Voce guida

CORPUS  DOMINI

LETTURE, PREGHIERE E CANTI

PER LA PROCESSIONE EUCARISTICA

 

Servizio a Pastorale Liturgica

Sussidio ad uso dei fedeli per la Processione Eucaristica

del Corpus domini

Con te, Gesù,

sulla tua parola

 

O bone Jesu,

miserere nobis,

quia tu creasti nos,

tu redemisti nos

sanguine tuo

preziosissimo.

 

O Gesù buono,

abbi pietà di noi,

perché tu ci hai creato,

ci hai redento

con tuo sangue preziosissimo.

 

 

 

 

La fede cristiana è l’esperienza sempre viva di Gesù vivo, di Gesù risorto che vive con noi, come ieri con i suoi discepoli e con le folle che lo seguivano.

La processione, che stiamo vivendo, è ancora Gesù che cammina con noi, come ieri a Nazaret, a Cana, a Cafarnao, al pozzo di Samaria, al lago di Galilea, a Gerusalemme E ancora Gesù che offre quel pane che è il suo corpo crocifisso e risorto; e noi lo accompagniamo nelle nostre strade, nel centro della nostra città. Vogliamo ancora ascoltare la sua parola, partecipare al suo banchetto, rivederlo nei gesti di chi per suo comando ripete ciò che lui ha fatto; e vogliamo ringraziarlo per il dono che da quell’ultima cena raggiunge tutti noi, questa sera. Il nostro ringraziamento si incarna nelle parole e nella presenza del nostro Arcivescovo, che rilegge la storia misteriosa e feconda del suo servizio pastorale tra noi: ci si aprono davanti strade nuove, illuminate dall’esperienza di ieri per il cammino che ci attende. 

 

 

 

CANTO

JUBILATE  DEO

 

 

I

IL  GRANDE  STUPORE

 

 

 

La processione è una festa: un omaggio a Gesù e un dono che egli fa a noi, camminando con noi sulle nostre strade, accanto ai luoghi del nostro vivere quotidiano. Vogliamo anche sperare di riaccendere la memoria viva di lui per quelli che ci vedranno passare e sentiranno i nostri canti e le nostre preghiere, le nostre parole: semplici espressioni della nostra certezza, della gioiosa avventura del nostro seguire Gesù.

 

 

Lettore

dal Vangelo di Luca ( 5, 1-5)

 

Un giorno, mentre Gesù stava presso il lago di Genesaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la sua parola, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Gesù salì sulla barca che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare la folla dalla barca. Quando ebbe finito, disse a Simone: Prendi il largo e cala le reti per la pesca”. Simone rispose: Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla. Ma, sulla tua parola, getterò le reti””.

 

Intercessioni

 

L. Tu cammini con noi, Gesù: entri nella nostra quotidiana esperienza di successi e insuccessi, conosci il nostro animo dubbioso e incerto; eppure continui a restare con noi e a proporci scelte importanti.

 

T. Cammina con noi, Gesù!

 

L.  Tu cammini con noi, Gesù: vedi che facilmente noi accusiamo gli altri invece di riconoscere la nostra pigrizia, le nostre parole vuote, mentre cresce il bisogno di te e del tuo amore infinito.

 

T. Cammina con noi, Gesù!

 

L.  Tu cammini con noi, Gesù:  nel ministero del nostro Arcivescovo hai illuminato la nostra diocesi con la tua parola riscoperta, studiata e meditata, e hai interessato a te chi sembrava indifferente e lontano.

 

T. Cammina con noi, Gesù!

 

L. Tu cammini con noi, Gesù:  anche noi hai chiamato a gesti e a scelte coraggiose, che diventano possibili se ci fidiamo di te e ci affidiamo alla tua parola. Così portiamo nel mondo segni credibili della tua salvezza.

 

T. Cammina con noi, Gesù!

 

 

CANTO

IL TUO POPOLO IN CAMMINO    

 

LArcivescovo ci invita a fare la nostra confessio laudis”, cioè a lodare e ringraziare il Signore dei tanti e grandi doni ricevuti. E un modo per leggere la presenza di Dio, il suo aiuto, il soffio del suo Spirito nel nostro cammino quotidiano, e per saper cogliere il mistero del suo amore che suggerisce, sostiene e feconda il nostro impegno cristiano.

