Saluto del diacono Savino Gaudio alla parrocchia S. Giovanni Bosco di Milano

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Un quartiere di 6500 abitanti, 1500 famiglie, enormi caseggiati uno accanto all’altro, ma soprattutto una comunità parrocchiale che da sei anni è stata generata dal Vescovo, che vi ha mandato tre preti ad essere guide e pastori di questa chiesa locale di San Giovanni Bosco. È questa comunità cristiana giovane, ma autentica e molto viva, che mi ha accolto con una vivacità e una gioia che traspariva per le strade, tra la gente sparsa nelle vie che mi accoglieva con premura, nei papà e nelle mamme della parrocchia che da tempo mi aspettavano, nel senso che sembrava già mi conoscessero. Insomma, per me è stato come arrivare a casa mia tutte le volte che mi avete accolto.
Questa accoglienza molto schietta e cordiale fu espressa da don Antonio il quale ci disse il valore e il significato che aveva per questa comunità il fatto della mia ordinazione diaconale: “ci permettete di fare esperienza più evidente della Chiesa. Ti diciamo grazie perché da questo momento la nostra vita ecclesiale resta arricchita”.

Certamente la mia attenzione fondamentale durante la celebrazione eucaristica e la ordinazione diaconale è stata incentrata sull’avvenimento del dono di Cristo che, confermando i carismi di verginità e obbedienza, mi costituiva diacono della sua chiesa: tutto questo nella chiesa e per la chiesa. Il fatto che più mi ha colpito, però, è stata la forte partecipazione e presenza sensibile di tutta la comunità parrocchiale, accanto al vescovo e ai superiori che hanno curato la nostra formazione, e insieme ai nostri parenti, mi hanno fatto fare esperienza pienamente ecclesiale del dono dello spirito che mi ha investito tramite l’imposizione del vescovo.
Segni di questa partecipazione comunitaria sono stati il raccoglimento, la preghiera comune, il canto, le sedie e i fiori: tutti hanno portato qualcosa. Una presenza insomma di ragazzi, giovani, uomini e donne che si sentiva, ma che non si può descrivere.

Poi, dopo la celebrazione, uscendo dalla chiesa pieni di gioia e di spirito santo, non solo i nostri parenti ci venivano incontro, ma tutti ci salutavano, esprimendo con la loro persona, con i loro sguardi, che quello che era avvenuto non era un fatto capitato solo a me, ma a tutta la comunità parrocchiale di San Giovanni Bosco.
Di sicuro non dimenticherò mai questa ordinazione diaconale, soprattutto perché l’ho ricevuta in questa parrocchia, a cui dico tutta la mia stima e gratitudine.
Giugno 1971
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