Saggio sull’esistenza umana

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Traccia

Si scriva un saggio che ripercorra l’esistenza dell’io umano attraverso l’analisi e la lettura di tre autori letterari a tua scelta.

Svolgimento

Chi sono io?

Impressioni, percezioni, luce e tenebre, terra e acqua, fuoco e aria, non si potrà mai dare una risposta corretta e adeguata al grande interrogativo che ogni uomo si pone durante il cammino della sua vita: “Chi sono io?” con superficialità e credendoci essere finiti e facilmente riconoscibili, rispondiamo certi e sicuri: “Sono un uomo!”. Niente di più errato, non possiamo solo definirci semplice materia, siamo qualcosa di più: di finito e infinito al tempo stesso, di certo e incerto nella stessa misura. Ma allora cosa siamo? Non siamo corpi celesti, troppo lontani; non siamo natura, troppo perfetta; siamo solo attimi di eternità che si librano nell’aria come tenere e timide farfalle, cercando invano la nostra ultima ora felice prima che tramonti il sole.
Siamo il bello e il brutto di uno stesso dipinto che non cambierà mai. Solo un uomo è riscuoto a trasformare l’anima di chi è stato ritratto. Se il Dorian di Oscar Wilde, fosse vivo ci potrebbe dire in cosa consiste la sua “bella” esistenza.
Il protagonista de “Il ritratto di Dorian Gray” è il corpo, la carne deturpata e offesa dalla brutalità delle cose, l’orrore dei segni di morte che, inevitabili, giorno dopo giorno corrompono e deformano. Il corpo, l’anima e i giorni sono il nostro inevitabile e originario peccato. La vita ci guasta per il solo fatto di viverla, la memoria ci divora e non vi si può sfuggire.
Dorian è un ragazzo bellissimo, Basil Hallward, un pittore suo amico, gli regala un ritratto in cui riesce quasi a fissare, oltre che quella del suo fisico , anche la bellezza della sua anima. Egli rimane affascinato da quella bellezza come un Narciso, e rimane sconvolto dal pensiero che quel dipinto lo ritrarrà perennemente giovane, mentre il suo corpo invecchierà progressivamente. Gli nasce allora un desiderio intensissimo e se fosse il ritratto ad invecchiare al posto del suo corpo che al contrario rimarrebbe sempre giovane? Da quel giorno, dopo aver stretto un segreto patto con il diavolo, avviene proprio questo, e il dipinto anziché riportare l’invecchiamento del corpo, fotografa l’involuzione della sua anima, che dapprima candida , si va via via macchiando di spaventosi delitti e tutto a causa della cattiva influenza che su di lei hanno i pensieri di lord Henry Wotton, amico di Basil. Gray è costretto a nascondere il suo ritratto , tanto brutto esso è diventato. Egli è la causa della morte della bellissima e giovane Sybil Wane, un’attricetta di cui si è innamorato; uccide il suo amico Basil, si degrada sempre più, fino a che un bel giorno, dal disgusto per l’orribile aspetto della sua anima raffigurata in quel che un tempo era un bel ritratto, con lo stesso pugnale con cui ha ucciso l’amico Hallward, colpisce violentemente al petto il dipinto: Dorian muore, e mentre il suo volto si riappropria delle brutture del quadro, il suo ritratto riacquista tutta la bellezza che in principio aveva.
Ognuno di noi, nel momento in cui sceglie solo il suo corpo, mettendo in disparte l’anima, diventa un Dorian Gray, che prima fa la conoscenza ed il patto con il suo ego, promettendo di seguire tutte le sue indicazioni, e poi decide di concedere alla sua vana apparenza tutte le sue energie: “Com’è tragico-mormorò Dorian; gli occhi fissi sul suo ritratto- com’è tragico! Io diventerò vecchio, brutto, ripugnante. E questa immagine rimarrà sempre giovane. Giovane quale sono io in questa giornata di giugno. Oh, se si potesse realizzare il contrario! Se io potessi rimanere sempre giovane , e il ritratto diventasse vecchio. Per questo , per questo , darei qualunque cosa! Darei la cosa più preziosa del mondo! Darei la mia stessa anima!”. E’ questo il momento fatale in cui, facendo nostre le parole di lord Henry, beviamo il veleno più potente che esista, quello che di colpo distrugge il buon senso: la filosofia del nulla, creata non da idee profonde e ispirate, ma da parole ubriacanti, del tipo: “Oggi molte persone muoiono per una infiltrazione progressiva di buon senso, e si accorgono troppo tardi che le sole cose che non rimpiangono mai, sono le pazzie”.
