Rapporto uomo-animale

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tema svolto

Traccia:

Confronta le posizioni degli animalisti più radicali, che vogliono che  la vita animale sia protetta e custodita con la stessa fermezza con cui si combatte per la vita umana, con le posizioni di quanti sostengono che gli animali possano e debbano essere impiegati e anche uccisi per l’interesse umano.

Svolgimento:

La storia dell’umanità è stata contrassegnata dalla lotta contro gli animali. Addirittura gli uomini preistorici vivevano quasi solo di caccia. Anche quando l’uomo ha iniziato a lavorare i campi, tendeva a sfruttare moltissimo il lavoro degli animali. Il bestiame, allora, rappresentava anche una forma di ricchezza. Per esempio ai tempi degli antichi ebrei, come si rileva dall’Antico Testamento, il furto di bestiame (abigeato) era punito molto severamente.

A partire, però, dall’epoca della rivoluzione industriale, con l’invenzione delle macchine da trasporto e delle catene di montaggio, il lavoro degli animali non è più necessario. Addirittura alcuni difensori degli animali praticano una dieta vegetariana, del tutto priva di cibi provenienti da uccisione di animali. Ritengo questa una scelta lecita, ma non penso sia giusto imporla a nessuno, anche perché il nostro cervello si è adeguato a certi cambiamenti nutrizionali, ma il nostro corpo forse ancora non del tutto.

Che dire invece dell’utilizzo delle pellicce di animale per coprire le ricche signore durante l’inverno? Non si tratta di pura necessità, perché la gente di oggi ha la possibilità di difendersi dal freddo anche con altri materiali, anche sintetici, a differenza dei nostri antenati preistorici che non conoscevano gli ultimi ritrovati della tecnica in questo campo. La cosa diventa particolarmente riprovevole quando alcuni animali rischiano l’estinzione o vengono cacciati in modo illegale, per soddisfare inutili capricci lussuosi. Un’altra pratica discutibile è quella dell’utilizzo di cavie animali (generalmente roditori) per compiere esperimenti. Questa attività è, per me, giustificabile solo se può salvare delle vite umane. Altrimenti, se è solo per soddisfare curiosità su alimentazione o nutrizione, dovrebbe essere vietata, perché le cavie sono sottoposte a dolori spesso atroci. Una recente disposizione normativa commina pene severe a coloro che abbandonano gli animali da compagnia (in particolare cani) per andare in vacanza o nei luoghi di villeggiatura, magari sul ciglio dell’autostrada o in una stazione di servizio. Diverso è, a mio parere, il discorso da fare sulla caccia. Come ho spiegato all’inizio, la caccia era un’attività essenziale per la sopravvivenza dell’uomo. Adesso forse non lo è più, ma il vero cacciatore sa quali sono i limiti che non deve superare, sa quali sono le specie da salvare e quelle per le quali una caccia oculata non può arrecare alcun danno. In Italia è stato indetto un referendum contro la caccia e la maggior parte della popolazione non ha preso parte alla consultazione referendaria. Anch’io penso che il vero nemico degli animali non è il cacciatore, ma colui che non segue le regole e le leggi a tutela delle specie protette. Inoltre, ritengo alcune scelte degli animalisti, come quella di liberare le vipere per impedirne l’estinzione, francamente un’esagerazione. Occorre in definitiva, fare in modo che il rapporto tra uomo e animale sia di rispetto e collaborazione, privilegiando sempre però il diritto alla vita umana, sancito dalla Dichiarazione dei diritti dell’ONU del 1948.

Notabene: l’ispirazione per l’elaborazione di questo tema è venuta leggendo il seguente tema Il rapporto_uomo-animale. Si rimanda al sito www.skuola.net, sul quale era pubblicato quel tema, per altro materiale didattico gratuito e utilissimo per studenti e docenti.

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