Quando il signore chiama è giusto cos’

FUNERALE DI FRANCO FIEROTTI 29 agosto 2008

“Una delle sfide che dobbiamo
continuamente affrontare
è rimanere sensibili al rivelarsi
del progetto di Dio nella
nostra vita”
                                            John Main

Pier Franco Fierotti

5 Settembre 1951                26 Agosto 2008

“Quando il signore chiama è giusto cos'”
Questo giudizio preciso l’ha detto proprio il Franco la sera prima, con grande forza e convinzione, com’era solito fare quando esprimeva delle certezze.
Nel contempo noi tutti, credo, non riusciamo a nascondere un dolore immenso perché ci chiediamo silenziosi: e ora come facciamo a vivere senza l’amore, l’attenzione, l’affabilità, la magnanimità, la compagnia intelligente del nostro amico  Franco?
Come possiamo vivere e crescere senza la sua presenza che ci ha educati e abituati a scoprire che la bellezza della vita è proprio la conseguenza della Fede!
Quel suo tenace, umile e appassionato amore a Cristo ci ha testimoniato che è la condizione per amare la vita, tutta la vita: dalla Famiglia agli amici; dalla montagna alla fotografia, dallo sport alla grande passione educativa che ha esercitato nel suo lavoro e in ogni istante della giornata. E tutto con una dedizione gratuita senza misure e sempre lieta.
Ma è impossibile riassumere la ricchezza di questa vita straordinaria, come tutti ben sappiamo.
Un vero testimone, un vero Cristiano Dio ci ha donato, e forse ce ne accorgeremo sempre più col passare del tempo, perché non si può pensare a lui senza pensare a Gesù e ora non possiamo pregare Gesù senza pensare a lui che ci guarda e ci ama come lui è guardato e amato da Cristo.
Ma “Il popolo vede senza comprendere” diceva la Sapienza.
Appena saputa la notizia mi è balzata alla mente il grande Padre che Franco ha tanto amato e seguito: don Giussani.
30 anni fa, proprio in questa Chiesa, don Giussani, al funerale di un altro grande cristiano e testimone qui a Dergano- MARIO BEGAL- ebbe  a dire iniziando la predica: “MARIO E’ MORTO PER NOI”.
Credo che oggi don Gius direbbe la stessa cosa: FRANCO E’ MORTO PER NOI: cioè ha donato la sua vita per me e per te, per la sua cara Maria, per Martina, Stefano, Beppe, affinché per ciascuno si avveri ciò che lui ha visto, toccato, amato e che ci ha ridetto proprio nel giorno dell”Assunta mandando a tutti i suoi amici questo messaggio:
” NON ESISTE CRISTO NELLA STORIA SENZA DI NOI, MA NON ESISTE UN “NOI” SENZA CRISTO.
CHE LA MADONNA FACCIA CRESCERE UNA ESASPERATA TENSIONE A DIRE IL SUO NOME.

Don Savino

Ciao Pà,
grazie per avermi insegnato tante cose….ad amare gli altri, soprattutto i ragazzi.
Mi hai insegnato la coerenza, la fatica, ad attendere, a studiare, a dire le cose quando è giusto dirle, a guardare il mondo con stupore, le meraviglie del creato e a ciascuna attribuirne la misericordia di Dio.
Ma due sono le cose di cui sono più grato: quella di avermi indicato con amore e discrezione la strada per vivere con pienezza la vita, seguire sempre Cristo e la sua Chiesa; e che un uomo in ginocchio di fronte a Dio, non è un vile come pensa il mondo.
Ma è un uomo che diventa un gigante perché sa a chi consegnare la sua vita.

Stefano Fierotti

Ciao Pà.
Non è possibile fare un elenco delle cose per cui vorrei ringraziarti…..sono troppe.
Grazie. Il grazie più pieno e vero che abbia mai pronunciato, anche per come ci stai aiutando in questo momento drammatico.
E incredibile come stiamo facendo esperienza di quell’amore infinito di cui sei capace adesso l’ in Cielo e che qui in terra volevi portare a tutti.
Una cosa ti chiedo: intercedi perché la mia Vocazione possa compiersi e perché possa diventare un padre come te, con quella grande fede a cui ci hai silenziosamente introdotto che più di ogni altra cosa ti ha riempito.