Wilde è troppo intelligente per non conoscere a fondo questa sua “filosofia”.
L’ego allenta le corde della nostra anima per imbrattarla con le sue disarmonie, e tira, fino quasi a spezzarle, quelle dei sensi, le cui vibrazione fanno sentire l’euforia di un’apparente gioventù inattaccabile dai giorni. Ma il tempo qualcosa deve prendere, e ruberà proprio le armonie dell’anima per dar vita a rumori nel corpo. Spesso la gente si immerge nella folla e nei rumori per sentirsi più viva, ma quel tipo di rumore e clamore è solo una tomba, perché la vita può gustare se stessa solo nel silenzio, e noi siamo vita, una vita che è anche , ma non solo corpo. La vita è impersonale e quando si personalizza in un corpo-mente, non smette di essere una. Pensare a se stessi non è un peccato, ma pensare solo a se stessi è cecità o quantomeno miopi.
Oscar Wilde è stato un artista capace di “Dipingere” l’anima, Basil Hallward, dopo averla esternata, si è suicidato ed ha continuato a vivere un’arte parallela, fatta di edonismo fine a se stesso, Dorian, da cui ha strappato con forza ogni legame d’amore con l’intuizione, Sybil Wane, ed ha lasciato cantare quel falso usignolo che è lord Henry Wotton. “Il ritratto di Dorian Gray” è proprio il ritratto della vita di Wilde e quella di ognuno di noi quando, sotto quell’albero, seguendo le false melodie del serpentino sibilo dell’ego, stacchiamo la mela e diamo il primo di un’interminabile serie di morsi.
I morsi di un’esistenza da peccatori, o i morsi di una vita da “inetto consapevole”, come quella di Zeno, uomo nato dalla penna di Italo Svevo.
Il romanzo è in sostanza senza trama. E’ la storia dell’enigmatico Zeno Cosini; anziano ed agiato borghese, che vive con i soli proventi di un’azienda commerciale, avuta in eredità dal padre, ma vincolata da questi, per la scarsa stima che aveva del figlio, alla tutela dell’amministrazione Olivi. I resoconti riguardano il vizio del fumo, la morte del padre, la storia del suo matrimonio, la moglie e l’amante, la storia di un’associazione commerciale e la sua malattia. La natura di quest’ultima non è chiara; è più una convinzione, del resto nata con lui, come egli stesso afferma: “Un dato è oggettivo e reale se i sintomi sono prevalentemente di ordine psichico”.
L’eroe di Svevo è generato dalla sensazione fondamentale di uno scompenso tra l’orientamento che l’individuo dà alla propria vita e la curva che poi essa deliberatamente descrive: egli incarna ; infatti, questo difetto, questo errore di calcolo e , con le sue vicende, viene a testimoniarlo e a patirlo tra il gioco delle sorti umane. Zeno è alienato nelle cose, si attende dall’esterno quello che non può operare da sé, ha abdicato al suo potere di decisione spostandolo all’esterno, trasferisce “all’altro” le sue potenzialità investendone l’oggettività. E la sua è una vita indiretta. La sua abilità nell’evasione, la capacità impeccabile tempestiva di servirsi di uno strumento come la sublimazione, la facoltà di rimuovere sistematicamente gli ostacoli che intralciano la sua libertà sentimentale e psicologica, costituiscono in realtà il potenziale più consistente della sua debolezza. Il fatto è , che entro in confini del suo territorio, egli risulta il più forte e finisce per essere il vincitore. Nessuno potrà violare la sua coscienza: Zeno ha tra l’altro il merito di non elevarsi su un piedistallo, di non assumere posizioni eroiche. Se gli è consentita questa libertà, che è pur sempre un privilegio, lascia intuire che si tratta di un patto sociale stretto ben prima di lui, di cui egli fruisce e che gli permette di presentarsi come “antieroe”.
