Tortura

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

tema svolto

Traccia:

“Una crudeltà consacrata dall’uso nella maggior parte delle nazioni è la tortura del reo mentre si forma il processo, o per constringerlo a confessare un delitto, o per le contradizioni nelle quali incorre, o per la scoperta dei complici, o per non so quale metafisica ed incomprensibile purgazione d’infamia, o finalmente per altri delitti di cui potrebbe esser reo, ma dei quali non è accusato.” Commenta questo brano tratto dal libro “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria.

Svolgimento:

Noi siamo convinti che nel nostro mondo ormai le tecniche di tortura non siano più usate. Sappiamo che, nei secoli passati, ad un condannato, per fargli confessare, o per fargli scontare, un reato, venivano inflitte torture tremende, che spesso lo conducevano ad una morte atroce. Visitiamo i musei in cui sono presenti orribili strumenti, usati nel seicento o in altre epoche, inorridiamo al pensiero e torniamo alla nostra vita, sicuri che simili barbarie non ci siano più ai nostri tempi. Ebbene, dobbiamo ricrederci: in Marocco, per esempio, per far confessare un presunto omicida vengono incrociate le palpebre, impedendo la chiusura dell’occhio. In questo modo gli si impedisce di dormire. Dopo poco tempo, l’uomo senza dormire rischia la pazzia. Questo non è un buon metodo per scovare la verità: forse i colpevoli vengono scoperti, ma dobbiamo ammettere che un eventuale innocente impazzisce. Non si tratta, purtroppo, di semplici ipotesi. Un po’ di tempo fa in Marocco un imputato fu assolto dopo un simile trattamento. Ebbene, costui, dopo essere impazzito, continuò a sbattere la testa contro il muro fino a suicidarsi. Questa è giustizia? Già i pensatori illuministi levarono la loro voce contro la tortura. Essi poi, una volta arrivati al potere, concepirono il mezzo della uccisione tramite ghigliottina, proprio per eliminare razionalmente la sensazione di dolore dall’esecuzione di un omicidio. Peccato che, come per altri aspetti, anche qui i nostri pensatori illuministi hanno solo giustificato l’ennesima violenza. Infatti, studi recenti hanno dimostrato che la testa mozzata di un ghigliottinato per un certo periodo di tempo (fino a quando il sangue non defluisce) è cosciente della sua condizione, cioè per alcuni secondi è cosciente di essere una testa mozzata. Comunque, in Iran, per esempio, le torture sono ancora oggi uno strumento in mano all’ordinamento giudiziario. E questo, purtroppo, accade ancora in molti altri paesi dell’Africa e dell’Asia. La lotta contro la tortura, quindi, è ancora lunga. Almeno, cerchiamo di non vivere più nell’illusione che certe cose nella società del terzo millennio non accadano più.

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: