Ragioneria di Stato dietro l’ingiusta proposta delle 24 ore

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Riportiamo uno stralcio da un articolo di Oscar Giannino apparso su www.tempi.it che rivela chi sta dietro all’ingiusta proposta delle 24 ore ai docenti delle superiori, cioè la Ragioneria di Stato, che sa invece ben tutelare se stessa. Leggete:
“… 

Quando si scopre che è la Ragioneria generale a decidere di aumentare di 6 ore in assenza di corrispettivo l’insegnamento frontale dei docenti delle medie e superiori, non si sa se ridere o piangere.

Così si risparmia sulle supplenze affidate ai precari, certo. Ma comparate questa misura a quanto è successo negli stessi giorni al portafoglio dei mandarini di Stato. La Corte costituzionale ha deciso per loro, e i giudici hanno ringraziato. Gli italiani perdono reddito a livelli record. Ma questo riguarda noi, poveri sudditi. Chi indossa la livrea del sovrano pubblico incassa. Il Tesoro dovrà trovare altri pacchi di milioni per restituire denari a chi dallo Stato ne prende più di 90 mila l’anno. Usciranno come sempre dalle vostre tasche. Mica è solo quella politica, la casta intoccabile.
È una vicenda che puzza sin dall’inizio. Quando due anni fa Tremonti chiese un contributo di solidarietà del 5 per cento ai pubblici dirigenti sopra i 90 mila euro, e del 10 sopra i 150 mila, non credo che i tecnici della Ragioneria generale, che hanno scritto materialmente la norma, ignorassero che andava formulata per bene proprio per evitare di incappare nell’ovvia obiezione di incostituzionalità per lesa eguaglianza. Invece la norma è stata proprio scritta – da coloro al cui reddito si applicava – strizzando l’occhietto alla Corte. Che, venuto il suo turno, non ha mancato di sparare. Il punto non è tanto e solo la mancata previsione di un analogo contributo per i dirigenti privati, ma di aver omesso che la soglia del reddito nel pubblico valeva sia per chi è contrattualizzato, sia per chi, come giudici e militari, non ha contratto, sia per chi la superasse per indennità integrative, contrattualizzate o meno. Capitava così che il taglio scattasse per i dirigenti dell’Agenzia delle entrate, ma non per quelli di Sogei. Non ci credo che chi ha fatto errori così pedestri sia un somaro. È un beneficiario interessato ad aggirare un taglio, e ha ottenuto il suo fine. La Corte, per non farci mancare nulla, ha aggiunto anche la restituzione ai giudici degli adeguamenti automatici retributivi – quelli che abbiamo levato ai pensionati al minimo – scrivendo che sono garanzia di «serenità e indipendenza del magistrato». A questo punto di disperante asimmetria per cui lo Stato prende e il suddito paga, è solo una chiccha barocca. Il supremo scherno che gli intoccabili riservano a noi paria.”

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