Antonio Canova

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

analisi dell’opera Amore e Psiche che si abbracciano

di Nicola Diomaiuto

A Napoli, nel 1787, dove soggiornò per riposarvi dopo le fatiche provocategli dal Monumento a Clemente XIV, Canova incontrò il colonnello John Campbell (poi Lord Cawdor ) che gli commissionò il gruppo di “Amore e Psiche che si abbracciano”. Raffigura, secondo le parole dello stesso Canova “”Amore e Psiche che si abbracciano: momento di azione cavato dalla favola di Apuleio”. Il bacio di Amore rianima Psiche, svenuta per aver aperto, contro il divieto di Venere il vaso che Proserpina le aveva consegnato nell’Ade. Per la composizione Canova si sarebbe ispirato ad un dipinto di Ercolano (“Fauno e Baccante”); forse egli venne anche suggestionato da dipinti veneziani settecenteschi di soggetto erotico-mitologico il centro della composizione è creato dall’intreccio delle braccia e dei corpi dei due giovani, fra i quali si crea un raffinato gioco di simmetria e di corrispondenza. Al cerchio costituito dalle braccia di Psiche che si protendono verso l’alto a cingere il capo di Amore corrisponde quello formato dalle braccia del giovane che circondano il collo e il busto dell’ amata, con una linea a spirale. La lunga V formate dalle ali di Eros richiama quella, capovolta , costituita dalle gambe del giovane, leggermente divaricate, una delle quali è piegata, mentre l’altra è distesa. Le due teste accostate sono il centro di due direttrici ad X che dominano la composizione: una linea diagonale, a destra, va dalla punta dell’ala e quella del piede; un’altra a sinistra, parte sempre dall’ala, attraversa il busto di Psiche e si conclude nella piega del panneggio che ricopre il basamento. I corpi levigati, che sembravo avere la trasparenza, il calore e la morbidezza della carne (effetto che l’artista otteneva ricoprendo alla fine il marmo con un lieve strato di cera fusa), trasmettono il senso della passione giovanile colta in tutta la sua innocente purezza difatti l’obiettivo principale del Canova era quello di realizzare nel marmo la morbidezza e il calore della carne viva. “le opere di Fidia sono vera carne, cioè la bella natura” diceva davanti ai rilievi del Partenone, portati a Londra in quegli anni da Lord Elgin. Le belle braccia di Psiche sembrano davvero carne viva. I gesti sono armoniosi: espressivi soprattutto quelli di Psiche che alza le braccia per accogliere il bacio e di Amore che con la mano le sorregge la testa. Canova , consapevole dell’alto risultato dell’opera, ammiratissima dai contemporanei, faticò a distaccarsene e la inviò al committente qualche tempo dopo averla terminata. Il lavoro venne eseguito con una particolare tecnica che lo scultore adoperò durante tutto il corso della sua carriera: egli faceva precedere la figura in marmo da un modello in gesso a grandezza naturale. L’artista cioè, dopo i disegni preparatori, i bozzetti, modellava in creta e formava in gesso l’immagine. Il calco, con un complesso sistema di “punti”, veniva tradotto in marmo dagli assistenti che formavano il loro intervento solo quando pochi strati di materia separavano la figura dalla stato definitivo. Iniziava, così, la fase finale e più delicata che vedeva l’artista, solo, davanti all’opera; gli ultimi strati venivano tolti lentamente, con un lavoro di mesi: l’artista definiva le superfici, incideva gli incavi, studiava i passaggi chiaroscurali, attendeva alla levigatura. Interessante è anche il fatto che l’artista abbia collocato il gruppo marmoreo su un congegno che permette di farlo ruotare, offrendo all’osservatore una molteplicità di punti di vista che permettono di coglierne la struttura compositiva e la dinamica interna.

  • torna all’indice di Ars amatoria tesina per liceo linguistico di Nicola Diomaiuto, disponibile anche in formato doc per word

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: