Viaggio notturno nella letteratura italiana ep.22 (01/07/2020)

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La periodizzazione Alto-medioevo Basso-medioevo che abbiamo così descritto esercita ancora oggi una forte suggestione, e di fatto, anche allo stato presente delimita molto frequentemente – separandole tra loro . le diverse aree di ricerca. E ciò anche in conseguenza di un oggettivo mutare delle condizioni in cui, sotto il profilo sia qualitativo che quantitativo, si rinvengono le fonti a disposizione per la conduzione della ricerca stessa. Per l’ambito italiano, il fenomeno è stato posto recentemente in chiara luce da una panoramica generale sulle fonti di cui disponiamo: le scritture, di carattere sia narrativo che documentario, dimorano essenzialmente presso la Chiesa sino a tutto il secolo XI, per cui, ad esempio, “nella pratica della ricerca locale e territoriale, questo vuol dire che non vi è speranza di individuare un filone documentario di una certa consistenza, anteriore al XII secolo, se lo spazio che interessa non fu inserito nello spazio di interessi di una chiesa importante o di un monastero”. E, inoltre, estremamente ridotta si presenta la possibilità di usufruire di vere e proprie sere documentario anteriormente al X secolo, il che obbliga, il più delle volte, la ricerca a far dipendere le proprie conclusioni da informazioni frammentarie. Questa è la ragione per cui, per quanto concerne il periodo anteriore al secolo XIII, la metodologia di ricerca si differenzia per caratteristiche strutturali da quella in uso per i secoli successivi.
Laddove per i secoli finali del Medioevo le risposte alle nuove prospettiva d’indagine dipendono frequentemente dai tempi richiesti per il censimento e l’elaborazione dei dati racchiusi in fondi documentari di proporzioni ragguardevoli, per il periodo anteriore la risoluzione del medesimo problema sta soprattutto nelle capacità di adire contemporaneamente a fonti di origine e natura assai diverse e di farle dialogare tra loro. Esempio eloquente, in questo senso, è quello del rapporto che va instaurandosi tra la ricerca condotta sulle fonti scritte e quella che raccoglie i propri dati a partire dai diversi tipo di fonti archeologiche (cultura materiale, archeologia ambientale, archeologia del paesaggio, antropometria, paleontologia, ecc); ovvero, tra queste due e la ricerca condotta in ambiti disciplinari tradizionalmente considerati “ausiliari” della storia, e invece dotati ormai di propri e consolidati percorsi metodologici (ad esempio la numismatica o l’epigrafia e, soprattutto, la paleografia e la diplomatica).

Audio Lezioni di Storia medievale del prof. Gaudio

Ascolta “Storia medievale” su Spreaker.

 

 

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