Progresso scientifico-tecnologico e risorse del Pianeta: una sfida per il prossimo millennio

Saggio breve o articolo di giornale

Ambito tecnico-scientifico

Traccia per l’esame di stato 1999

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di saggio breve” o di articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

Da’ un titolo alla tua trattazione.

Se scegli la forma del saggio breve”, indica la destinazione editoriale (rivista specialistica, relazione scolastica, rassegna di argomento culturale, altro).

Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, indica il tipo di giornale sul quale ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).

Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).

Non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

AMBITO TECNICO – SCIENTIFICO

ARGOMENTO:
Progresso scientifico-tecnologico e risorse del Pianeta: una sfida per il prossimo millennio

DOCUMENTI

“Molti rispettabili pensatori credono che siamo di fronte a un nuovo secolo di inevitabile progresso economico e tecnologico […]. Questa visione del futuro, alimentata dagli entusiasmanti progressi delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni […] riflette una nuova concezione della specie umana, in cui la società si considera libera dalla dipendenza dal mondo naturale […]. L’autocompiacimento di questo punto di vista porta a sottovalutare la nostra dipendenza dal mondo naturale e la nostra profonda vulnerabilità“.
“… il sistema attuale ha prodotto gravi squilibri nei consumi energetici e nel benessere sociale: dai suoi benefici sono esclusi circa due miliardi di poveri (un terzo della popolazione mondiale), che tuttora non hanno l’elettricità e per cucinare ricorrono alla biomassa [legna, rifiuti vegetali e organici in genere]. Oggi un quinto dell’umanità – quello più ricco – consuma il 58% dell’energia mondiale, mentre un quinto – il più povero – ne utilizza meno del 4%. Gli Stati Uniti, con il 5% della popolazione mondiale, consumano circa un quarto del rifornimento energetico globale […].
“Un’economia è ecologicamente sostenibile solo se soddisfa il principio di sostenibilità, principio che affonda le sue radici nella scienza ecologica. In un’economia sostenibile la pesca non supera i limiti naturali di prelievo del pesce, la quantità di acqua pompata dal sottosuolo non supera la rigenerazione delle falde, l’erosione del suolo non supera il ritmo naturale di formazione di nuovi suoli, il taglio degli alberi non supera il rimboschimento e le emissioni di carbonio non superano la capacità dell’atmosfera di fissare CO2. Un’economia sostenibile non distrugge specie vegetali e animali a ritmo più veloce di quello della loro evoluzione […].

Uso mondiale di energia, anni 1900 e 1997

fonte

1900
milioni di tonnellate equiv. petrolio

%

1997
milioni di tonnellate equiv. petrolio

%

carbone

501

55

2122

22

petrolio

18

2

2940

30

gas naturale

9

1

2173

23

nucleare

0

0

579

6

nergie rinnovabili (1)

383

42

1833

19

TOTALE

911

100

9647

100

(1) Include energia da biomassa, idrogeno, energia eolica, geotermica e solare.

(Tavola e citazioni sono tratte da:
State of the World 99. Stato del pianeta e sostenibilità.
Rapporto annuale, Edizioni Ambiente, Milano 1999, pp. 19, 43-44, 15-16, 25)

“… se l’evoluzione del sistema mondiale verrà lasciata proseguire secondo le tendenze attuali, senza interventi correttivi consapevoli da parte della società umana […] l’effetto combinato di aumento della popolazione, sovrasfruttamento delle risorse naturali, inquinamento, produrrà una crisi su scala mondiale in un’epoca che si colloca attorno alla metà del prossimo secolo”.

(Repertorio Statistiche,
in “Enciclopedia Europea”, XII, Milano, 1984, pp. 901-902)

“I progressi nella medicina e nell’igiene pubblica hanno consentito una drastica crescita della popolazione, riducendo le malattie e la mortalità infantile. Allo stesso tempo la scienza agraria ha fatto aumentare la produzione di cibo, ad un grado sufficiente per nutrire questa enorme popolazione, benché con diversi standard alimentari e sempre più frequenti eccezioni […].
Da un lato la scienza e la tecnologia vengono riconosciute come forze emancipatrici che liberano dalle malattie e da condizioni di lavoro intollerabili, ma d’altro lato sono forze di sfruttamento “imperialistiche”, perché impongono l’industrializzazione e i valori occidentali a comunità che sono ancora prive di beni elementari […].
C’è dunque un problema genuino, che, in una parola, è questo: come rendere la scienza più “umana”? Alcuni sosterrebbero che una delle reazioni più costruttive al movimento antiscientifico è stato lo sviluppo di una “scienza critica” caratterizzata in generale da una più spiccata sensibilità nei confronti dell’equilibrio ecologico”.

Stewart RICHARDS, Filosofia e sociologia della scienza, Armando, 1998