Storia sociale della famiglia

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di Silvia Mazza

La famiglia in diverse culture

In quasi tutte le società esiste una struttura primaria che assolve alla funzioni della riproduzione, dell’allevamento e della socializzazione dei bambini e che con il tempo funziona anche come stabilizzatore della personalità degli adulti.

Questo tipo d’istituzione può assumere forme molto diverse nel tempo e nello spazio e svolgere un ruolo sociale differente a seconda del periodo storico.

All’inizio della nostra cultura nell’antica famiglia patriarcale romana, il paterfamilias esercitava fino alla morte la sua indiscussa autorità- politica religiosa e patrimoniale- su un gruppo numeroso composto dalla moglie, i figli, le nuore, i figli adottivi, i nipoti ecc..

Nell’antica famiglia cinese, il capo famiglia governava su un gruppo numeroso ma era una composizione famigliare diversa, perché la famiglia romana era rigidamente monogamica, quella cinese poligamica ovvero l’uomo al momento del matrimonio sposava contemporaneamente anche tutte le sorelle della moglie.

Nel Tibet tradizionale, si praticava il matrimonio poliandrico: la donna accasandosi sposava successivamente tutti i fratelli minori del marito, però in casa non soggiornava mai più di un marito per volta e i figli che nascevano delle diverse unioni venivano attribuiti ad un unico padre ossia il primo marito.

Soltanto tenendo presente le esigenza patrimoniali ed ereditarie si riesce a comprendere il motivo di alcuni casi come quelli dei Nyer  del Sudan o degli Oruba della Costa d’Avori, dove esistono i matrimoni tra donne. In queste popolazioni una donna ricca e sterile, può decidere di sposarsi con un’altra donna per garantire una discendenza, l’uomo che è marginale in alla coppia ha soltanto funzione riproduttiva.

Ci sono ancora questioni patrimoniali quelle che si definiscono patrilineari e matrilineari.

In un gruppo patrilineari i beni vengono trasmessi da padre in figlio ed è quindi il padre biologico e marito a svolgere il ruolo di capofamiglia nella società matrilineari i beni vengono trasmessi all’interno del gruppo che fa capo ad una stessa antenata.

Tra i Senufo della Costa d’Avorio gruppo matrilineare e poligamico, il marito non soltanto non esercita alcuna forma d’autorità nella famiglia della moglie, ma non vive neppure con le proprie mogli, che continuano ad abitare nella residenza della loro famiglia d’origine.

La famiglia, dotata di un dinamismo evolutivo possiede anche un dinamismo storico che, seppure lento, le consente di adattarsi a condizioni di vita mutate.

 

Trasformazioni strutturali

La famiglia nucleare e la famiglia coniugale intima sono comparse in italia in due periodi storici differenti, la famiglia nucleare esisteva già nel 300 tra le popolazioni urbane, la nuova famiglia coniugale intima si è affermata a partire dall’ottocento.

Chi abitava in città si sposava in genere più tardi, viveva in una abitazione autonoma e trascorreva il tempo in una famiglia nucleare. In campagna l’organizzazione poderale favorì il diffondersi delle famiglie complesse unione di gruppi famigliari di tutti quei nuclei famigliari che lavoravano sullo stesso terreno.

Con la prima fase del processo d’industrializzazione un certo numero di contadini si impegnò in attività lavorative nuove: tuttavia ciò non portò ad un cambiamento della struttura della famiglia.

Considerando il lavoro in fabbrica come integrativo rispetto all’attività nei campi ; altri svolgevano lavori a domicilio.

Successivamente, l’incremento della popolazione indusse una parte dei lavoratori della terra a trasformarsi in mano d’opera per tutto l’anno.

Questo processo graduale portò ad una diminuzione del numero delle famiglie complesse nell’Italia centro settentrionale

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