Adriana Pedicini Sazia di Luce

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Edizioni Il Foglio Piombino 2013

di Giovanni Ghiselli (seconda parte)

 

Procedo con il commento alle liriche più belle del libro di Adriana.

 

Luna grigia (pp. 20-21)

 

Il titolo è quasi ossimorico. Abbiamo in mente altri epiteti  quasi formulari che riguardano il nostro pianeta candida l’una”, silenziosa l’una”[1] , vergine l’una”[2], solinga, eterna peregrina che sì pensosa sei”[3], giovinetta immortal[4], graziosa l’una”[5].

Rispetto a Leopardi, il poeta della l’una, Adriana ne rinnova l’immagine:

Questa sera, l’una,

celi grigia la tua luce” (vv. 1-2)

Rispetto a Saffo  c’è anzi una specie di ribaltamento:

“Le stelle intorno alla bella l’una

nascondono di nuovo l’immagine lucente,

quando, piena,  splende al massimo

su tutta la terra

…e si inargenta”

In questo frammento (4D.) la poetessa di Lesbo ci fa vedere una l’una che con il suo splendore cela le altre stelle 

 

La percezione della l’una corrisponde a uno stato dell’anima, e quello della poetessa di Benevento nei primi versi della lirica non è uno stato buono: la l’una non è quale ne plenil’unii sereni”[6] e non ride tra le stelle.

Adriana la chiama

complice del mio nebbioso dolore”  (v. 3),

La l’una di questi primi versi non  fa risplendere una sera di festa come  la luce amabile di Selene dal bel volto (eujwvpido”-selavna” ejrato;n favo” , vv. 74-75)  dellOlimpica X di Pindaro.

 

La luce triste  di questa l’una afflitta sospende lanima di Adriana

non su polla di acqua sorgiva

a stemperare la durezza

Dellantico dramma” (vv. 4-6).

La nostra poetessa sente una sintonia e avverte un accordo  tra il proprio pianto e l’aspetto mesto  della l’una

Piangi con me questa sera

mentre il mio destino in grumo

mi lacera della mano chiuso il pugno” (vv. 8-10)

La l’una è comunque una comes, una compagna di viaggio, una presenza che, pure se intermittente, non abbandona chi è abituato a osservarla, a rivolgersi  a lei

Mi accompagni silenziosa

ti celi e appari e ricompari

mai tradisci lo sguardo

che ti attende pur grigia

oltre le cime dei monti e tra le nubi” (vv. 11-15)

Adriana cerca la luce, una luce ridente, come segno divino che rischiari e allieti la sua anima, e la l’una ancora una volta non le nega l aiuto

Dun tratto mi sorridi e

brilli più fulgida che mai

vicina a me e vicina alla mia casa” .

E il segno della vita che torna a brillare, a infondere speranza, fiducia, gioia nel cuore delle persone pie che guardano il cielo, nelle anime di tutti i figli della luce.

Poi il segno si eclissa:

Presto mi affaccio, ti cerco,

di nuovo

sei svanita lontana e grigia.” (vv. 19-21)

Ma il segno forte c’è stato, ed è stato il segno della vita

Appena un attimo la tua luce,

Così è la vita” (vv. 22-23)

 

Giovanni Ghiselli

 

 


[1] Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dellAsia, v. 2

[2] Leopardi, Op. cit., v. 38.

[3] Leopardi, Op. cit., vv. 61-62

[4] Leopardi, Op. cit., v. 99.

[5] Leopardi, Alla l’una, v. 1.

[6] Dante, Paradiso, XXIII, 15,

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