 

4.    AMBITO            TECNICO – SCIENTIFICO

ARGOMENTO: Quale idea di scienza nello sviluppo tecnologico della società umana.

DOCUMENTI

Quando la nostra vita umana giaceva per terra/turpemente schiacciata da una pesante religione/che mostrava dal cielo lorribile faccia/sopra i mortali, per la prima volta un uomo mortale,/un Greco, osò contro di quella alzare lo sguardo/e per primo resisterle contro; né la fama dei Numi/né il fulmine lo distrusse né la minaccia del cielo/strepitoso lo spaventò; ché anzi il desiderio/gli crebbe più forte e più acre lo strinse,/di rompere egli per primo/le porte serrate della natura.
E vinse/la forza dellanimo; e andò lontano, solo,/di là dalle fiammanti barriere delluniverso/e tutto limmenso attraversò con la mente/illesa, e a noi vittorioso ritorna e ci svela/il segreto dei corpi che nascono e come alle cose/è fisso un termine e limitato il potere./Così la religione fu calpestata/sotto i piedi mortali/e quella vittoria ci solleva alle stelle./”

LUCREZIO, De Rerum Natura, I, vv. 62-79, trad. E. Cetrangolo, Sansoni, Firenze, 1969

Nel corso della storia è sempre accaduto che luomo si sia trovato in una situazione di incertezza di fronte a due modi profondamente diversi di interpretare la realtà. Fu senza dubbio questo il caso che si verificò alla fine del Seicento, quando gli scienziati e i filosofi razionalisti – Isaac Newton, John Locke, René Descartes e altri – misero in discussione alcuni dogmi della Chiesa, fra i quali anche una dottrina fondamentale: quella che considerava la terra come una creazione di Dio e, quindi, dotata di valore intrinseco. I nuovi pensatori propendevano per una visione più materialistica dellesistenza, fondata sulla matematica e sulla «ragione». Meno di un secolo dopo, gli insorti delle colonie americane e i rivoluzionari francesi scalzarono il potere monarchico, che sostituirono con la forma di governo repubblicana, proclamando «il diritto inalienabile» delluomo «alla vita, alla libertà, alla felicità e alla proprietà». Alla vigilia della Rivoluzione americana, James Watt brevettò la macchina a vapore, istituendo un nesso fra il carbone e lo spirito prometeico della nuova era; lumanità mosse così i suoi primi, malfermi passi verso lo stile di vita industriale che, nei due secoli successivi, avrebbe radicalmente cambiato il mondo.”

J. RIFKIN, Economia allidrogeno, Mondadori, 2002

Nel suo New Guide to Science, Isaac Asimov disse che la ragione per cercare di spiegare la storia della scienza ai non scienziati è che nessuno può sentirsi veramente a proprio agio nel mondo moderno e valutare la natura dei suoi problemi – e le possibili soluzioni degli stessi – se non ha unidea esatta di cosa faccia la scienza. Inoltre, liniziazione al meraviglioso mondo della scienza è fonte di grande soddisfazione estetica, di ispirazione per i giovani, di appagamento del desiderio di sapere e di un più profondo apprezzamento delle mirabili potenzialità e capacità della mente umana.La scienza è una delle massime conquiste (la massima, si può sostenere) della mente umana, e il fatto che il progresso sia stato in effetti compiuto, in grandissima parte, da persone di intelligenza normale procedendo passo dopo passo a cominciare dallopera dei predecessori rende la vicenda ancor più straordinaria, e non meno.”

J. GRIBBIN, Lavventura della scienza moderna, Longanesi, 2002

Francesco Bacone concepì lintera scienza come operante in vista del benessere delluomo e diretta a produrre, in ultima analisi, ritrovati che rendessero più facile la vita delluomo sulla terra. Quando nella Nuova Atlantide volle dare limmagine di una città ideale, non si fermò a vagheggiare forme perfette di vita sociale o politica ma immaginò un paradiso della tecnica dove fossero portati a compimento le invenzioni e i ritrovati di tutto il mondo.La tecnica, sia nelle sue forme primitive sia in quelle raffinate e complesse che ha assunto nella società contemporanea, è uno strumento indispensabile per la sopravvivenza delluomo. Il suo processo di sviluppo appare irreversibile perché solo ad esso rimane affidata la possibilità della sopravvivenza del numero sempre crescente degli esseri umani e il loro accesso a un più alto tenore di vita.”

N. ABBAGNANO, Dizionario di Filosofia, Torino, UTET, 1971

Vi sono due modi secondo cui la scienza influisce sulla vita delluomo. Il primo è familiare a tutti: direttamente e ancor più indirettamente la scienza produce strumenti che hanno completamente trasformato lesistenza umana. Il secondo è per sua natura educativo, agendo sullo spirito. Per quanto possa apparire meno evidente a un esame frettoloso, questa seconda modalità non è meno efficiente della prima. Leffetto pratico più appariscente della scienza è il fatto che essa rende possibile linvenzione di cose che arricchiscono la vita, anche se nel contempo la complicano.”

