Quando Cristo mi ha abbracciato… – di Don Savino

Per me don Giussani è stato l’uomo che mi ha salvato la vita.
Nel 1967 la contestazione era entrata anche in Seminario e io stavo già orientandomi ad andare a fare il prete operaio. Incontrai per primo don Scola il quale, tutto sommato, non mi contestò questa scelta. Però don Scola, don Peretti fondamentalmente e forse don Negri, un mese dopo – siamo a novembre – siccome al giovedì noi avevamo tempo libero, mi dissero se volevo andare a conoscere un loro amico prete e così mi portarono nello scantinato di via Martinengo. Eravamo in tre o quattro e poi arriva don Giussani che saluta don Peretti e don Scola i quali si premurano di presentarmi.
Don Giussani mi fissa, mi viene incontro e mi abbraccia! Io sono rimasto lì esterefatto, con uno stupore carico di commozione e con un grande imbarazzo. Era la prima volta che vedevo quest’uomo ma vi giuro che quell’abbraccio mi ha fatto immediatamente intuire che io ero suo e da quel giorno, senza che nessuno mi avesse convinto del contrario, non ho più pensato ai preti operai, ma mi sono attaccato a don Peretti, a don Scola, a don Negri e agli altri amici.
L’attaccamento a questi amici era esattamente il modo con cui ero attaccato a don Giussani. In quel momento io ho avuto la percezione fisica di essere stato abbracciato da Cristo. Da quel giorno, tutta la mia vita è stata determinata da questo abbraccio. Tutte le difficoltà che ho vissuto, le incomprensioni da parte delle Istituzioni perché ero di “CL”, tutto ho sempre comunicato al Gius come mio riferimento paterno, sempre ricevendo da lui il conforto della certezza che bisognava ubbidire alla volontà di Dio. Tutta la mia vita è stata determinata da questa presenza.
Io non so se è una cosa che non c’entra, ma la dico perché la sento: per me la dimostrazione più evidente oggi che don Giussani è un Santo è proprio la presenza di don Carron perché solo un Santo poteva scegliere una persona che oggi mi fa continuare a vivere questa appartenenza a Cristo con una figliolanza e con una certezza della sua paternità, come è stato fin dall’inizio.
Testimonianza di don Savino – 22 aprile 2007