Un cuore grande

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Un giorno un topolino decise di fare una passeggiata insieme alla sua mamma, ma ad un certo punto si accorse di essersi perso; girò, cercò, si affannò per ritrovare la strada di casa, ma senza riuscirci. Quando venne la sera, il topolino cominciò ad essere seriamente preoccupato, finche vide in lontananza una casa e decise di avvicinarsi. In quella casa viveva un grande Signore che non appena vide il topolino impaurito, infreddolito e piangente lo invitò ad entrare. — Puoi rimanere qui se vuoi — disse il Signore, – Ti ringrazio — disse il topolino — mi siederò accanto al fuoco e mi riposerò. Dopo un po’ di tempo il topolino cominciò a riprendere forza e pensò: “resterò in questa casa perche mi trovo proprio bene, anche se sono un poi triste perché non ci sono i miei amici” — e mentre pensava queste cose si addormentò profondamente.
II mattino seguente al suo risveglio si sentiva proprio rinvigorito, quando ad un certo punto vide in un angolo della casa un gatto grosso e minaccioso ed ebbe paura, cosi corse dal Signore e gli disse: – Signore io mi trovo proprio bene qui con te, ma quel gatto laggiù mi impaurisce”. “Vuoi che ti trasformi in un gatto?” – chiese il Signore. “Certo!!” disse il topolino – cosi non avrò pia paura. Il topolino trasformato in un bel gattone decise di uscire in giardino a giocare, ma mentre si divertiva a rotolarsi al sole si accorse che un cane grosso e grasso lo stava osservando con fare poco amichevole; in men che non si dica il gatto corse dal Signore e supplicò – ti prego, trasformami in un cane cosi potrò continuare a giocate senza avere paura di quel brutto cagnaccio laggiù. “Molto bene” – disse il Signore — e lo trasformò in un bel mastino grosso che in un batter d’occhio fece fuggire I’altro cane. II mastino continuò cosi a giocare indisturbato, abbaiando e facendo fuggire tutti i piccoli animali che gli capitava di incontrare nel giardino; il nostro amico si stava divertendo proprio un sacco quando improvvisamente da dietro una siepe spuntò una tigre grande e minacciosa, con gli artigli pronti ad azzannare il povero cane impaurito. “Presto” – pensò il nostro amico cane — “devo correre ancora dal Signore e domandargli aiuto”. Così il Signore trasformò il cane in una tigre di quelle grosse e maestose, una di quelle tigri che ti fanno paura solo a immaginarle, e così il nostro amico, sprezzante di ogni pericolo, forte del suo aspetto feroce e dominante, continuò a giocare tutto il giorno senza più preoccuparsi di aver paura, anzi facendo scappare tutti quegli animali che trovandosi nelle vicinanze volevano giocare con lui. Quando venne sera, la tigre, stanca e soddisfatta della giornata, fece rientro alla casa del Signore: aprì la porta e si accovacciò vicino al fuoco del camino, quando si accorse che in un angolo della stanza c’era ancora il gatto che le aveva fatto paura la mattina ed ebbe nuovamente paura … “Com’è possibile!?!” — si chiese la tigre- “io che sono una tigre, grossa e feroce, la più temuta da tutti, come posso avere paura di un minuscolo gattino?.”
Le disse il Signore Mio caro amico
“Tu hai paura perche il tuo cuore è ancora quello del topolino” – tornò a spiegare il Signore — “Come vedi, non serve diventare grandi e grossi esteriormente, quello che è veramente importante è che diventi GRANDE il nostro cuore.”
Favola di don Savino Gaudio, che lui raccontava ai bambini del catechismo.

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