Realtà virtuale e simulazione

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tema svolto

Traccia:

Parla della differenza fra simulazione e realtà virtuale

Svolgimento:

La differenza tra simulazione e realtà virtuale non sta alla radice. Infatti simulazione e realtà virtuale condividono lo stesso significato di fondo: imitare e riprodurre una realtà. La differenza sta solo nello scopo delle due, e, in un certo senso, nella intensità. Spieghiamo meglio questi due concetti. Lo scopo della simulazione è quello di riprodurre un sistema reale. Ad esempio, in ambito lavorativo, la simulazione può avere un’enorme utilità, quale strumento di addestramento. Potremmo citare al proposito l’addestramento della polizia e le prove di cattura di malviventi, l’addestramento dei piloti di aereo, le simulazioni mediche, i test delle automobili. Per entrare in un campo più attinente al mondo della scuola, potremmo pensare alle prove di evacuazione realizzate in vista di un ipotetico incendio, oppure alle prove di primo soccorso, cui molti docenti e non docenti sono stati addestrati in collaborazione con le A.S.L.. Invece, lo scopo della realtà virtuale (VR) è quello di ricreare, tramite un computer, mondi e oggetti che sono la trasposizione digitale di ambienti reali o di fantasia. In altri termini è come se la realtà virtuale vanti la pretesa di creare un’altra realtà. La simulazione non si spinge a tanto. Parlavamo prima di una differenza di intensità. La realtà virtuale è come una SIMULAZIONE TOTALE , percepita totalmente dai nostri sensi, in particolare dalla vista, seguita dall’udito e dal tatto. Cambia quindi il meccanismo di interazione dell’utente. Nelle animazioni tradizionali, un utente può decidere quale parte della sequenza di fotogrammi visualizzare, può spostarsi in avanti, ritornare all’inizio, decidere la velocità di scorrimento, ma ciò che vede è quello che è stato programmato in precedenza. Invece nella realtà virtuale egli è in grado di determinare una realtà, in un certo senso la costruisce lui. Facciamo degli esempi per chiarire ancora meglio questa differenza. Iniziamo con un esempio di simulazione. Il Laboratorio Territoriale di Torino, una sorta di ente realizzato in collaborazione tra Provincia di Torino e Regione Piemonte, propone come attività didattica per approfondire i temi dello sfruttamento ambientale una serie di giochi di ruolo. Ebbene, questi giochi di ruolo non sono da realizzare tramite supporto informatico, ma prevedono il coinvolgimento della intera classe, in un’attività che confina anche con altre attività scolastiche quale quella teatrale e il “dibattito in classe” che nulla hanno a che vedere con l’utilizzo del computer. La realtà virtuale, invece, non potrebbe essere realizzata se non con l’utilizzo di strumenti informatici estremamente moderni e raffinati. Essa infatti impiega tecnologie avanzate per ricreare un ambiente così simile alla realtà che un «partecipante» non possa avvertirne la differenza. Invece,  nella simulazione la differenza è avvertita. Nella realtà virtuale, è l’utente che decide ciò che vuole vedere, può scegliere il punto di vista a lui più congeniale, può posizionarsi in un qualsiasi punto dello spazio, può selezionare un oggetto, ruotarlo, cambiarne le dimensioni, i colori, e, se abilitato, può interagire con tutto l’ambiente circostante. In definitiva, lo scopo della realtà virtuale è quello di immergere totalmente il fruitore in un ambiente virtuale, tendenzialmente coinvolgendo tutti i sensi, non solo la vista, l’udito e il tatto, ma anche quelli che non siamo abituati a prendere in considerazione come l’orientamento. La realtà virtuale utilizza visori montati in prossimità degli occhi, i cosiddetti HMD, inoltre sensori di posizione in grado di fornire l’indicazione dell’orientamento del punto di vista dell’utente, e infine i dataglove, guanti dotati di sensori per manipolare gli oggetti virtuali e per simulare sensazioni tattili artificiali. Infine l’ultima differenza, direi sostanziale: generalmente la realtà virtuale è fruibile da soli, mentre la simulazione in più persone.

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