AMORE E PSICHE – scultura – Antonio Canova

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Amore e Psiche (1787,1793):

 






    Fonti di ispirazione: Canova individua se stesso come novello Prassitele che studia le divinità minori che gli permettono che di lavorare sulla sensualità fisica, sulla bellezza come dolcezza, sulla grazia. Prende quindi i soggetti dalla mitologia e religione antica. Ricorda molto Apollo e Dafne del Bernini, da cui si differenzia però per uno spazio delimitato e chiuso, che permette anche la contemplazione della scultura a 360° (come nel mondo classico).
    Scena: vuole raccontare un preciso momento del mito di Amore e Psiche: il dio discende dal cielo (ha ancora le ali spiegate e sembra appena sfiorare lievemente il terreno con il piede), e vuole portare la ragazza con sé, che invece lo attrae alla sua condizione terrena. Il corpo di lei, infatti, grava in basso, è totalmente steso a terra e abbandonato; questo peso mortale cerca però la leggerezza celeste, tentativo incarnato nelle braccia di Psiche che tendono verso l’alto e afferrano ciò che trovano di divino. Il giovane dio si appresta a baciare la fanciulla sfiorando, con un sottile erotismo, il suo corpo.
    Movimento e intreccio: il movimento presente è uno scontro tra discesa e ascesa e insieme di intreccio. Le braccia arcuate e simmetriche infatti si concatenano in un 8 indissolubile, come due fedi incastrate tra loro
    Spazio: il punto di massima tensione e centro compositivo ed emotivo è lo spazio vuoto, il “non bacio”, cioè lo spazio vuoto che intercorre tra le due labbra, perno di tutta la scena. Il vuoto quindi assume un valore formale analogo alle parti scolpite. In questo punto si intersecano anche le due linee principali e simmetriche su cui sono costruite le due figure e che riprendono i due tipi di movimento: una linea discendente che parte dall’ala destra di Amore, continuata poi nel corpo disteso di Psiche; una ascendente che dalla gamba distesa di Amore sale fino alla sua ala sinistra, formando così una X di bracci equivalenti. Dato che i due corpi sono costruiti secondo una rotazione che si potrebbe seguire all’infinito (la gamba di Amore piegata all’indietro, il corpo di Psiche posizionato in obliquo) questa composizione è a tutto tondo, da osservare da tante angolature diverse; per questo Canova ha montato questa scultura (e molte altro sue opere) su una pedana girevole. Non è la figura stessa che ruota su di sé, come in Michelangelo, ma è la sua composizione che invita ad essere guardata da tutti i punti di vista
    Trattazione del marmo: viene levigato fino ad essere lucidissimo; per questo effetto non usa le tradizionali raspe, ma la pietra pomice, la stessa che usano gli esseri umani per la pelle. Infine riveste il marmo di un sottile strato di cera per dargli una colorazione rosea e per dare una più realistica opacità, come è del resto la pelle umana; inoltre la cera conferiva un delicato colore roseo alla pietra.
    Studi: per realizzare questa opera ha fatto un grande lavoro di progettazione con disegni, modellini in gesso e bozzetti. Cura personalmente ogni fase del lavoro creando l’idea di un momento di ideazione e pensiero all’interno di un’idea di bottega.
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