Tema svolto sulla società complessa

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Naddeo Emily 5^F

Compiti delle vacanze: Tema

Traccia

La società in cui viviamo si presenta con caratteristiche di complessità che non sempre è facile comprendere e decifrare. È caratterizzata da rapidi e profondi mutamenti, determinati in gran parte dal progresso scientifico e tecnologico ed un continuo flusso di emigrazione ed immigrazione che portano ad avere una cultura variegata e differenziata.
Sono emersi movimenti, orientamenti dalle formazioni ideologiche e culturali diverse, che portano ad un costante confronto. La nostra società, ormai multiculturale e multietnica, trova al suo interno molte fedi religiose, tradizioni etniche diverse e molteplici stili di vita. Affiorano nuovi problemi di carattere politico, sociale, economico, scientifico, culturale che ci impongono di modificare il nostro modo di rapportarci con gli altri. Ma per comprendere bene cosa si intende per società complessa occorre quindi soffermarsi proprio sul concetto di complessità ed in particolare di “complessità sociale”. Le società contemporanee appaiono certamente più complesse di quelle del passato come del resto le società industriali avanzate lo sono rispetto a quelle meno industrializzate; questo perché lo sviluppo tecnologico ed informatico ci ha permesso di comunicare rapidamente con il resto del mondo, in tempo reale, le distanze si accorciano e tutto questo ha prodotto conseguenze dirompenti in vari campi come quello della cultura o della comunicazione stessa. Si introducono variabili che possono stravolgere comportamenti acquisiti, effetti considerati certi, e si manifestano così evoluzioni inattese. Inevitabile la questione del “pluralismo”, ovvero della difficile convivenza, dentro le società occidentali moderne, di individui portatori di fedi, convinzioni, costumi, visioni del bene radicalmente eterogenee e potenzialmente conflittuali.

A questo punto il motivo del contendere riguarda il modo in cui si possano costruire le migliori basi per una convivenza davvero pluralista. Per prepararci a percorrere il cammino nel terzo millennio non possono esserci alternative al progetto di educare ed educarci all’adattamento al cambiamento, all’analisi dei sistemi complessi ridotti da sintesi utili alla creazione di modelli, che non vengano confusi con la realtà, e che permettano di interpretarla, controllandola. Quale palestra migliore della scuola? Se ci convinciamo dell’esistenza di una realtà complessa che dovremo dominare o comunque controllare, bisogna proporre agli studenti metodi adeguati ad affrontarla portandoli a conoscenza delle proprie potenzialità e portandoli a trovare motivazioni interne all’apprendimento e all’applicazione di metodi e tecniche più efficienti di quelli finora proposti. Inoltre c’è bisogno di istituzioni politiche che possano essere riconosciute da tutti per potersi giustificare prescindendo dalle morali e dalle visioni del mondo che sono spesso in conflitto: e questo può farlo un liberalismo che sia solo politico, cioè che non si basi su presupposti teorici e morali controversi. Su queste basi si può costruire un terreno di convivenza stabile ed equa tra gli individui che si riconoscono in dottrine opposte sì, ma ragionevoli, cioè disposte a cooperare in un quadro di pluralismo. Se non si cerca un punto di incontro ne risulta una convivenza tra diversi che tali vogliono restare. Quindi bisogna anche nutrire una fiducia maggiore nel confronto: la buona convivenza non si ottiene solo astraendo dai punti controversi, ma anche mettendo in gioco le diversità. Non è detto che esse debbano restare rigide e chiuse in se stesse: attraverso le interazioni e il dialogo anche le concezioni opposte possono forse mutare, fluidificarsi, influenzarsi reciprocamente.

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