S’i fosse foco

Homo Faber – Omaggio a Fabrizio De André

Recital didattico di Luigi Gaudio

S’i fosse foco (Volume III – 1968)

Il testo di questa canzone è del duecento, di Cecco Angiolieri. La ricchezza e la varietà della nostra poesia del duecento è testimoniata anche dalla poesia comico-realistica, il cui maggiore esponente è appunto Cecco Angiolieri. L’ultima strofa ci fa capire però che tutta la canzone è un gioco, a dispetto di quelli che la interpretano invece come una seriosa ballata prerivoluzionaria.

S’i fosse foco (Volume III – 1968)

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo
s’i’ fosse vento, lo tempesterei
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei
s’i’ fosse Dio mandereil’en profondo

S’i’ fosse papa, sare’ allor giocondo
tutt’i cristiani imbrigherei
s’i’ fosse imperator, sa’ che farei ?
a tutti mozzerei lo capo a tondo

S’i’ fosse morte, andarei da mio padre
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui

similimente faria da mi’ madre
S’i’ fosse Cecco come sono e fui

torrei le donne giovani e leggiadre
e vecchie e laide lasserei altrui

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo
s’i’ fosse vento, lo tempesterei
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei
s’i’ fosse Dio mandereil’en profondo