La sua vera vocazione è quella di un uomo che evita il rischio sotto ogni forma e si crea un involucro di ipocondria, di malattia immaginaria, di neutralità di fronte ai conflitti esistenziali, dal quale assistere senza bruciarsi al rovente spettacolo della realtà. Questa è la vera coscienza di Zeno Cosini: ricerca apparentemente svagata e causale della consapevolezza del vivere, e al contempo difesa della propria mancanza di qualità. Nell’ultimo capitolo del libro Zeno-Svevo, chiarisce come non gli sia possibile rinunciare alla sua identità più autentica e si libera, mediante l’ironia, dagli impacci che gli hanno cucito addosso le strutture terapeutiche. La rottura col trattamento psicanalitico, determina anche una frattura nel flusso cronologico degli avvenimenti narrati. Di colpo ci troviamo a “tu per tu” col presente. Ed il presente è, ancora una volta, una combinazione di tragedia e grottesco, di tristezza e di felicità.
Ma l’esistenza umana, non passo solo sotto la mente di importanti e illustri autori, anche chi non ha mai vissuto sotto le accecanti luci della popolarità, cerca di darsi significative risposte su tale interrogativo. Né è un chiaro esempio la contemporanea autrice Silvana Brigando, con il suo libro “L’ultimo volo”.
Esso è una vera immersione in quello che può essere il lato nascosto e segreto di ogni persona. E come un grande compositore, la Brigando tocca le vibranti corde dell’animo umano, togliendo ogni schiavismo e costrizione, liberando le sue ali e spiccando quel meraviglioso volo che la porta dentro e al contempo fuori del proprio essere.
Le pagine sembrerebbero scorrere fluide e quasi superflue, ma come un grande poema ermetico, ogni parola racchiude dentro di se un infinito di significati.
Quel filo che la sua anonima protagonista percorre per rivedere i propri errori è lo stesso che ognuno di noi evita per paura di quello che può capire; è meglio vivere con la consapevolezza di aver sbagliato per ingenuità, piuttosto che ammettere di errare per convinzione. Non sappiamo nulla della sua vita, la vediamo là, ferma con gli occhi chiusi, stringendosi il cappotto, mentre un urlo le muore in gola. Dietro la porta della sua esistenza non trova niente che possa farla ritornare alla vita. Non sa se questa possa essere vita o morte. Le tenebre e la luce l’avvolgono e la lasciano sempre sullo stesso baratro, sullo stesso filo. Ma ad un certo punto qualcosa cambia, e qui è il punto più vibrante di tutto il percorso; le nuvole si gonfiano e inizia a piovere. Le gocce non bagnano solo il suo corpo indifeso, ma entrano dentro di lei e la purificano, al rigenerano e fanno sparire la coltre di nubi che aveva avvolto la sua mente. Ora è libera. Il tempo delle tenebre è finito, e lei felice, piange. Un pianto liberatorio che la porta in mezzo alle leggere nuvole e da lì, vede due giovani che amano sulle rive del mare; i loro corpi sono puliti e candidi, i loro occhi gonfi di lacrime per il proprio desiderio e con un moto dell’anima, si tuffano nel loro sogno d’amore. Ma di colpo quest’immagine si spezza e la sua menta diventa un misto fra “disperazione e impazienza”.
Nuovamente la pensa s’impadronisce del suo “io” e sembra che nessuno la possa aiutare. Ritornano le tenebre, e la luce ormai è un punto lontano del suo scuro orizzonte. I suoi occhi sono ormai spenti e senza vita. Come definire questa condizione “vita”? ma proprio mentre la disperazione l’avvolge nel suo ultimo sonno, quel battito d0ali , che l’aveva portata fra le candide nuvole, la ridesta e come miracolata, spalanca le braccia verso l’infinito, e senza farsi domande, si abbandona teneramente al mondo dell’irreale o al mondo reale, chi può dirlo?
“L’ultimo volo”, simboleggia il viaggio interiore di una donna, che nella nostra realtà, tra la confusione e lo stress, si ferma; pensa, indaga sulla propria esistenza. Il suo rinnovamento verso la vita , non è solo una rinascita interiore, ma è anche un nuovo approccio verso quell’esistenza troppo squallida e vile.
Dorian, Zeno o la donna della Brigando, qualunque nome abbia il protagonista di queste vicende, può essere realmente fiero di aver vissuto, di come ha vissuto e di come avrebbe voluto vivere, perché, quando ormai stanco, vecchio e con tanta saggezza alle spalle, morirà con la consapevolezza di essere stato lui, l’unico autore di quella bellissima storia: la sua vita.

Valentina Calogero

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