Riassunto del terzo canto dell’ Orlando furioso di Ludovico Ariosto – di Carlo Zacco

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Canto III
Sommario. – Invocazione ad Apollo — Bradamante trova nella caverna la maga
Melissa, che la conduce alla tomba di Merlino — La predizione del mago
Merlino — La maga Melissa mostra a Bradamente le immagini dei più illustri
discendenti di Casa d’Este — La maga Melissa guida Bradamante verso il
castello d’Atlante, dandole utili ammaestramenti per liberare Ruggiero —
Bradamante incontra Brunello.
Invocazione ad Apollo (1-4)
– Il Poeta, proponendosi di cantare le glorie del suo Signore e della sua Casa,
invoca con un solenne proemio l’assistenza di Apollo. Egli si augura che Iddio
gli abbia a fornire nel futuro strumenti più adatti per scolpire in una pietra
così degna, mentre per ora deve accontentarsi di lavorare col suo modesto
scalpello, levando poche scaglie rudi.
Bradamante trova nella caverna la
maga Melissa, che la conduce alla tomba di Merlino (5-15) -Pinabello, credendo
di aver ucciso Bradamante, s’impadronisce del cavallo di lei e si allontana
dalla caverna, senza immaginare i guai che l’attendono.
Intanto Bradamante, riavutasi
dallo stordimento, varca la porta, da cui usciva lo splendore, ed entra in una
seconda caverna, che ha la forma di una chiesa quadrata e spaziosa, sostenuta da
colonne di alabastro. In mezzo vi è un altare, con dinanzi una lampada ardente.
Mentre Bradamante si inginocchia a
pregare, appare da una porticina a lei opposta una donna scalza e discinta, con
le chiome sciolte, che la saluta
per nome. Essa è la buona maga Melissa, che dichiara alla donzella che quella è
la grotta dove si trova la tomba del mago Merlino, il quale, per inganno della
Donna del Lago, che egli tanto amava, si chiuse vivo nella sepoltura, che aveva
fatto costruire perché essa vi giacesse insieme con lui, e vi trovò la morte. Ma
il suo spirito vive ancora nel corpo morto, e vi vivrà fino al giorno del
giudizio universale; e, se interrogato, risponde chiarendo il passato e
predicendo l’avvenire. Anch’essa è giunta da una remota contrada per
consultarlo, e, avendo da lui appreso il prossimo arrivo della donzella, si è
fermata più di un mese ad attenderla.
Bradamante, stupita per tali
parole, segue la maga in una piccola cella, dove si trova la tomba di Merlino,
costruita con marmi così luminosi (per virtù propria, o piuttosto per virtù di
magia o di astrologia( da far risplendere il luogo benché sotterraneo, e da
scoprire le meraviglie di scultura e di pittura che l’adornano.
La predizione del mago Merlino
(16-19)
– Appena Bradamante ha varcato la soglia della cella, lo spirito del
mago le annuncia la progenie che discenderà da lei e da Ruggiero, e che dovrà
onorare l’Italia e il mondo. Assicura poi la donzella che essa riuscirà a
liberare Ruggiero.
La maga Melissa mostra a
Bradamante le immagini dei più illustri discendenti di Casa d’Este
(20-62) – Intanto la maga Melissa,
volendo mostrare a Bradamante le immagini dei suoi discendenti, ritorna nella
chiesa, convoca molti spiriti in un luogo, e traccia per terra un cerchio
magico. Poi, chiamata a sé la donzella, la fa adagiare nel cerchio magico, e,
affinché gli spiriti non possano farle offesa, la copre con un pentàcolo (stella
magica a cinque punte di solito iscritta in un cerchio). Apre infine un libro e
parla con i demoni.
Gli spiriti, così evocati, si
accalcano intorno al cerchio, ma senza potervi entrare; poi, dopo un triplice
volteggio, entrano nella cella di Merlino.
La maga Melissa, dopo aver
osservato che troppo lungo sarebbe narrare di tutti i discendenti di Casa
d’Este, si limita ad indicarle i più illustri tra essi.
Essa indica Ruggicrino, figlio di
Ruggiero e di Bradamante, capostipite della discendenza, che vendicherà col
sangue il padre ucciso a tradimento, e che per le sue imprese contro i
Longobardi avrà dall’Impero il dominio d’Este e di Calaone; Uberto, figlio di
Ruggierino, che sarà il baluardo della Chiesa contro i barbari; Alberto, che
riporterà tanti vittoriosi trofei: Ugo I, figlio di lui, che conquisterà Milano;
Azzo I, che conserverà la Signoria milanese; Alberto Azzo, che caccerà
dall’Italia Berengario con suo figlio e diventerà genero di Ottone; Ugo II, che
fiaccherà l’orgoglio dei Romani, togliendo loro il pontefice e l’imperatore
Ottone III; Folco, che, dopo aver rinunciato ai suoi domini italiani in favore
del fratello, si ritrarrà in Germania, dove darà inizio al ramo di Sassonia;
Azzo II, tra i figli Bertoldo e Albertazzo, il primo dei quali sconfiggerà
Enrico II e l’altro sposerà la Contessa Matilde, avendo in dote mezza Italia;
Rinaldo, figlio di Bertoldo, che difenderà la Chiesa contro il Barbarossa; Azzo
III, che si impadronirà di Verona e del suo territorio, e che sarà nominato
marchese d’Ancona; e, dopo molti altri, Azzo V, che vincerà il tiranno Ezzelino
e l’imperatore Federico II, consolidando il dominio di Ferrara; Aldobrandino,
suo fratello, che, per soccorrere il pontefice contro l’imperatore Ottone IV,
domanderà aiuto di denaro a Firenze, dando in ostaggio il fratello Azzo, e,
morendo, lascerà costui erede di tutto il marchesato d’Ancona e di ogni più alta
virtù morale; Rinaldo, il cui valore dovrà contrastare con l’avversa fortuna, e
che morirà in Napoli lasciando un largo compianto; Obizzo II, che aggiungerà al
suo dominio, per libera elezione, Modena e Reggio; Azzo VI, figlio di Obizzo,
che sarà Gonfaloniere della Chiesa e avrà in dote il ducato d’Andria; i figli
Aldobrandino, Niccolò Zoppo e Alberto, che conquisteranno Faenza, Adria, Rovigo,
Comacchio, Argenta, Lugo ed altre terre; Niccolò, che sgominerà il tiranno di
Reggio e di Parma, e continuerà ad accrescere i suoi domini senza commettere
alcuna ingiustizia; Leonello e Borso, che avrà per primo il titolo di duca e
sarà amico della pace; Ercole I, che, rimasto zoppo combattendo per i Veneziani,
ne sarà ricambiato con la guerra, e che darà mirabili prove di sé risanando
territori, fortificando e abbellendo Ferrara, difendendosi contro Venezia e
allontanando l’invasione di Carlo Vili; Alfonso I ed Ippolito, figli di Ercole,
simili per il mutuo affetto a Castore e Polluce, dei quali il primo, accoppiando
sapere, bontà e valore, terrà in rispetto i Veneziani e la Chiesa, e batterà gli
Spagnuoli alla Bastìa e la Lega Santa nella sanguinosa battaglia di Ravenna;
mentre il secondo, gran cardinale della Chiesa, offrirà per le sue alte virtù
eterna materia al canto, e pur con piccole forze, riuscirà a sconfiggere i
Veneziani alla Polesella; e infine Ercole II, figlio di Alfonso e genero di
Luigi XII. coi suoi quattro fratelli.
A questo punto la maga Melissa
chiude il libro e le ombre spariscono. Ma Bradamante vuol ancora sapere chi
siano due spiriti (Ferrante e
Giulio, fratelli bastardi di Alfonso I, che avevano congiurato contro di lui),
che aveva visto procedere afflitti e sospirosi tra Alfonso I ed Ippolito; e la
maga, accennando al loro traviamento, provocato dalle mene delittuose di altri
uomini, invoca per essi da Alfonso pietà più che giustizia.
La maga Melissa guida
Bradamante verso il castello d’Atlante, dandole utili ammaestramenti per
liberare Ruggiero (63-74)
– Il mattino seguente Bradamante, dopo essere
stata tutta la notte nella grotta del mago Merlino a parlare con lui, che la
incoraggia a salvare Ruggiero, si mette in cammino con la maga Melissa verso il
castello d’Atlante.
Cammin facendo, la maga spiega
alla sua compagna che le sarebbe impossibile da sola vincere il negromante,
perché egli, oltre a una rocca inespugnabile e a un cavallo alato, possiede uno
scudo che abbaglia e fa tramortire chiunque. Vi è un solo rimedio per vincere
questo e tutti gli altri incanti. Il re Agramante ha affidato un anello
prezioso, rubato a una regina indiana, a un suo barone, di nome Brunello, pieno
di inganni e di bricconerie. Questo anello ha la virtù di rendere invisibile chi
lo mette in bocca, mentre chi lo porta al dito è immune da qualsiasi incanto; e
Brunello ha appunto promesso ad Agramante, con la virtù di questo talismano, di
liberare Ruggiero. Bradamante dovrà perciò recarsi presso Bordeaux, dove
incontrerà in un albergo questo barone, che ora cammina poche miglia innanzi.
Essa lo riconoscerà facilmente, perché è alto meno di sei palmi, ha i capelli
crespi e neri, il viso pallido e fosco, la barba lunga, gli occhi gonfi e
loschi, il naso schiacciato, le ciglia irsute, e l’abito succinto che sembra di
corriere. Essa dovrà parlare con lui dell’impresa che intende compiere, ma non
dovrà mostrare affatto di conoscere la virtù dell’anello. Egli allora si offrirà
di accompagnarla; ma essa, appena giunta alla rocca, dovrà ucciderlo senza
pietà, prima che egli metta in bocca l’anello, poiché in tal caso sparirebbe ai
suoi occhi.
Bradamante incontra Brunello
(75-77)
– Frattanto le due donne sono giunte a Bordeaux, dove la Garonna si
getta nel mare, e si separano tra molte lacrime. Bradamante, che arde dal
desiderio di liberare il suo Ruggiero, prosegue il cammino, e giunge una sera in
un albergo, dove trova Brunello. Essa attacca discorso con lui, e quello le
risponde mentendo su ogni cosa. Ma anche la donna è accorta nel fingere e nel
mentire. Mentre così vanno discorrendo, giunge al loro orecchio un gran rumore.
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