
Come affrontare le domande di inglese del Concorso
11 Novembre 2025
Scuola: valorizzare le qualità individuali
11 Novembre 2025La preparazione a un concorso scolastico non può prescindere da un elemento fondamentale: l’esercitazione pratica.
Studiare la teoria è necessario, ma non sufficiente. È attraverso la simulazione delle prove che si acquisisce quella prontezza operativa che fa la differenza tra chi supera il concorso e chi, pur preparato, non riesce a esprimere il proprio potenziale il giorno dell’esame.
Perché l’esercitazione è così importante
La prova scritta è la prima vera verifica professionale
Come giustamente evidenziato nell’immagine che avete condiviso, esistono prove che valutano non solo la conoscenza teorica, ma soprattutto la capacità di applicazione pratica. La prova scritta è esattamente questo: un test che misura se un candidato sa effettivamente come applicare la normativa, la didattica, la pedagogia a un caso concreto.
Non si tratta di ripetere nozioni apprese a memoria, ma di dimostrare di saper:
- Analizzare una situazione complessa
- Individuare le norme pertinenti
- Proporre soluzioni argomentate
- Esporre in modo chiaro e strutturato
- Gestire il tempo in modo efficace
Tutto questo si impara facendo, non solo leggendo.
Lo scritto prepara anche all’orale
C’è un aspetto spesso sottovalutato: esercitarsi sulla prova scritta aiuta enormemente anche per la prova orale. Perché? Perché scrivere obbliga a:
- Organizzare il pensiero in modo logico
- Trovare le parole giuste per esprimere concetti complessi
- Collegare diverse aree tematiche
- Argomentare con coerenza
Quando poi vi troverete davanti alla commissione, queste competenze emergeranno naturalmente. Avrete già elaborato mentalmente i collegamenti, avrete già strutturato i ragionamenti. Parlerete con maggiore sicurezza perché avrete già “pensato” quei contenuti in profondità.
La strategia della “full immersion”
Preparare le risposte pronte
Il consiglio pratico contenuto nell’immagine è prezioso: fare una full immersion preparatoria che vi permetta di avere “le frasi pronte da scrivere per ciascuno dei 5 quesiti” (o quanti sono previsti nel vostro concorso specifico).
Cosa significa concretamente?
Non si tratta di imparare a memoria risposte preconfezionate da ripetere meccanicamente. Questo sarebbe controproducente e facilmente smascherabile dalla commissione. Si tratta invece di:
1. Identificare le macro-aree tematiche ricorrenti
Analizzando i concorsi precedenti, emergono sempre temi ricorrenti. Per esempio:
- Normativa scolastica (autonomia, inclusione, valutazione)
- Metodologie didattiche innovative
- Tecnologie nella didattica
- Progettazione curricolare
- Gestione della classe
- Relazione educativa
- Valutazione degli apprendimenti
2. Preparare schemi mentali flessibili
Per ciascuna macro-area, costruite uno “scheletro” di risposta che includa:
- I riferimenti normativi essenziali
- I concetti chiave
- La struttura argomentativa tipo
- Esempi applicativi
Questo scheletro poi lo adatterete alla domanda specifica che vi viene posta.
3. Creare un repertorio di frasi e connettivi
Avere pronte alcune formulazioni efficaci vi farà risparmiare tempo prezioso e renderà la vostra esposizione più fluida:
- Per introdurre: “La questione posta richiama il quadro normativo relativo a…”
- Per argomentare: “Tale approccio si giustifica alla luce di…”, “È necessario considerare che…”
- Per collegare: “In connessione con quanto detto…”, “Parallelamente…”, “Ne consegue che…”
- Per concludere: “In sintesi…”, “Sulla base delle considerazioni svolte…”
4. Memorizzare i riferimenti normativi fondamentali
Conoscere a memoria gli articoli chiave delle leggi principali (Costituzione, normativa scolastica fondamentale) vi permette di citarli con precisione, dando autorevolezza e sostanza alle vostre argomentazioni.
Il metodo della simulazione progressiva
Ecco come strutturare concretamente la vostra preparazione pratica:
Fase 1: Studio analitico delle tracce precedenti (2-3 settimane)
Procuratevi tutte le prove scritte dei concorsi passati disponibili. Analizzatele sistematicamente:
- Che cosa viene chiesto esattamente?
- Quali aree tematiche sono toccate?
- Quale livello di approfondimento è richiesto?
- Come sono strutturate le risposte migliori (se disponibili)?
Create una mappatura completa: “Nel concorso X sono uscite 3 domande sulla valutazione, 2 sull’inclusione, 1 sulle metodologie innovative…”
Fase 2: Preparazione delle basi teoriche (4-6 settimane)
Per ciascuna area tematica identificata:
- Studiate la normativa di riferimento
- Approfondite gli aspetti teorici
- Raccogliete esempi pratici
- Preparate lo “scheletro” di risposta
Fase 3: Simulazioni a tempo (ultime 3-4 settimane)
Ora iniziate a scrivere davvero. Prendete una traccia di un concorso precedente e:
- Impostatevi il timer secondo i tempi reali dell’esame
- Scrivete la vostra risposta senza consultare materiali (se non ammessi)
- Finite entro il tempo previsto
- Rileggete e autovalutate
Ripetete questo esercizio più volte possibile. Idealmente, dovreste simulare almeno 10-15 prove complete.
Fase 4: Correzione e miglioramento (parallela alla fase 3)
Dopo ogni simulazione:
- Confrontate la vostra risposta con materiali di riferimento
- Identificate cosa avete omesso o trattato superficialmente
- Notate dove avete perso tempo inutilmente
- Migliorate la struttura e l’esposizione
Se possibile, fatevi correggere da qualcuno competente: un collega che ha già superato il concorso, un formatore, un docente universitario.
Lavorare sui manuali di preparazione
Come scegliere il manuale giusto
Non tutti i manuali sono uguali. Un buon testo di preparazione dovrebbe:
- Essere aggiornato all’ultima normativa
- Contenere simulazioni di prove
- Includere tracce svolte ed esempi di risposte
- Offrire schemi e mappe concettuali
- Presentare batterie di domande per l’autoverifica
Le principali case editrici specializzate (Edises, Simone, Maggioli, La Scuola) pubblicano manuali specifici per i concorsi scolastici, spesso distinti per classe di concorso o per ruolo (docenti/dirigenti).
Come usare efficacemente il manuale
Il manuale non va “letto” passivamente dall’inizio alla fine. Va “lavorato”:
Tecnica dello studio attivo:
- Leggete un capitolo
- Sottolineate i concetti chiave
- Create una mappa concettuale vostra
- Chiudete il libro e provate a riassumere a voce o per iscritto
- Fate gli esercizi proposti
- Tornate sul testo solo per verificare
Tecnica delle domande autogenerate: Mentre studiate, trasformate i contenuti in domande possibili:
- “Potrebbero chiedermi di spiegare…”
- “Potrei dover applicare questo principio a…”
- “Come risponderei se mi chiedessero di confrontare…”
Questo vi mette nella prospettiva dell’esaminatore e vi prepara meglio.
Tecnica del ripasso progressivo: Non studiate tutto una volta sola. Usate la tecnica della ripetizione dilazionata:
- Giorno 1: studio del capitolo
- Giorno 3: ripasso veloce
- Giorno 7: ripasso e simulazione
- Giorno 15: ripasso finale
Questo consolida la memoria a lungo termine.
Integrare più fonti
Non limitatevi a un solo manuale. Confrontate più testi, integrate con:
- Articoli di riviste specializzate (Scuola e Amministrazione, Nuova Secondaria, ecc.)
- Documenti ministeriali ufficiali
- Circolari e note esplicative del MIM
- Sentenze rilevanti dei tribunali amministrativi
- Materiali di convegni e formazioni
Questa pluralità di fonti arricchisce la vostra preparazione e vi dà una visione più completa e sfaccettata.
Le tracce dei concorsi precedenti: una miniera d’oro
Dove trovarle
Le tracce ufficiali dei concorsi passati sono spesso disponibili:
- Sul sito del Ministero dell’Istruzione (sezione concorsi)
- Sui siti degli USR (Uffici Scolastici Regionali)
- Nelle raccolte pubblicate dalle case editrici specializzate
- Sui forum e gruppi di candidati (con cautela sulla veridicità)
Alcune tracce circolano in modo informale tra i candidati. Verificate sempre l’attendibilità della fonte.
Come analizzarle strategicamente
Non limitatevi a “leggere” le tracce passate. Analizzatele con metodo:
1. Analisi quantitativa:
- Quante domande per area tematica?
- Quali argomenti ricorrono con maggiore frequenza?
- C’è un’evoluzione nel tempo dei temi richiesti?
2. Analisi qualitativa:
- Che tipo di ragionamento viene richiesto? (applicativo, valutativo, progettuale…)
- Quanto spazio c’è per l’originalità?
- Quanto conta la precisione normativa rispetto alla creatività didattica?
3. Analisi delle risposte (quando disponibili): Se avete accesso a risposte modello o valutate positivamente:
- Come sono strutturate?
- Che lunghezza hanno?
- Come citano le norme?
- Come bilanciano teoria e pratica?
Creare il proprio “archivio di tracce”
Organizzate un database personale:
- Classificate le tracce per argomento
- Annotate i vostri appunti per ciascuna
- Segnate quali avete già simulato
- Indicate il vostro livello di preparazione su quel tema
Questo vi permette di avere sempre sotto controllo la situazione e di capire dove concentrare gli sforzi.
La gestione del tempo: allenarsi all’efficienza
Il tempo è la variabile critica
Molti candidati preparati non superano la prova scritta non perché non sappiano le risposte, ma perché non riescono a completarla nei tempi previsti.
Durante le simulazioni, misurate:
- Quanto tempo impiegate per ciascuna domanda
- Dove perdete più tempo (pianificazione? scrittura? rilettura?)
- Quanto tempo vi serve per “entrare” nel tema
Strategie di ottimizzazione del tempo
Tecnica della pianificazione rapida (5 minuti): Prima di iniziare a scrivere:
- Leggete tutte le domande
- Decidete l’ordine di risposta (prima quelle che conoscete meglio)
- Per ciascuna, buttate giù uno schema velocissimo (3-4 punti chiave)
Questi 5 minuti “persi” all’inizio vi faranno risparmiare molto tempo dopo.
Tecnica della risposta stratificata: Non cercate di scrivere subito la versione perfetta. Procedete così:
- Prima stesura: contenuti essenziali, anche in forma schematica
- Seconda stesura (se c’è tempo): arricchimento e rifinitura
- Terza stesura (se c’è tempo): rilettura e correzioni
Questo approccio garantisce che, anche se il tempo stringe, abbiate comunque risposto a tutto.
Tecnica del “minimum viable answer”: Per ogni domanda, identificate qual è la risposta minima accettabile:
- Riferimento normativo di base: check
- Concetto teorico centrale: check
- Un esempio applicativo: check
Se il tempo stringe, assicuratevi almeno di dare questo minimo per ogni domanda, piuttosto che rispondere perfettamente solo ad alcune.
Gli errori da evitare
Errore 1: Studiare senza mai scrivere
Molti candidati dedicano mesi allo studio teorico ma si mettono a scrivere solo pochi giorni prima dell’esame. È un grave errore. Scrivere è una competenza a sé, diversa dal sapere. Va allenata con costanza.
Errore 2: Cercare la risposta “perfetta”
Non esiste la risposta perfetta. Esiste la risposta adeguata, che dimostra:
- Conoscenza del tema
- Capacità di argomentazione
- Applicazione pratica
- Correttezza formale
Cercando la perfezione, si perde tempo prezioso e si genera ansia inutile.
Errore 3: Ignorare la forma
La sostanza è fondamentale, ma anche la forma conta. Una risposta ricca di contenuti ma scritta in modo disordinato, con errori grammaticali o ortografici, illeggibile, fa una pessima impressione sulla commissione.
Curate:
- La calligrafia (se scrivete a mano)
- L’organizzazione del testo (paragrafi, capoversi)
- La correttezza linguistica
- La chiarezza espositiva
Errore 4: Non simulare le condizioni reali
Allenarsi a casa sul divano, con il libro aperto accanto, consultando il telefono, facendo pause… non è una vera simulazione.
Provate a:
- Sedervi a una scrivania, in silenzio
- Usare solo i materiali ammessi
- Rispettare rigorosamente il tempo
- Non fare pause
- Portare orologio (non telefono) per controllare il tempo
Solo così saprete davvero come ve la caverete all’esame reale.
Errore 5: Lavorare sempre da soli
Lo studio individuale è importante, ma confrontarsi con altri candidati è preziosissimo:
- Scambio di materiali e risorse
- Simulazioni reciproche e correzioni incrociate
- Confronto su interpretazioni normative
- Supporto psicologico nei momenti difficili
Cercate un gruppo di studio, anche online, con cui condividere il percorso.
Prepararsi psicologicamente
La scrittura sotto pressione
Scrivere durante un esame è diverso dallo scrivere a casa. C’è pressione, ansia, la presenza di altri candidati, il rumore di fondo, il caldo o il freddo della sala.
Allenarsi include anche abituarsi a questa pressione. Alcune tecniche:
Visualizzazione positiva: Nei giorni prima dell’esame, dedicare qualche minuto a immaginare se stessi sereni e concentrati mentre si affronta la prova, scrivendo con sicurezza.
Tecniche di respirazione: Se durante la simulazione (o l’esame reale) sentite l’ansia salire, fermatevi 30 secondi e fate respiri profondi. Ossigenate il cervello e ritrovate la calma.
Affermazioni positive: Invece di pensare “non ce la farò mai”, allenatevi a dirvi “mi sono preparato bene, so cosa fare, procedo un passo alla volta”.
Gestire l’imprevisto
Durante l’esame può capitare l’imprevisto: una domanda su un tema che conoscete meno, un vuoto di memoria, un ritardo sulla tabella di marcia.
Non fatevi prendere dal panico. Ricordate:
- Nessuno si aspetta che sappiate tutto alla perfezione
- Anche una risposta parziale è meglio di nessuna risposta
- La commissione valuta anche la capacità di gestire l’imprevisto con lucidità
Nelle simulazioni, provate a porvi domande volutamente più difficili, per allenarvi a gestire questa situazione.
Un piano di preparazione pratico (3 mesi)
Ecco un esempio di pianificazione, da adattare ai vostri tempi:
Mesi 3-2 prima dell’esame:
- Studio teorico approfondito (manuali + normativa)
- Analisi delle tracce precedenti
- Preparazione schemi per le macro-aree
- Prime simulazioni parziali (singole domande)
Mese 1 prima dell’esame:
- Consolidamento dei punti deboli emersi
- Simulazioni complete a tempo (almeno 2 a settimana)
- Ripasso attivo e mappe mentali
- Confronto con gruppo di studio
Ultime 2 settimane:
- Ripasso generale
- Simulazione finale in condizioni reali
- Rilassamento e consolidamento
- Preparazione pratica (materiali da portare, logistica)
Ultimi 2 giorni:
- Ripasso leggero
- Niente di nuovo
- Riposo e preparazione mentale
Conclusioni
L’esercitazione pratica sulle prove scritte non è un’attività accessoria rispetto allo studio teorico: è parte integrante e insostituibile della preparazione concorsuale.
Come in ogni ambito professionale, la competenza si costruisce attraverso la pratica. Un medico non diventa chirurgo solo studiando anatomia sui libri. Un musicista non diventa concertista solo leggendo gli spartiti. E voi non diventerete capaci di affrontare la prova scritta solo studiando manuali, per quanto ottimi.
Serve fare, scrivere, sbagliare, correggere, riprovare. Serve sviluppare quella prontezza operativa che vi permetterà, il giorno dell’esame, di attingere con naturalezza al patrimonio di conoscenze che avete costruito.
Le tracce dei concorsi precedenti e gli esercizi dei manuali sono la vostra palestra. Usatela con costanza, metodo e intelligenza. E ricordate: ogni simulazione che fate oggi è un passo avanti verso il successo di domani.
La prova scritta è davvero “la prima prova veramente professionale”, come recita saggiamente il vostro materiale di studio. Dimostrate di saper fare ciò che sapete. E allenatevi a farlo nel modo migliore possibile.
Buon lavoro e in bocca al lupo!
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