Giuseppe Fierotti

Ciao Pà,
Eri bellissimo quel giorno, prego di essere come te: totalmente stupito e grato di quelle montagne, delle bellezze che il Signore ci mette di fronte.
Aiutami a vivere intensamente ogni istante.
Ti ringrazio di avermi sempre spinto silenziosamente e aiutato in questo cammino che sto percorrendo per diventare infermiera.
Ti chiedo di aiutarmi nel reparto, nella vita, ad essere testimone di Cristo, come lo eri tu per me.
Grazie per questa forza che ci stai dando.
Siamo totalmente certi della Gloria di Dio.

Martina Fierotti

Come nello stile di comunicare di Franco, essenziale e profondo, come prete dell’oratorio ultimo anello di una lunga catena da don Franco,don Giorgio, don Andrea ai preti presenti oggi  esprimo un pensiero.

Per Franco l’oratorio era la sua seconda casa, ma se la famiglia me lo permette, talvolta anche la prima casa. In tutti questi anni i nostri occhi hanno visto la maturità del suo essere nella Chiesa in mezzo ai ragazzi, agli adolescenti, ai giovani. Penso al suo modo di comunicare l’esperienza cristiana, penso alla sua passione per lo sport e per le attività del gruppo sportivo San Giorgio, alla cura per gli ambienti e la struttura dell’oratorio, penso all’animatore nel gioco durante l’oratorio estivo e domenicale, alla cura per le escursioni nelle vacanze in montagna. Benedetta e maledetta montagna! Mistero che rimanda a Dio. Ciò che i nostri occhi hanno visto ora sappiamo che era frutto di un cuore segnato dall’amore di Dio, che in lui si è tradotto simultaneamente in amore verso gli altri. A nome di tutti dico il mio, il nostro grazie al Signore per averlo donato, alla famiglia per avergli permesso di stare fuori casa per molto tempo e a te, Franco, per esserti fatto dono. Sei e sarai un grande amico e collaboratore oggi anche per noi, vicino al Signore Gesù.
Don Domenico
“Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.” (1Cor 13,12)
È l’ultimo testo biblico che Franco ed io abbiamo sentito allo stesso modo, riconoscendoci rivelati per quello che siamo e che saremo.
È un testo sintetico di quel tratto di avventura educativa che mi è stata data la grazia di condividere con lui e tanti altri nei quattro intensi anni trascorsi a Dergano: un continuo appassionato cercare la verità nostra e dei ragazzi affidatici, consci del nostro peccato che ci costringe all’imperfezione, all’ineludibile approssimazione; un continuo affidare noi e i ragazzi al Signore che vede il cuore di ognuno e lo ama per quello che è.
Ora Franco conosce ed è conosciuto perfettamente ed io, un poco, lo invidio.
Don Andrea
Ho conosciuto Franco quando ero un ragazzino perché le nostre famiglie andavano insieme in vacanza in montagna, poi ci siamo persi di vista per un po’ e ci siamo ritrovati qualche anno fa’ alle prese con le questioni dell’Associazione Sportiva dell’oratorio di cui era presidente e io allenatore alle prime armi. Fin dall’inizio, quello che di lui mi ha sempre colpito è stato l’approccio “educativo” che aveva in ogni gesto o aspetto della vita: faceva ogni cosa per accompagnare grandi e piccini ad incontrare e seguire Gesù Cristo nella sua Chiesa; e questo in tutti gli ambienti che frequentava: la sua famiglia, le sue classi, l’oratorio, l’A.S. Dergano.  Mi viene in mente ad esempio lo scorso maggio, quando insieme a lui abbiamo fatto notte per alcune sere per allestire e poi smontare in palestra la bellissima mostra sullo sport che molti di voi hanno visitato: la passione con cui pretendeva la perfezione della disposizione dei pannelli e con cui li spiegava ai visitatori era il segno di quanto tenesse a far conoscere a più persone possibile la bellezza di quello che aveva incontrato lui. Sono sicuro che adesso dal cielo ci procurerà questa passione in abbondanza per imparare anche noi a guardare cos’ i nostri ragazzi. 

Daniele Piccoli

Ciao Franco,
domani sera noi saremo giù in oratorio e sappiamo che anche tu ci sarai, come noi, con tanto da fare.
Con umiltà francescana ci hai testimoniato che le opere di Cristo non si discutano: si fanno!
Grazie sempre per la tua missionaria presenza, artefice della nostra conversione.
Gruppo  lavoro  
L’ho conosciuto che era un  ragazzo: diritto, asciutto, sempre serio eppure lieto,andava  sempre di fretta perché l’ideale lo chiamava a partecipare ovunque ci fosse da testimoniare  Cristo; a scuola, in assemblea, nei cortei a difesa della libertà di fede, in famiglia.
Aveva sempre tempo per un saluto ogni volta ci si incontrava.
Ultimamente, essendo responsabile delle associazioni sportive,chiedevo un posto per mia nipote a ginnastica e lui, dispiaciuto, mi disse di no, non si poteva non essendoci un numero sufficienti di iscrizioni.
Adesso Franco ti chiedo ancora un posto, l’ dove tu sei davanti al Volto del Padre, e non puoi dirmi di no.
Rosa Scotti
Carissimo Franco sono migliaia le cose che vorrei scriverti, ma una in particolare mi sta’ più a cuore, se la Chiesa ha bisogno di testimoni per la fede  per me tu sei il Testimone. Mi hai fatto capire in questi 30 anni che l’essere umano senza Cristo e’ destinato al nulla, che la vita deve essere vissuta all’essenziale, guardando al Volto buono del Mistero che fa’ tutte le cose, anche se tante volte io non lo comprendo, io oggi lo vedo negli occhi di Maria Stefano Giuseppe e Martina.
Quando si andava in montagna tu eri sempre in tensione nell’arrivare alla vetta, spesse volte mi arrabbiavo perché non capivo il motivo,  ma non era per arrivare primi oppure per dire sono stato il più veloce, tu volevi arrivare perché si e’ più vicini a Dio. Quel Dio che ti ha voluto vicino a se’ per aiutarmi nella mia conversione.
Grazie Franco
Mancastroppa F.
Un pensiero per l’Amico Franco Fierotti
Siamo tornati dalle vacanze… entriamo in oratorio per salutare i nostri amici, ma manca un volto amico. Ci ricordiamo che da poco ci è stata comunicata la notizia che Franco si è spento nel fare una delle molteplici attività che amava.
Stentiamo ancora a crederci. Ricordiamo la sua allegria, il suo venirci incontro e come sapeva aiutarci a “leggere” la realtà dandoci fiducia ed incoraggiamento.
Grazie Franco per averci aiutato ad obbedire a quello che tutti i giorni il Signore ci chiede.
Non Ti dimenticheremo Mai
Carla e Marco Secchi
Franco non è più fisicamente presente tra noi, ma ora mi rendo conto di quanto sia stata incisiva la sua compagnia nella mia vita e nella vita di tanti colleghi.  Al’Istituto Ettore Molinari dove ha insegnato per 38  anni ha lasciato una grossa eredità.
Gli annali della segreteria riportano il suo nome già   a  partire  dal 1970, anno in cui, nel mese di Dicembre, ha avuto  il primo incarico come insegnante ; si era diplomato a Luglio. Il giudizio sul suo operato  per ogni anno del periodo di prova  (3 anni) fu: “ottimo” .
L’attenzione  verso gli studenti e la passione per l’insegnamento lo hanno portato ad organizzare una attività pomeridiana  di aiuto allo studio durante la quale, per  sostenere  e accompagnare i ragazzi in difficoltà, organizzava e teneva lezioni di  qualsiasi materia. 
La sua capacità di educatore e la stima di cui godeva tra gli studenti oltre che tra i colleghi è ben documentata da un episodio di cui sono stati protagonisti gli studenti  della 3° A  2005/2006 che, affascinati dal suo metodo di insegnamento, al termine dell’anno scolastico hanno inviato una delegazione alla preside per assicurarsi  che il professor Fierotti  fosse riconfermato come loro docente  anche per l’anno successivo.
Franco era anche un amico che  scherzava volentieri  con i colleghi e  con il barista  mentre beveva il caffè prima dell’inizio della lezione  comunicando  a tutti la sua voglia di vivere.
Al dolore per la sua scomparsa che ha fatto dire a tutti “Perché? Perché ce lo hai tolto?”, si sono aggiunti lo stupore e l’ammirazione per la sua famiglia, per la moglie Maria e per i figli Stefano, Giuseppe e Martina, per la fede che hanno testimoniato a tutti  durante il funerale. Questo momento ci ha  svelato  la fede viva e vissuta in cui Franco e Maria  hanno  saputo crescere i figli, quella  stessa  fede  che  ha  fatto  dire loro “Quando Gesù  chiama è giusto cos'”.
Ora, tra noi colleghi e amici, le lacrime e l’incredulità hanno lasciato il posto al silenzio. Ciascuno di noi custodisce nel proprio cuore il ricordo di Franco protetto da un  silenzio pieno di ammirazione e di gratitudine a Dio per avercelo donato. 
