“A scuola ci si annoia, si dimentica che è piacere, gioia” Luigi Berlinguer – di Enrico Maranzana

L’ex
ministro dell’istruzione Luigi Berlinguer, intervenendo al convegno sulla buona
scuola, ha ricevuto un unanime plauso: ha caldeggiato il potenziamento della
vena artistica del rinnovamento dell’istituzione scolastica.

La
questione che ha aperto è: come rendere operativa l’esortazione?

Se si riflette
sulla legge 53/2003, si percepisce la natura del problema: il sistema educativo
è finalizzato al “
 raggiungimento di elevati livelli culturali
e allo sviluppo di capacità  e di competenze
” e al “conseguimento di una formazione spirituale e
morale
. Una norma che affida
alle scuole il compito d’identificare gli obiettivi che danno sostanza
all’orientamento e che implica la collocazione della verità , della bellezza e
della bontà  tra le qualità  che gli studenti devono sviluppare e potenziare.
 

L’analisi
del campo in cui nasce il problema consente di diagnosticare il male che
affligge la scuola: i Piani dell’Offerta Formativa, elaborati dalle scuole, non
contengono alcuna traccia della volontà  del legislatore. Il mandato loro
affidato è el’uso: la conoscenza rimane il cardine del servizio e le discipline
non sono “strumento e occasione” per le prescritte e non praticate
progettazione educativa, progettazione formativa, progettazione dell’istruzione.

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