 

  Lettore

Dalla lettera: Sulla tua parola”

 

Mio Signore e mio Dio, ti benedico per i credenti antichi e nuovi che hanno ascoltato la tua parola insieme con me e attraverso il mio umile ministero. Ti lodo per la terra buona dove è caduto il seme del Vangelo producendo il trenta, il sessanta, il cento. Ti rendo grazie per quel tanto di luce che di volta in volta hai voluto concederci perché procedessimo nell’umiltà e nella verità, nella consolazione spirituale e nella speranza. Ti benedico per il cammino di dialogo e di amicizia, di reciproco arricchimento e di crescita nella luce e nella verità, per i frutti cresciuti anche in terra arida Vorrei che molti si unissero a questi atteggiamenti di lode semplice e sincera. Abbiamo infatti tutti bisogno di crescere nello spirito eucaristico, cioè nell’atteggiamento di ringraziamento e di lode per i doni ricevuti. E cosa buona e giusta renderti grazie qui e in ogni luogo “: così cantiamo nel Prefazio di ogni Eucaristia, ma troppo spesso solo una piccola parte del nostro cuore ringrazia davvero”.

    Inrtercessioni  

L. Ti ringraziamo, Signore: hai moltiplicato le nostre forze, hai acceso in noi il fuoco del tuo amore e vuoi che esso divampi in tutto il mondo anche attraverso la nostra partecipazione.

 

T. Ti ringraziamo Signore!

 

L. Ti ringraziamo, Signore: hai destato in noi il bisogno della tua parola, il gusto di mettersi alla tua scuola nella lettura e meditazione della Bibbia, per conoscere e seguire il tuo insegnamento.

 

T. Ti ringraziamo Signore!

 

L. Ti ringraziamo, Signore:  hai suscitato persone e gruppi illuminati dal tuo spirito, per interpellare anche gli indifferenti e coloro che si definiscono ‘non credenti.

 

T. Ti ringraziamo Signore!

 

L. Ti ringraziamo, Signore:  hai ispirato al nostro Vescovo forti richiami di spiritualità: la dimensione contemplativa della vita, il primato della Parola, il farsi prossimo Così ci hai educato a una fede più viva che si incarna nella concretezza di ogni giorno.

 

T. Ti ringraziamo Signore!

 

 

Preghiamo.

 

Signore Gesù, noi ti ringraziamo. Mentre tu cammini con noi questa sera, ti sentiamo vicino e partecipe delle nostre vicende. Ti ringraziamo per quello che hai operato in questi anni, accompagnando e ispirando l’azione del nostro Arcivescovo. Rendici sempre più attenti ai gesti del tuo amore, perché le nostre celebrazioni eucaristiche siano espressioni di gratitudine gioiosa e ci impegnino a una generosa coerenza. Lo chiediamo a te che vivi con noi per sempre.

T. Amen.

 

 

CANTO

CANTATE AL SIGNORE UN CANTO NUOVO

 

 

più questa strofa:

 

Acclamate a Dio da tutta la terra,

cantate alla gloria del suo nome.

Date a lui splendida lode;

dite a Dio: Sono stupende le tue opere!”

 

 

II

LA  FATICA  DELLA  NOTTE

 

 

 

La dichiarazione di Pietro, con cui vorrebbe dare più valore alla propria esperienza di pescatore che non alla parola di Gesù, ci mette di fronte al nostro comportamento: rivela la nostra presunzione di saperci guidare da soli, di sentirci sicuri di noi stessi, delle nostre scelte e del nostro modo di realizzare la nostra personalità. Molte volte, i discepoli di Gesù si fermano alla piccolezza delle loro vedute e delle loro possibilità, dubitando dell’invito fatto loro: Pietro, dopo un primo slancio di fiducia, si lascia vincere dalla paura e affonda nelle acque del lago.

 

Lettore

Dal Vangelo di Matteo (14,24-33)

 

Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, e congedata la folla salì sul monte, solo, a pregare. La barca era agitata dalle onde a causa del vento contrario. Verso la fine della notte, Gesù venne verso di loro camminando sul mare.

I discepoli, al vederlo camminare sul mare, furono turbati pensando che fosse un fantasma, e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: Coraggio, sono io, non abbiate paura!”.  Pietro gli disse: Signore, se sei tu, comanda che io venga a te sulle acque”. Ed egli disse: Vieni!”. Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento si impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: Signore, salvami!”. E subito Gesù stese la mano e lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede: perché hai dubitato?””.

