Sigmund Freud e la psicanalisi

I problemi riguardanti la psiche dell’uomo non furono mai visti da un punto di vista scientifico sino alla secondo metà dell’Ottocento, quando in Germania, e successivamente in America, nasce un fervido interesse per la psicologici. Ma la vera svolta fu data dall’introduzione di una nuova scienza: la psicoanalisi, che ha influenzato fortemente non solo la psicologici, ma anche la letteratura, la sociologia, l’antropologia culturale, le scienze dell’ educazione e la filosofia.
Il fondatore di questa scienza fu Sigmund Freud (Freigberg 1856 – Inghilterra 1939), che sin da giovane s’interessò all’anatomia cerebrale e alle malattie nervose. Freud dichiarò di essere pervenuto alla scoperta dell’inconscio e alla teoria psicoanalitica che diventarono la base di ogni considerazione sulla follia. La vera rivoluzione riguardò l’elaborazione di una prima topica della psiche umana, che fu superato da una seconda topica poiché non rispondeva appieno alla complessità dei fenomeni.
Attraverso la psicoanalisi Freud si propone di studiare quella parte oscura della struttura umana che si agito al nostro interno, un calderone di impulsi ribollenti che egli chiama inconscio. l’apparato psichico dunque risulta composto da:

ES: l’insieme di impulsi inconsci, quella parte inconscia della mente nella quale vengono relegate le pulsioni e i traumi che non possono emergere per censura drastica dell’io

IO: la parte del pensiero consapevole che mantiene in equilibrio la mente umana, svolge la funzione di censore e fa penetrare allo stato di consapevolezza ciò che può essere ricordato senza danni

Proprio dalla giusta relazione tra l’io e l’es nasce l’equilibrio psichico o la sindrome nevrotica; infatti, nella psiche, in cui l’io agisce come censore nei confronti dell’es, si sviluppa la persona normale, mentre nel momento in cui lo sfogo dell’es ha il sopravvento si ha la personalità perversa. Tale funzione  censoria dell’io si registra nell’attività onirica e in particolare, attraverso l’interpretazione del sogno, l’analista può recepire le motivazioni dei trauma nevrotico o psichico.

SUPER-IO: la sede della coscienza morale e dei senso di colpa, rappresenta le norme di comportamento che un individuo ha assimilato inconsciamente durante la crescita.
Se tali norme sono state percepite senza forti traumi si ha un equilibrio tra l’io e il super-io, altrimenti c’è conflittualità tra le due parti dei pensiero con la conseguente nascita nell’individuo di una volontà di trasgressione violenta proiettata  all’esterno e che talvolta può sfociare nel patologico.
Bisogna quindi cercare di reprimere le forze dell’inconscio che ci spingono verso il piacere e verso la libido attraverso la ragione ed il principio della realtà, che costringe le pulsioni della notte ad incanalarsi per le vie della produzione artistica, della scienza, e così via.  Se questa sublimazione non avviene, allora si ha la nascita della malattia: la nevrosi che porta al delirio e all’indebolimento mentale dell’individuo che è in perenne conflitto con se stesso.  E qui che nasce la follia, iI pensiero assurdo ed illogico, il totale abbandono della ragione.  Allora Freud propose la cura della follia con il metodo delle libere associazioni: il paziente viene portato a riconoscere i conflitti nascosti che producono le alterazioni della psiche attraverso l’introspezione verbalmente espressa e il colloquio.

dalla tesina multidisciplinare esame di stato 2005 di Chiara Colavitto: