Zefiro torna, e ‘l bel tempo rimena

di Francesco Petrarca

Analisi del testo, del prof. Luca Manzoni

Francesco Petrarca, Zefiro torna, e ‘l bel tempo rimena, Il Canzoniere, CCCX

Zefiro torna, e ‘l bel tempo rimena,
e i fiori e l’erbe, sua dolce famiglia,
et garrir Progne et pianger Filomena,
e primavera candida e vermiglia.

Ridono i prati, e ‘l ciel si rasserena;
Giove s’allegra di mirar sua figlia;
l’aria e l’acqua e la terra è d’amor piena;
ogni animal d’amar si riconsiglia.

Ma per me, lasso, tornano i più gravi
sospiri, che del cor profondo tragge
quella ch’al ciel se ne portò le chiavi;

e cantar augelletti, e fiorir piagge,
e ‘n belle donne oneste atti soavi
sono un deserto, e fere aspre e selvagge.

1. Comprensione complessiva

Riassumi in un testo di non più di 5 righe il contenuto del sonetto (databile probabilmente al 1352, in celebrazione dell’anniversario dell’incontro con Laura avvenuto nella primavera, precisamente il 6 aprile del 1327).

2. Analisi del testo e interpretazione

2. 1 Qual è l’antitesi di base su cui è costruito il sonetto? Come è ottenuta dal punto di vista strutturale, lessicale, sintattico e retorico?

2. 2 Quali motivi letterari (classici, provenzali ) sono riconoscibili nel sonetto? Qual è la loro funzione poetica a tuo parere?

2.3 Come potresti definire la condizione psicologica del poeta?

3. Approfondimento

Opera un confronto tra questo sonetto e la canzone Ne la stagion che ‘l ciel rapido inchina che presenta unanaloga struttura tematica.

Audio Lezioni su Francesco Petrarca del prof. Gaudio

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