 

 

Intercessioni  

L. Signore, tu hai grandi progetti su di noi, e vuoi farci vivere la nostra dignità di tuoi figli. Noi però siamo gelosi delle nostre piccole misure e ci chiudiamo in noi stessi per paura di perderci.

  T. Liberaci dalle nostre paure!  

L. Signore, tu hai nascosto nel nostro cuore desideri e sogni grandi e difficili; ci apri orizzonti senza limiti e ci inviti a scelte coraggiose, fidandoci di te e del tuo aiuto. Noi però abbiamo paura e rifiutiamo.

 

T. Liberaci dalle nostre paure!

 

L. Signore, tu sei presente nel mondo per operare ancora i tuoi miracoli e guarire le debolezze delle tue creature: noi però spesso non vogliamo prendere il largo” e preferiamo il nostro piccolo porto, invece di gettarci nell’avventura del tuo amore.

 

T. Liberaci dalle nostre paure!

 

L. Signore, tu ci inviti a migliorare sempre: noi però ci lasciamo vincere dalla fretta e dalla stanchezza, accontentandoci del nostro solito ritmo. Sarebbe così bello, invece, lasciarci condurre da te e realizzare il tuo progetto su di noi!

 

T. Liberaci dalle nostre paure!

 

 

 

CANTO

NULLA CON TE MI MANCHERA

 

 

 

 

LArcivescovo ci invita alla confessio vitae”, ed esamina il suo sevizio episcopale svolto negli anni della sua permanenza tra noi. Il suo sguardo su di sé e sulla diocesi è molto chiaro e coraggioso, senza nascondersi nulla di quanto e come è stato fatto o è mancato. Lasciamoci guidare dalla sua riflessione per giudicare la nostra condotta, il modo di realizzare la nostra vocazione cristiana: il compito di testimoni di Gesù, di gestori e trasmettitori del suo dono. Vedremo così tante lacune da colmare e tante mancanze da correggere. Anche noi siamo chiamati a chiedere perdono.

 

 

Lettore

Dalla Lettera: Sulla tua parola”

 

Mi pare di avere compreso che il Signore ci mette in posizioni di responsabilità, anche perché sperimentiamo ripetutamente che per quanto ci riguarda noi siamo immensamente fragili, poveri, inadeguati. Pesano su di noi non solo le mancanze e i peccati personali, ma anche le omissioni di fronte a molte cose che urgono e ci fanno chiedere se non stiamo tradendo il mandato di Gesù. Non ci lasciamo forse ingannare dalla routine, dalla pigrizia, da un vano timore, dall’amore dei nostri comodi, dallo spirito mondano?”.

 

 

Intercessioni

 

L. Chiedere perdono è difficile e può sembrare talvolta una fuga delle nostre responsabilità: ma non possiamo non riconoscere i nostri torti e le nostre mancanze.

 

T. Ti chiediamo perdono, Signore!

 

L. Abbiamo ripetuto parole e azioni senza farle nascere dal profondo del cuore e della mente: abbiamo offerto non un banchetto divino ma cibi freddi e scipiti.

 

T. Ti chiediamo perdono, Signore!

 

L. Ci siamo fermati al rapporto con i  più fedeli: ci siamo accontentati di mantenere il privilegio di pochi, senza vedere l’urgenza di un mondo troppo lontano dal Vangelo.

 

T. Ti chiediamo perdono, Signore!

 

L. Di fronte alla città e al territorio immersi nell’ingiustizia e nella violenza, nella menzogna e nello sfruttamento del più debole, abbiamo fatto troppo poco: non siamo riusciti  nemmeno a opporci alla mentalità generale.

 

T. Ti chiediamo perdono, Signore!

 

 

Preghiamo.

 

Perdona, Signore, se non ci fidiamo di te e vogliamo arrangiarci da soli seguendo le nostre idee e i nostri progetti. Riconosciamo che tu ci offri proposte molto più grandi e ci inviti a scelte coraggiose, aumentando le nostre possibilità umane. Liberaci dalle nostre paure, perché possiamo lasciare spazio aperto alla tua infinita potenza e diventare operatori instancabili del tuo progetto di salvezza per tutti. Lo chiediamo a te che già sei con noi, e lo sarai per sempre.

