Analisi del testo da Pinocchio di Collodi

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Analisi di un testo da Pinocchio di Collodi

Pinocchio, appena dotato da Geppetto di un paio di gambe, va via di corsa e combina i suoi primi disastri. È inseguito dal novello padre che, paradossalmente, finisce per essere arrestato per abuso di mezzi di correzione. Tornato a casa il burattino incontra il Grillo-parlante.

Leggi il capitolo che ti proponiamo (Le avventure di Pinocchio, cap. 4) e analizzalo secondo le indicazioni date.

La storia di Pinocchio col Grillo-parlante, dove si vede come i ragazzi cattivi hanno a noia di sentirsi correggere da chi ne sa più di loro.
Vi dirò dunque, ragazzi, che mentre il povero Geppetto era condotto senza sua colpa in prigione, quel monello di Pinocchio, rimasto libero dalle grinfie del carabiniere, se la dava a gambe giù attraverso ai campi, per far più presto a tornarsene a casa; e nella gran furia del correre saltava greppi1 altissimi, siepi di pruni2 e fossi pieni d’acqua, tale e quale come avrebbe potuto fare un capretto o un leprottino inseguito dai cacciatori.
Giunto dinanzi a casa, trovò l’uscio di strada3 socchiuso. Lo spinse, entrò dentro, e appena ebbe messo tanto di paletto, si gettò a sedere per terra, lasciando andare un gran sospirone di contentezza.
Ma quella contentezza durò poco, perché sentì nella stanza qualcuno che fece:
«Cri-cri-cri!».
«Chi è che mi chiama?» disse Pinocchio tutto impaurito.
«Sono io!»
Pinocchio si voltò e vide un grosso grillo che saliva lentamente su su per il muro.
«Dimmi, Grillo, e tu chi sei?»
«Io sono il Grillo-parlante, e abito in questa stanza da più di cent’anni.»
«Oggi però questa stanza è mia, – disse il burattino, – e se vuoi farmi un vero piacere, vattene subito, senza nemmeno voltarti indietro».
«Io non me ne anderò di qui, – rispose il Grillo, – se prima non ti avrò detto una gran verità».
«Dimmela e spicciati.»
«Guai a quei ragazzi che si ribellano ai loro genitori e che abbandonano capricciosamente la casa paterna. Non avranno mai bene in questo mondo; e prima o poi dovranno pentirsene amaramente.»
«Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so che domani, all’alba, voglio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza
mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto4 voglia e mi diverto più a correre dietro alle farfalle e a salire su per gli alberi a prendere gli uccellini di nido.»
«Povero grullerello!5 Ma non sai che, facendo così, diventerai da grande un bellissimo somaro e che tutti si piglieranno gioco di te?»
«Chetati, Grillaccio del mal’augurio!» gridò Pinocchio.
Ma il grillo, che era paziente e filosofo, invece di aversi a male di questa impertinenza, continuò con lo stesso tono di voce:
«E se non ti garba6 di andare a scuola, perché non impari almeno un mestiere,tanto da guadagnarti onestamente un pezzo di pane?»
«Vuoi che te lo dica?» replicò Pinocchio, che cominciava a perdere la pazienza.
«Fra i mestieri del mondo non ce n’è che uno solo, che veramente mi vada a genio.»
«E questo mestiere sarebbe?»
«Quello di mangiare, bere, dormire, divertirmi e fare dalla mattina alla sera la vita del vagabondo.»
«Per tua regola, – disse il Grillo-parlante con la sua solita calma, – tutti quelli che fanno codesto mestiere finiscono quasi sempre allo spedale7 o in prigione».
«Bada, Grillaccio del mal’augurio!… se mi monta la bizza8, guai a te!»
«Povero Pinocchio! Mi fai proprio compassione!…»
«Perché ti faccio compassione?»
«Perché sei un burattino e, quel che è peggio, perché hai la testa di legno.»
A queste ultime parole, Pinocchio saltò su tutt’infuriato e preso di sul9 banco un martello di legno lo scagliò contro il Grillo-parlante.
Forse non credeva nemmeno di colpirlo: ma disgraziatamente lo colse per l’appunto nel capo, tanto che il povero Grillo ebbe appena il fiato di fare cri-cri-cri, e poi rimase lì stecchito e appiccicato alla parete.

NOTE:
1. greppi: ‘argini dirupati’.
2. pruni: ‘rovi’.
3. di strada: ‘che dava sulla strada’.
4. punto: ‘affatto’.
5. grullerello: ‘sciocchino’.
6. garba: ‘piace’.
7. spedale: ‘genericamente ‘ospizio per poveri’.
8. se mi monta la bizza: ‘se mi viene il capriccio’.
9. di sul: ‘da sopra il’.

Analisi
a. 
Sintetizza gli argomenti principali del dialogo fra Pinocchio e il Grillo-parlante.
b. Seleziona i verbi di azione che hanno per soggetto Pinocchio.
c. Individua i segnali linguistici attraverso i quali si configura la contrapposizione tra chiuso e aperto.
d. Individua i segnali linguistici attraverso i quali si configura la contrapposizione tra dovere e piacere.
e. Qual è l’atteggiamento del Grillo-parlante nei confronti di Pinocchio?
f. Qual è l’atteggiamento di Pinocchio nei confronti del Grillo-parlante?
Interpretazione
g. Quale rapporto si può stabilire tra l’opposizione chiuso/aperto e quella dovere/piacere?
h. Quale ruolo svolge il Grillo-parlante? Ha qualche significato l’assenza di Geppetto in questo episodio?
i. Quali elementi della psicologia di Pinocchio sono messi in luce in questo episodio?
l. Sintetizza brevemente i due sistemi di valori che si fronteggiano nel dialogo.
Contestualizzazione
m. Inserisci questo episodio nel contesto della storia di Pinocchio e del suo passaggio dallo stato di burattino a quello di bambino in carne e ossa. Se è così restio a imparare dal Grillo come farà a trasformarsi diventando un bravo bambino?
Esprimi la tua opinione in un testo di circa 300 parole.

fonte:  http://nuovispazi.splinder.com/tag/analisi+del+testo+tipologia+a

Audio Lezioni sulla Letteratura italiana dell’ottocento del prof. Gaudio

Ascolta “Letteratura italiana dell’ottocento” su Spreaker.

 

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