Ritornare allegri come bambini – di Daniele Sammartino

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

Un/a signore/a anziano/a è la persona più bella che esista. Non parlo soltanto dell’aspetto, cambiato inesorabilmente dal tempo, ma mi riferisco alla bellezza interiore. Negli anziani risiedono due aspetti molto ambigui, dei quali ci si sorprende sempre; i loro capelli diventano bianchi, i loro visi si arricchiscono di rughe e i loro corpi diventano fragili, ma dentro ringiovaniscono in modo sorprendente. La loro esperienza e la loro sapienza, datagli dal trascorrere delle stagioni, li rende più forti interiormente delle altre persone e, anche se spesso molti individui in tono dispregiativo li chiamano “ vecchi ” e li abbandonano a loro stessi, loro reagiscono sempre; spesso si sfogano piangendo, ma chi ha detto che chi piange è debole? Saper piangere è segno di possanza e di consapevolezza di sé, degli altri e della realtà che ci circonda. Cosa saremmo noi tutti senza di loro, senza i loro consigli, senza i loro iviti a mangiare pietanze squisite nelle loro case ricche di ricordi e di foto in bianco e nero? Dobbiamo renderci conto che sono persone che hanno ancora molto da dare, da insegnare e da comunicare. Inoltre rappresentano, oltre che il nostro presente, il nostro passato! Sono l nostre radici, le ancore che ci impediscono di essere trascinati dalla forza del mare. Stando con loro s’ impara a conoscere la bellezza del confronto e del dialogo. Darei molto per poter discutere almeno una volta con mio nonno della Seconda guerra mondiale o della fatica che provava nell’aiutare suo papà a coltivare la terra sotto il sole cocente. Ma come quasi tutto, anche loro finiscono.
Diventare anziani significa assumersi un importante incarico: guidare le nuove generazioni, cosicché quest’ ultime possano plasmare un mondo più incantevole e più giusto di quello che gli è stato lasciato.
Daniele Sammartino                                2°G

Pubblicità
shares