Valutazione dei docenti tra merito ed Alzheimer – di Elio Fragassi

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In questi giorni da più parti, intorno a diverse sfaccettature e con differenti puntualizzazioni si riparla, insistentemente e per l’ennesima volta, del “merito” anche tra il corpo docente.
Da qualche parte ho sentito e letto che il lavoro del docente non essendo misurabile, quindi valutabile, non può essere ricompreso tra i lavori ricompensabili con il “merito”.

Ebbene io penso che la ricchezza, e . . . in modo particolare quella culturale e dell’intelletto, si alimenta e cresce proprio riconoscendo e coltivando le diversità e non sopravvivendo in una squallida ed insignificante omogeneità che la fa prima avvizzire e poi morire.

                    Poiché non c’è più sordo di chi non vuol sentire e cieco di chi non vuol vedere, mi piace riportare alla luce una “Provocazione d’inizio d’anno: valuta il tuo insegnante”, del prof. Pino Papa, di cui mi feci una copia, che trovai, una quindicina d’anni fa, sfogliando una rivista (mi pare “Nuova Secondaria”) poggiata nell’aula degli insegnanti.
                    La provocazione elencava i seguenti punti riferibili tutti ad una eventuale valutazione dell’insegnante, e, non mi pare cosa da poco.
1)  E’ puntuale.
2)  Si assenta durante l’anno.
3)  Mostra passione per il suo lavoro.
4) Tratta con competenza la sua materia.
5)  Utilizza strumenti didattici diversificati.
6)  Sa essere chiaro e comunicativo.
7)  Fa collegamenti con altre materie.
8)  Si riallaccia alle lezioni precedenti.
9)  Sa essere chiaro e comunicativo.
10) Anticipa, a fine lezione, quella successiva. 
11) Vi fa partecipare alla scelta di qualche argomento. 
12)Tratta argomenti anche non disciplinari “sentiti” dagli allievi.   
13) Sa coinvolgere nelle lezioni.  
14) Ha senso dell’umorismo. 
15) Perde tempo durante le lezioni.
16) Rispiega a richiesta un argomento.
17) Vi fa fare delle brevi pause durante le lezioni. 
18) Effettua un numero adeguato di verifiche a quadrimestre. 
19) Distanzia i compiti con regolarità.
20) Porta a revisionare i compiti con regolarità. 
21) Rende noti i criteri di valutazione ed i voti attribuiti alle verifiche.
22) E’ giusto nell’attribuzione dei voti.
23) Dà a tutti le stesse possibilità.
24) Assegna compiti a casa. 
25) Fornisce consigli per studiare meglio. 
26) Elogia giustamente chi lo merita. 
27) Sa essere severo, se necessario.
28) Favorisce le discussioni.
29) Accetta opinioni diverse dalle sue. 
30) Ammette, se capita, di aver sbagliato. 
31) Stimola il senso dell’autonomia nel formulare giudizi o nei comportamenti.
32) Stimola il senso di responsabilità. 
33) Stimola il senso critico. 
34) Stimola la creatività. 
35) Tratta gli allievi con cordialità. 
36) E’ sincero quando parla agli allievi.
37) Incute timore, specie durante le verifiche. 
38) Ridicolizza chi è impreparato. 
39) Sa sdrammatizzare le situazioni. 
40) Capisce le esigenze e i problemi degli allievi.
41) E’ disponibile ad ascoltare problemi personali e famigliari.
42) Sollecita attività in collaborazione con altre classi.
43) Si adopera per accrescere l’unità della classe. 
44) Chiede se siete soddisfatti del suo insegnamento. 
45) Fuma in classe.  
                    Nel frattempo sono caduti governi, sono passati ministri, sono cambiati ministeri, sono stati consumati fiumi d’inchiostro e boschi di carta per discutere nel merito del “merito” ma nulla è successo e . . . nulla accadrà perché il “merito” differenzia ed arricchisce mentre “l’anzianità” porta all’Alzheimer.
Elio Fragassi
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