Questo è il miracolo che Gesù ha compiuto attraverso la vita di Franco: comunicare a tutti quanto è bello vivere in Sua compagnia. E in questi giorni questo messaggio di fede, che è stata la sua presenza nella nostra scuola, è  recepito da  tutti: sia da chi ha già  la fede sia da chi  la sta ancora cercando.
Enrica (dell’ ITIS Molinari)
Tutto quello che di Franco ha scritto la Prof. Enrica De Mattei è vero, completamente vero. Posso solo aggiungere alle parole di Enrica qualcosa che sta nel mio cuore.
Come testimoniava SE Mons. Pezzi al Meeting di Rimini noi possiamo camminare (camminare veramente) solo perché diciamo personalmente “s'” a tutto ciò che il Signore ci indica e ci chiede….e cos’ siamo portati “…dove un Altro vuole”: e il luogo dove veniamo ogni volta condotti è sicuramente il luogo dove sta il vero bene, il nostro e quello degli altri.
Ho ascoltato le parole di SE Mons. Pezzi poco dopo che Enrica mi aveva detto di Franco. Ringrazio Dio anche di quelle parole ascoltate perché ciò che era successo a Franco mi sembrava incredibile e il dolore era davvero forte.
Franco ha detto il suo ultimo “s'”(il più faticoso per sé stesso, per i suoi cari e per tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato). L’ultimo di tanti “s'” che hanno portato Franco ad amare tutta la realtà, tutta e concretamente, nella “carne”: dai suoi cari ai suoi alunni, dai ragazzi di tutta la scuola (compreso i miei alunni e quelli di un’altra scuola, perché Franco ha guidato una gita organizzata per incontrare i ragazzi e la bellezza delle montagne e della vita) al suo laboratorio, dall’impegno educativo (anche nel Consiglio di Istituto della scuola) ai suoi colleghi, dalle montagne alla bicicletta.
Sono certo che di Franco non resta solo il ricordo di un volto ma la presenza di un cuore: la certezza che la vita vale la pena di essere vissuta regalandola, per amore di un Altro e che questo è possibile (è possibile!) da subito, per me e per ogni persona…..perché quell’Altro sia presente e riempia il cuore di ciascuno, cos’ come Franco e i suoi cari ci testimoniano.
Luigi (dell’ ITIS Molinari)
Pierfranco Fierotti  non è stato soltanto un insegnante che ha  affrontato ogni giorno con impegno, competenza e professionalità lavoro nella scuola: lo ha fatto ininterrottamente per trentotto anni nella stessa scuola , l’Istituto Tecnico Molinari di Milano.
Franco era un perito chimico che si è laureato in Scienze Alimentari nei primi anni della sua carriera di insegnante tecnico pratico di laboratorio di chimica. 
La concretezza, il senso pratico, la competenza e una attenzione agli aspetti didattici hanno sempre contraddistinto il suo lavoro. Ha dimostrato grande  sensibilità nel seguire con continuità la formazione degli studenti provenienti dalla scuola media nel loro passaggio alla scuola superiore con particolare attenzione al metodo di studio e agli interventi di sostegno per i ragazzi in difficoltà.
Ha partecipato alla organizzazione di visite di istruzione con attività di analisi chimica “sul campo”, dove la sua passione per l’ambiente e la montagna, in particolare, ha trovato concreta applicazione nella realizzazione di quel connubio tra ” il conoscere e il saper fare” in cui credeva fermamente.
 Oltre alla carica di direttore dei laboratori di analisi del terzo anno, attività seguita con impegno e dedizione, ha partecipato come formatore ai corsi  per il personale della scuola e per gli studenti nei corsi post-diploma ed attivamente 
ai lavori della Commissione per l’Ambiente per il conseguimento della Certificazione ISO EN UNI  14001.
Con diversi suoi colleghi con cui condivideva , pur nella diversità ideologica, gli stessi ideali formativi, educativi e sportivi ha organizzato escursioni in montagna scelte per le loro caratteristiche estetiche e di particolare suggestione. Tutto questo testimoniato  dalle immancabili immagini che le accompagnavano e che erano fonte  di ulteriore condivisione di ideali  e momento di consolidamento della amicizia.
Gli amici e colleghi non lo dimenticheranno.
P.S. Sono in discussione diverse iniziative concrete e proposte per ricordarne la figura ( borsa di studio, attività sportive a lui dedicate e occasioni di coinvolgimento di ex-studenti e colleghi).
Vi terremo informati tramite l’Istituto Molinari
Gli amici e colleghi dell’ ITIS Molinari

