Quid ista circumspicis quae tibi possunt fortasse – Seneca, Epistole a Lucilio – traduzione

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Perché ti preoccupi di queste cose che ti possono forse accadere ma possono anche non accadere? Parlo di un incendio, di una frana o di altre cose che ci capitano ma non sono insidiose: guardati piuttosto da quelle cose, evita quelle cose che ci spiano e che ci catturano. Sono rari i casi, seppur gravi, di fare naufragio, di essere investiti da un carro: per un uomo il pericolo quotidiano proviene da un altro uomo. Io ti ho indirizzato contro di esso, tu osserva questo con occhi attenti, non esiste nessun male più frequente, più ostinato, più seducente. La tempesta minaccia prima di scoppiare, gli edifici scricchiolano prima di crollare, il fumo preannuncia l’incendio, la sventura derivante dall’uomo è improvvisa, e si nasconde tanto più diligente t quanto più si avvicina. Sbaglieresti se tu credessi ai volti di questi che ti vengono incontro: hanno le sembianze di uomini, gli animi di bestie feroci, se non per il fatto che il primo impatto con quelle è più pericoloso: non cercano più coloro che hanno oltrepassato. Infatti niente mai se non la necessità le spinge a nuocere; sono spinte a combattere o per fame o per paura: all’uomo piace mandare in rovina l’uomo.

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