A. EINSTEIN, Pensieri degli anni difficili, trad. ital. L. Bianchi, Torino, Boringhieri, 1965

Questa idea dellincremento tecnico come onda portante del progresso è largamente diffusa; qualcuno lha chiamata «misticismo della macchina». Noi ci vediamo vivere nellera del computer o nellera nucleare, succedute allera del vapore del XIX secolo. Si pensa a ogni periodo nei termini della tecnologia dominante, risalendo fino alla storia primitiva delluomo. Pensiamo allora allo sviluppo dagli utensili di pietra a quelli di bronzo, e poi al sopravvenire dunetà del ferro, quasi una logica progressione tecnica che trascina nella propria corrente levoluzione sociale. Pensiamo a ciascuna età nei termini dellimpatto della tecnica sulle faccende umane, e raramente indaghiamo sul processo contrario.Così nello sviluppo della tecnologia moderna, non occorre intendere solamente linfluenza degli strumenti e delle tecniche sulla società, bensì lintero ventaglio delle «forze reciprocamente interagenti» che ha dato luogo agli spettacolari passi avanti del nostro tempo. Come si è espresso un altro studioso dellevoluzione umana
[Solly Zuckerman], «la tecnologia è sempre stata con noi. Non è qualcosa al di fuori della società, qualche forza esterna dalla quale veniamo sospintila società e la tecnologia sonoriflessi luna dellaltra».”

A. PACEY, Vivere con la tecnologia, Roma, 1986

Non intendo certo sbrogliare lintricatissimo rapporto tra scienza e tecnologia, ma solo rilevare che oggi, soprattutto grazie allimpiego delle tecnologie informatiche e della simulazione, la nostra capacità di agire ha superato di molto la nostra capacità di prevedere.La tecnologia è importante per ciò che ci consente di fare, non di capire.A cominciare dalla metà del Novecento la tecnologia ha assunto una velocità tale da non permettere a volte alla scienza di giustificare e spiegare teoricamente, neppure a posteriori, il funzionamento dei ritrovati tecnologici. La scienza si è così ridotta a difendere posizioni via via più difficili, tanto più che le radici dellaccelerazione tecnologica non sono da ricercarsi allinterno dello sviluppo scientifico, bensì nellambito della tecnologia stessa. Infatti è stata linformatica che, con il calcolatore, ha fornito allinnovazione uno strumento, o meglio un metastrumento, flessibile e leggero che ha impresso unaccelerazione fortissima alle pratiche della progettazione.”

G. O. LONGO, Uomo e tecnologia: una simbiosi problematica, Ed. Univ. Trieste, 2006

Le aziende subiranno più cambiamenti nei prossimi dieci anni di quanti ne abbiano sperimentati negli ultimi cinquanta. Mentre stavo preparando il discorso che avrei dovuto tenere al nostro primo summit dei CEO (Chief Executive Officer), nella primavera del 1997, meditavo sulla natura specifica dei mutamenti che lera digitale avrebbe imposto al mondo imprenditoriale. Volevo che il mio discorso non si fermasse agli strepitosi vantaggi offerti dalla tecnologia, ma affrontasse anche i problemi con i quali i dirigenti di unazienda devono combattere tutti i giorni. In che modo la tecnologia può contribuire a migliorare la gestione di unimpresa? In che modo trasformerà le aziende? In che modo può aiutarci a mettere a punto una strategia vincente per i prossimi cinque o dieci anni?”

B. GATES, Business @lla velocità del pensiero, Mondadori, 1999

 

TIPOLOGIA C  –         TEMA DI ARGOMENTO STORICO

Cittadinanza femminile e condizione della donna nel divenire dellItalia del Novecento.

Illustra i più significativi mutamenti intervenuti nella condizione femminile sotto i diversi profili (giuridico, economico, sociale, culturale) e spiegane le cause e le conseguenze.

Puoi anche riferirti, se lo ritieni, a figure femminili di particolare rilievo nella vita culturale e sociale del nostro Paese.

 

TIPOLOGIA D  –        TEMA DI ORDINE GENERALE

Comunicare le emozioni: un tempo per farlo si scriveva una lettera, oggi un sms o una e-mail. Così idee e sentimenti viaggiano attraverso abbreviazioni e acronimi, in maniera veloce e funzionale. Non è possibile definire questo cambiamento in termini qualitativi, si può però prendere atto della differenza delle modalità di impatto che questa nuova forma di comunicazione ha sulle relazioni tra gli uomini: quanto quella di ieri era una comunicazione anche fisica, fatta di scrittura, odori, impronte e attesa, tanto quella di oggi è incorporea, impersonale e immediata.

Discuti la questione proposta, illustrandone, sulla base delle tue conoscenze ed esperienze personali, gli aspetti che ritieni più significativi.

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Durata massima della prova: 6 ore.

È consentito soltanto luso del dizionario italiano.

Non è consentito lasciare lIstituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.

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