Sono grato per avere avuto il dono di essere amico di Franco e di avere condiviso esperienze di vita.
Significativa è stata la passione al bello e all’ essenziale che mi ha trasmesso.
Il gesto della mostra sullo sport “In gioco sul serio”, fortemente voluta da Franco e realizzata insieme agli amici dell’ Associazione Sportiva Dergano nello scorso maggio è stata per me un’ occasione straordinaria per consolidare l’ amicizia con lui e per rendermi conto che se lo scopo è chiaro, come lo era per Franco, la testimonianza di ciò che abbiamo incontrato è possibile in qualsiasi circostanza.
Stefano Cristiani

Caro Franco,
alla domenica facevamo delle gite in bicicletta, ci divertivamo molto. Eri sempre disponibile con tutti. Mi manca tanto la tua presenza. CIAO
Remo

Il tempo della Grazia
Caro Franco ringrazio il Signore dei bei momenti passati a Dergano e con te, i bambini erano piccoli, erano gli anni ottanta. Era il tempo della Grazia, c’era Don bruno, c’era Don Franco, tu collaboravi con il Laboratorio creativo: prima di svariate iniziative che coinvolgevano i nostri ragazzi aggregandoli in maniera egregia. Certamente c’è una certa nostalgia per quegli anni perché comunque eravamo anche noi più giovani, ma non saremmo stati altrettanto comunitari senza la tua presenza, tua e di Maria. Sei stato un uomo giusto, serio con la vita, senza sbandamenti, un uomo di fede che considero come maestro, una persona da seguire e imitare. Non so com’ è adesso la realtà della parrocchia perché purtroppo non sono più l’, ma il nostro come ripeto è stato il tempo della Grazia.
Ciao Franco, 
tua Rosanna (Giovio)


UN CENTIMETRO IN PIà â„¢
Mancava sempre qualcosa:
un pezzetto di tempo,
di terra, di lode e preghiera
 al tuo cuore.
Non era un rimprovero
 a chi, qui, ti aveva voluto;
 era desiderio di bello
 ancora incompiuto.
Incompiuto:
 ci voleva sempre
un centimetro in più.
Non era pretesa:
 eri Tu.
Tu, desiderio mai spento,
Tu, calma sincera,
Tu, stabile roccia;
mancava sempre però
un centimetro,
 un centimetro
in più.
Ora non è più desiderio
di bello, non è più
 un pezzetto di tempo;
non è più lode e preghiera.
Ora è desiderio compiuto,
è origine, fonte perenne,
bellezza infinita.
E il Centimetro in più.
In ricordo di Franco (Don Gianni Bardelli)