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I personaggi nell’opera Il paradiso perduto di John Milton

Nonostante la grande mole dell’opera, si può dire che la narrazione ruota attorno a tre personaggi principali: Adamo, Eva e Satana. A questi tre personaggi ruotano poi dei comprimari –più o meno “illustri”- quali i vari demoni e angeli, tutti più o meno delineati, per non parlare di Dio in persona e del Figlio –conosciuto poi come Gesù -.

 

Adamo

            Adamo è presentato assai diversamente, in questo poema, rispetto alla Bibbia. I personaggi umani – Adamo ed Eva – biblici sono, infatti, personaggi passivi, in balia del Bene e del Male, incapaci d’azioni proprie e responsabili.

L’Adamo miltoniano invece interagisce, parla, esprime le proprie intenzioni, ma soprattutto decide consciamente e si rammarica per il proprio fallo.

In Genesi 2,18 è scritto: E il Signore Dio disse:- Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che sia simile….

Nell’ ottavo libro di Paradiso Perduto invece: …Quale felicità  veramente / c’è nella solitudine? Chi può godere da solo, ovverosia / come trovare la felicità nel godere di ogni cosa?

Nel secondo brano è Adamo stesso che parla, non Dio come nel testo della Bibbia: Adamo è un essere autonomo e pensante.

 

Nuovamente in contrasto con la Bibbia, Milton descrive fisicamente sia Adamo che Eva. Ecco la rappresentazione di Adamo ai versi 300-303 del quarto libro: La fronte spaziosa e piacevole, / l’occhio sublime di lui dichiaravano un ruolo / d’assoluto governo; e capelli ricciuti / scuri come il giacinto scendevano in ciocche divise / dopo avergli recinto la fronte, ma non al di sotto / delle solide spalle.

Adamo è un uomo bello ( fronte spaziosa e piacevole, occhio sublime) e forte (solide spalle), riecheggiante i modelli degli dei greci: capelli ricci, fisico muscoloso ma sottile e lineamenti regolari, ma Milton forgia l’uomo anche nel carattere: autoritario, ma dolce, ligio all’obbedienza –almeno istintivamente-, senza quei tratti bestiali propri dell’uomo caduto.

L’Adamo di Milton si rode del peccato da lui commesso e invoca più volte che la morte lo raggiunga presto, inconscio del piano che Dio ha per lui e per la sua discendenza ( versi 720-844 del decimo libro).

 

Eva

      Eva è citata nella bibbia come personaggio a sé stante solo nel ruolo di peccatrice e in milton la condizione non è concretamente diversa: Eva viene sempre ritratta sotto la guida dell’uomo e soltanto quando ella è da sola le sue difese vengono astutamente eluse dal Tentatore.

Milton dice di Eva: Lei invece portava / quasi fossero un velo lungo i fianchi snelli / le trecce d’oro disadorne, e sebbene arruffate / ondeggiavano in riccioli ribelli / come la vite che incurva i suoi viticci – e questo / stava a significare soggezione, comunque richiesta / con dolce ritrosia, da lei concessa e da lui ricevuta / con pari gentilezza…

Eva è la creatura più debole delle due, ma anche quella che soffre di più: per la perdita dell’Eden e per la –temporanea- perdita del suo sposo.

 

 

Satana

          Conosciuto in paradiso come Lucifero –portatore di luce-, ma quel suo primo nome non più essere pronunciato dopo la caduta. È il personaggio più controverso e complesso dell’opera, ma anche quello più vicino a genere umano tanto che Milton s’impersonava –a suo rammarico- più con lui che con i nostri progenitori. È un essere ripugnante ed orribile –e questo per contrasto alla sua bellezza angelica-, ma affascinante nella sua eroica energia.

Satana non è solo malvagio, ma è il Male; in lui non c’è possibilità di pentimento, né di pietà, com’è dimostrato nel seguente brano: Me miserevole! Per quale varco potrò mai fuggire / l’ira infinita, e l’infinita disperazione? / Perché dovunque fugga è sempre inferno: sono io l’inferno […] Quindi da lui lontana / l’idea di concedermi la pace, e da me di implorarla […] E se per me tutto il bene è perduto / male sii tu il mio bene…

 

Nel primo e nel secondo libro Satana è descritto come un essere dal corpo mostruosamente grande, martoriato da profonde bruciature e ferite e dalla faccia deformata in cui si vede però la reminescenza di una nobiltà d’altri tempi.

Blue Devil

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