T. Amen.

 

 

CANTO

CON AMORE INFINITO

 

III

SULLA  TUA  PAROLA

 

 

 

Voce guida

 

Le perplessità di Pietro durano poco: si fida del Maestro, ricorda l’efficacia delle sue parole che altre volte hanno operato le cose più impossibili, e vince la sua paura. Se Gesù ha chiesto di gettare le reti, anche se va contro le abitudini secolari del suo mestiere di pescatore, Pietro obbedisce. Subito si accorge che Gesù ha ragione, e quello che lui ha promesso, avviene. Le reti si riempiono di pesci. Anche la nostra processione, questa sera, dice la fede alla parola di Gesù che si fa presente nei segni del pane, come nell’ultima sua sera mortale nella cena pasquale con i discepoli. Siamo sicuri che Gesù vince la nostra freddezza e vuole destare la curiosità di quanti incrociano per caso il nostro percorso processionale: a tutti egli offre il suo dono totale. Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio corpo!”.

 

 

Lettore

Dal Vangelo di Luca (5,6 –11)

 

 

Sulla tua parola getterò le reti. E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci, così che le reti si rompevano. Allora, fecero segno ai compagni perché venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù dicendo: Signore, allontanati da me che sono un peccatore”. Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto. Così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: Non temere: dora in poi sarai pescatore duomini”. Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono”.

 

Intercessioni

 

L. Gesù, è grande il tuo dono! Non solo vuoi premiare il gesto di Pietro che si fida di te, ma lo chiami a un compito più grande: lo rendi pescatore di uomini”, capace cioè di cogliere il vero senso e il valore di ogni uomo.

 

T. Rendici coraggiosi nella nostra fede!

 

L. Gesù, noi siamo peccatori, e il nostro compito è più grande delle nostre forze. Abbiamo bisogno che altri ci aiutino a sviluppare il tuo progetto di amore per tutta l’umanità. Liberaci da ogni chiusura!

 

T. Rendici coraggiosi nella nostra fede!

 

L. Gesù, noi ci accontentiamo di una fede passiva, mentre ci sono persone che seguendo te hanno trasformato l’umanità rendendola più vicina al tuo progetto. Da anche a noi il coraggio di fidarci pienamente di te.

 

T. Rendici coraggiosi nella nostra fede!

 

L. Gesù, pastore delle nostre anime, ora si apre a noi, alla Chiesa milanese, un nuovo periodo. Mantieni in noi quanto hai operato negli anni dellepiscopato del nostro vescovo Carlo Maria, aiutaci ad essere cristiani e collaboratori fedeli di chi tu sceglierai come nuovo nostro pastore.

 

T. Rendici coraggiosi nella nostra fede!

 

 

CANTO

PADRE SANTO CUSTODISCICI NEL TUO AMORE

 

 

Voce guida

 

LArcivescovo ci invita alla confessio fidei”, a guardare al nostro futuro fondandoci sulla presenza e sull’azione di Gesù, sul suo invito a superare le nostre paure e le nostre debolezze. Davanti a noi si apre un nuovo tempo di vita diocesana, sotto la guida di un nuovo pastore che la bontà di Dio ci offrirà.

Quanto abbiamo pensato e fatto, goduto e sofferto in questi anni passati, ci conforta, garantendo una continuità coerente e luminosa per noi, in spirito di accoglienza, comprensione e fratellanza per coloro che vedono e ascoltano il nostro messaggio di fede.

 

 

Lettore

Dalla Lettera Sulla tua parola”.

 

Sulla tua parola noi getteremo di nuovo le reti! Le getteremo, Signore, come abbiamo fatto in questi anni, nella consolazione e nel tempo della difficoltà, nel buio della notte, ai primi bagliori dell’alba, sotto l’ardore del sole al meriggio So che non ci lascerai mai soli perché secondo la tua promessa, tu sei con noi tutti i giorni sino alla fine dei tempi Io spero in te e so che non mancherà al tuo popolo l’aiuto della tua provvidenza fedele. Ti chiedo abbondanza di vocazioni sacerdotali e religiose, e il dono di battezzati sempre più innamorati della tua sequela. Risveglia, ti prego, specialmente nei giovani la ricerca del tuo volto, e fa che essa non sia mai ostacolata dalla pesantezza della controtestimonianza, e venga aiutata dalla fede viva irradiante e contagiosa di tutti.

