Viaggio notturno nella letteratura italiana ep.14 (20/06/2020)

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Cristianesimo religione di stato

La legislazione imperiale e la deliberazioni interne alla Chiesa (concili e sinodi) cercarono, in modo sempre più consapevole e, talora, preoccupato, di definire e regolamentare le questioni giuridiche e attinenti alle proprietà degli edifici di culto e dei beni immobili e mobili da questi dipendenti e che, attraverso donazioni, lasciti e acquisizioni andavano a formare insiemi patrimoniali di proporzioni sempre più cospicue.
Il IV e il V secolo rappresentano pertanto la fase espansiva e pervasiva – nei vari ambiti sociali e istituzionali – del cristianesimo. Il progressivo affermarsi della nuova sede sino al punto – sullo scorcio del IV secolo – di vedersi trasformata in religione ufficiale dell’Impero, ha fissato l’immagine di un Imperium Romanum Christianum che, mondato dalle “nefandezze” del passato pagano, potesse presentarsi come modello terreno – con alla testa l’imperatore – della perfezione del Regno dei Cieli. Questo modello ha profondamente informato di sé la cultura europea dei secoli successivi, che ha guardato al mondo di Costantino e Teodosio come all’epoca della materializzazione del sogno di un’ecumène imperiale cristiana, e ciò spiega il ritardo con cui la Chiesa stessa ha maturato la consapevolezza del prezzo che era chiamata a pagare, in termini di autonomia, in cambio dei privilegi di cui godeva.

Audio Lezioni di Storia Romana del prof. Gaudio

Ascolta “Storia Romana” su Spreaker.

 

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