Andrea

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Homo Faber – Omaggio a Fabrizio De André

Recital didattico di Luigi Gaudio

Andrea (Rimini 1978)

In questa canzone, riferita alla prima guerra mondiale, si racconta dell’amore omosessuale, tra Andrea e il suo amico, “riccioli neri”, poi ucciso nel corso di un assalto, e Andrea lo sa da un foglio con la firma del re. Andrea soffre tanto per la perdita del suo amico da perdersi, “Andrea s’è perso”, e decide di suicidarsi, gettandosi in un pozzo, assieme ai riccioli neri dell’amico.

Dice l’autore su “Andrea”: “Questa canzone la dedichiamo a quelli che Platone chiamava, in modo poetico, i figli della luna; alle persone che noi chiamiamo gay oppure, per una strana forma di compiacimento, diversi, se non addirittura culi. Mi fa piacere cantarla così, a luci accese, a dimostrare che oggi si può essere semplicemente se stessi senza bisogno di vergognarsi.”
[Presentazione durante il concerto tenuto al Teatro Smeraldo di Milano (19/12/’92)]

La canzone parla di una vittima della guerra. L’ambiente richiama il mondo delle fiabe, ma il dolore per la perdita dell’amato è tragicamente reale. Così Andrea si suicida gettandosi nel pozzo più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto; quest’atto [il finale quasi narcisistico] gli sembra l’unico modo per vincere il dolore” (Matteo Borsani – Luca Maciacchini, Anima salva, p. 114)

Andrea

Andrea s’è perso s’è perso e non sa tornare
Andrea s’è perso s’è perso e non sarà tornare
Andrea aveva un amore Riccioli neri
Andrea aveva un dolore Riccioli neri.

C’era scritto sul foglio ch’era morto sulla bandiera
C’era scritto e la firma era d’oro era firma di re

Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.

Occhi di bosco contadino del regno profilo francese
Occhi di bosco soldato del regno profilo francese
E Andrea l’ha perso ha perso l’amore la perla più rara
E Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.

Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo
Andrea gettava Riccioli neri nel cerchio del pozzo
Il secchio gli disse – Signore il pozzo è profondo
più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto.

Lui disse – Mi basta mi basta che sia più profondo di me.
Lui disse – Mi basta mi basta che sia più profondo di me.

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