 

 

Intercessioni

 

L. Tu moltiplichi i nostri sforzi e ricompensi la nostra fiducia: anche quando passiamo momenti di buio  e di solitudine, tu non lasci mancare i segni della tua presenza.

 

T. Sulla tua parola getteremo le nostre reti!

 

L. Sulla tua parola getteremo le nostre reti, nel tessuto quotidiano di gesti, parole e scelte sempre più rispondenti al tuo vangelo, vissuto nel divenire della storia.

T. Sulla tua parola getteremo le nostre reti!

 

 

L. Sulla tua parola getteremo le nostre reti, raccogliendo persone, gruppi, movimenti, proposte e desideri da te suscitati in chi ti cerca con cuore sincero.

 

 

T. Sulla tua parola getteremo le nostre reti!

 

 

L. Sulla tua parola getteremo le nostre reti nel mare aperto, guidati dal nuovo pastore che tu ci darai. Difficoltà e ostacoli non oscureranno la gioia di essere la Chiesa di domani per il bene di tutti.

 

T. Sulla tua parola getteremo le nostre reti!

 

 

Preghiamo.

 

Signore Gesù, sulla tua parola getteremo le nostre reti nel mare aperto della tua Chiesa, da dove ci darai il nuovo vescovo. Illuminalo e riempilo del tuo Spirito, perché sia pastore secondo il tuo cuore e padre di questo nostro mondo inquieto e confuso. Rendici collaboratori docili, instancabili e leali, perché la Chiesa milanese riveli la santità e la verità di te che sei il Signore, il Maestro, il Salvatore. Lo chiediamo a te che sei con noi e rimani con noi fino alla fine dei tempi.

T. Amen.

 

 

CANTO

PIETRO. VAI: FIDATI DI ME

 

 

Voce guida

 

La processione sta terminando. In questo cammino Gesù ha ripetuto a ciascuno di noi l’invito a gettare le reti, a impegnarci con più coraggio e decisione, a ritrovare lo slancio di una fede generosa e feconda. Ci ha invitato a ritrovare il gusto della preghiera, a impostare la vita su quei valori evangelici oggi oscurati e negati, ad allargare  il suo regno di giustizia, di perdono e di pace.

Abbiamo ripetuto il medesimo percorso del febbraio 1980, con cui lArcivescovo Carlo Maria Martini iniziava il suo servizio episcopale nella nostra diocesi. Preghiamo insieme con le sue parole.

   O Gesù, tu sei il pane della vita e della verità: donaci di rimanere con te sempre, come tu rimani sempre con noi. Vieni e vivi con noi che ci nutriamo di te, strappa da noi le radici di peccato che ci allontanano da te. Apri Gesù, il nostro cuore alla carità, all’accoglienza, al perdono.  Rendici capaci di amare, di donarci, di servire, come tu ci ami, ti doni e ci servi. Aprici gli orizzonti di una carità che cerca il dialogo con tutti gli uomini e le donne di buona volontà; spingici a impegnarci responsabilmente per costruire una società, dove coloro che si sentono una cosa sola con Cristo si adoperino, anche a costo della vita, per vincere la violenza con la pace, l’ingiustizia con la giustizia, la sopraffazione con la libertà.

Fa, o Signore, che in questa Eucaristia che abbiamo celebrato, tutti noi ci abbandoniamo completamente a te, e l’umanità tutta sia attratta nel vortice del tuo amore infinito e della tua gloria” .

 

CANTO

INNO DEL GIUBILEO

Professione di fede

 

Omelia

 

 

AVE  VERUM  CORPUS

 

Ave, verum Corpus,

natum de Maria Virgine:

vere passum, immolatum

in cruce pro homine.

Cuius latus perforatum

fluxit aqua et sanguine:

Esto nobis praegustatum

mortis in examine.

O Iesu dulcis! O Iesu pie!

O Iesu fili Mariae.

 

Ave, vero Corpo,

nato da Maria Vergine:

immolato sulla Croce

per le nostre anime.

Dal costato perforato

acqua e sangue sgorgano.

Tu sia il cibo pregustato

nell’istante ultimo.

O Gesù dolce! O Gesù pio!

O Gesù, Figlio di Maria.