Quale bene dalla scienza

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FEBBRAIO, 2016
GIOVEDI’ 25 FEBBRAIO
QUALE BENE DALLA SCIENZA?
10:00 – 13:00

DETTAGLI EVENTO
Presentazione multimediale di Marco Bersanelli docente di Astronomia e Astrofisica presso l’Università degli Studi di Milano responsabile scientifico della missione spaziale PLANCK presidente dell’Associazione Euresis
La ricerca scientifica viene talvolta percepita come un processo di conoscenza meccanico e autosufficiente il quale, via via che progredisce, tende a sbri- ciolare la realtà allontanandola inesorabilmente da ogni senso di bellezza e di mistero. Una volta che qualche cosa viene “spiegata” in termini di leggi fisiche, si pensa, entra a far parte di un gigantesco meccanismo senza senso e senza vita.
Ma per il ricercatore che vive in prima persona l’esperienza scientifica, la ricerca ha caratteristiche assai diverse. Come hanno osservato tanti fra i più grandi scienziati, le domande scientifiche nascono da un senso profondo di meraviglia per la realtà e dal presentimento di un ordine nascosto in essa. Con le parole di Albert Einstein, «l’uomo per il quale non è più famigliare il sentimento del mistero, che ha perso la facoltà di meravigliarsi e di sentirsi umile davanti alla creazione è come un uomo morto, o almeno cieco». Indagare la natura, quindi, significa anzitutto accogliere un “dato”, osservare e interrogare qualche cosa di reale che ci precede. Il cammino della scienza è un’avventura di obbedienza alla realtà, la quale spesso ci sorprende dimostrandosi più ricca ed elegante di quanto ci eravamo immaginati. Come dimostrano i più recenti studi di fisica delle particelle elementari e di cosmologia, oggi più che mai l’universo ci appare ad un tempo semplice e misterioso.
Il fatto che la scienza ci permette di cogliere l’ordine della natura, grazie al linguaggio della matematica, non comporta affatto uno svuotamento della dimensione misteriosa della realtà, al contrario ne è forse l’aspetto più acuto.
Chi siamo infatti noi uomini, quasi grani di polvere nella vastità impensabile del cosmo, per avere il privilegio di poter leggere l’ordine della natura fino alle sue estreme dimensioni, nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente grande? Come scrisse il premio Nobel Paul Wigner, «il fatto miracoloso che
il linguaggio della matematica sia appropriato per la formulazione delle leggi della fisica è un regalo meraviglioso che noi non comprendiamo né meritiamo».
Il progresso della scienza ci introduce anche a nuove e sempre più ardite possibilità di intervento e di utilizzo della natura, con grandi possibilità a beneficio dell’uomo, ma anche di potenziale danno e pericolo per la natura, mettendo così drammaticamente in primo piano la nostra responsabilità nei confronti del mondo che ci è stato dato per vivere. Quale atteggiamento ci permette di usare le conoscenze scientifiche per il bene comune? Qual è il bene che ci può venire dalla scienza?

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