Simulazione e apprendimento: funzione del docente

I vantaggi dell’introduzione delle simulazioni digitali nell’istruzione e nella formazione sono essenzialmente quattro:

a)    la simulazione permette di realizzare un ambiente di esperienza diretta molto interattiva;

b)    il ciclo ipotesi-verifica può essere reso particolarmente frequente ed efficace;

c)     si possono studiare sistemi complessi a piacere;

d)    come l’esperienza diretta, rende possibili approcci on disciplinari.

In un laboratorio virtuale (si pensi per esempio ai laboratori di simulazione aziendale, presenti in molte scuole professionali o istituti tecnici) possono essere costruiti scenari, assemblati circuiti, rappresentate simulazioni naturali o artificiali, con abbondanza di elementi su cui poter intervenire con opportune interazioni

Anche a proposito dell’apprendimento occorre riprendere una terminologia usata altrove per altre distinzioni. Parleremo quindi di

  1. apprendimento simbolico, quando l’assimilazione di un concetto avviene a parole, indipendentemente dal contesto. Questo apprendimento ha il difetto di essere difficilmente applicabile a situazioni concrete che richiedono l’uso, la messa in pratica di ciò che si è appreso. La risposta alle domande di comprensione, nell’ambito di quest’apprendimento, è, tipicamente, “te lo dico”, ma se devo utilizzare quelle conoscenze per un compito concreto posso avere delle grosse difficoltà .

  2. apprendimento esperienziale. Gli apprendimenti di origine esperienziale sono accessibili quando servono realmente: quando cioè si presenta un contesto in cui dobbiamo metterli in pratica; sono invece scarsamente accessibili in astratto, al di fuori di ogni contesto: per esempio, quando qualcuno ci domanda “come si fa?” oppure”come funziona?”. E per questo motivo sono anche difficilmente esprimibili a parole: la tipica risposta a quelle domande è infatti “te lo faccio vedere”.

Il passaggio dall’apprendimento simbolico a quello esperienziale presuppone ovviamente anche una diversa modalità  di insegnamento, che avvicinerà  l’andare a scuola un po all’antico andare a bottega”, quando l’allievo apprendeva attraverso l’osservazione del fare altrui e, soprattutto, il provare a fare lui stesso, ed il maestro non era colui che interpretava testi, ma era uno che insegnava con l’esempio e il contatto fisico.

Più che possedere una conoscenza del computer il docente deve essere in grado di rivedere il proprio ruolo, trasformandosi in guida ed in organizzatore, dell’interazione fra studente e computer. Deve sollecitare e suggerire più che fornire risposte. L’insegnante sarà  chiamato ad essere un animatore dell’intelligenza collettiva dei suoi gruppi di allievi più che un diretto dispensatore di conoscenze.