Riconoscere la presenza di Gesù – Ingresso di don Savino a Mezzate

“Quando lo videro si prostrarono, ma dubitarono” e Gesù: “andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”.
Questa è la descrizione della mia storia, della mia esperienza: costellata di dubbi e incoerenze, pronto a prostrarmi davanti a Gesù che mi ama inspiegabilmente e un attimo dopo a dimenticarmi di Lui.
“Essi però dubitarono”. Si, anch’io. Eppure anch’io, come i primi amici di Gesù, sono stato sempre più guardato con una stima e un amore assolutamente gratuito e inimmaginabile.
Tutte le volte, e sempre di più nella mia vita, è cresciuta la commozione perché Gesù non ha guardato la mia nullità, ma mi ha mandato, mi ha affidato un compito, mi ha stimato all’altezza di far compagnia ai suoi figli perché scoprissero se stessi e amassero Lui.
Quanti suoi figli mi ha fatto incontrare; che sono poi diventati tutti padri e madri per me.
Tutte le volte che il Vescovo mi chiamava, io non potevo non mostrargli una iniziale resistenza obbiettando: ma come faccio a lasciare la mia famiglia!
Non ho altro da dirvi, se non di comunicarvi lo stupore di quello che Cristo ha operato in me, non nonostante, ma attraverso il mio niente.
Lo ha detto San Paolo oggi: “non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato, per mezzo mio, per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni prodigi, con la forza dello spirito Santo”.
Per questo arrivo a Mezzate con l’impronta di questi prodigi operati dallo Spirito a Baranzate, a Cesano Boscone, a Cormano, a Milano Dergano e nella carissima Comunità di Brugherio dove addirittura è bastato un soffio brevissimo di un anno, per farci attaccare di più Cristo.
Vi confesso quindi che vengo qui tra voi con una grande curiosità, con una profonda attesa: è quella di riconoscere la presenza di Gesù che, ne sono certo, mi viene incontro con la tenerezza del suo abbraccio e con la fantasia della sua Misericordia.
Chi sei tu che mi ami anche se io non sono niente?
Questa è la ricerca che sono chiamato a fare insieme a tutti voi, carissimo popolo di Mezzate che, come me, e forse più di me, ha vissuto una lunga storia di amicizia con Gesù.
Ancora con San Paolo, mi piace molto il suo programma che faccio mio:
“Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra Fede: siamo invece collaboratori della vostra gioia, perché nella Fede voi siete già saldi”.
Grazie per la calorosa accoglienza che mi avete da subito manifestato e grazie soprattutto per la vostra disponibilità a diventare compagni di viaggio nell’avventura a cui siamo destinati come ci ha ricordato il Papa:
“Noi siamo stati pensati per conoscere Cristo”.
Tutto il resto ce lo dirà Lui e soprattutto manifesterà la Sua preferenza per i “SUOI” che siamo noi.
Siamo sorretti in quest’avventura della vita dalla nostra cara Mamma Celeste, Maria, che è la certezza della nostra speranza.
Aiutaci Tu o Madre Santa a credere, e cioè a riconoscere che il tuo Figlio Gesù è veramente con noi sempre come ci ha promesso:
“Ed ecco, io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo.”                                                       
                                                                                             
Omelia pronunciata da don Savino durante la S. Messa di ingresso
nella parrocchia di Mezzate Milanese di Peschiera Borromeo
24 ottobre 2010