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10 Marzo 2026📑La sicurezza negli ambienti scolastici rappresenta una delle responsabilità più delicate e complesse che gravano sul dirigente scolastico.
Non si tratta di un ambito accessorio o marginale rispetto alla funzione educativa della scuola, ma di una condizione fondamentale senza la quale l’attività didattica stessa non può svolgersi in modo appropriato. Garantire che studenti, docenti e tutto il personale operino in ambienti sicuri è un dovere giuridico, morale e professionale che il dirigente deve assumere con piena consapevolezza.
Il quadro normativo di riferimento
Il Decreto Legislativo 81 del 2008, noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, costituisce il riferimento normativo principale. Questa normativa si applica integralmente anche alle istituzioni scolastiche, equiparate sotto questo profilo a qualsiasi altro luogo di lavoro. Il dirigente scolastico viene identificato dalla legge come il datore di lavoro, con tutte le conseguenze che questa qualificazione comporta in termini di obblighi e responsabilità.
Questa assimilazione del dirigente scolastico al datore di lavoro può apparire anomala, considerando che egli non è proprietario dell’edificio scolastico, non assume direttamente il personale con contratto di diritto privato, non ha piena autonomia gestionale come un imprenditore. Tuttavia, ai fini della normativa sulla sicurezza, è lui il soggetto che ha potere decisionale e di spesa, che organizza l’attività lavorativa, che gestisce il personale. Per questo la legge gli attribuisce la qualifica di datore di lavoro con tutte le responsabilità connesse.
Accanto al Decreto Legislativo 81/2008, il dirigente deve conoscere e applicare una serie di altre normative: il Decreto Ministeriale 26 agosto 1992 sulla prevenzione incendi negli edifici scolastici, il Decreto Legislativo 106/2009 che ha integrato e modificato il Testo Unico, le norme tecniche specifiche per i diversi rischi presenti negli ambienti scolastici, le circolari ministeriali che forniscono indicazioni operative.
La valutazione dei rischi: primo adempimento fondamentale
L’obbligo primario e non delegabile del dirigente scolastico è la valutazione di tutti i rischi presenti nell’ambiente scolastico e la conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi. Questo documento non è un adempimento burocratico formale da compilare una volta per tutte e poi dimenticare in qualche cassetto. È invece lo strumento fondamentale attraverso il quale si analizza sistematicamente l’ambiente di lavoro, si identificano tutti i possibili pericoli, si valuta la probabilità che questi si traducano in danni e si pianificano le misure necessarie per eliminarli o ridurli al minimo possibile.
La valutazione deve essere specifica per quella particolare scuola, deve fotografare la situazione reale di quegli edifici, di quei laboratori, di quelle palestre, di quegli spazi esterni. Non può essere un documento generico copiato da modelli standard reperiti su internet o prestati da altre scuole. Ogni istituzione ha le sue peculiarità: edifici di epoche diverse con caratteristiche strutturali diverse, presenza o assenza di laboratori specifici, utenza con particolari esigenze, contesto territoriale con rischi specifici.
Il dirigente deve considerare i rischi di diversa natura: rischi per la sicurezza legati alle caratteristiche strutturali degli edifici e degli impianti, rischi per la salute derivanti da agenti chimici, fisici o biologici presenti negli ambienti di lavoro, rischi legati all’organizzazione del lavoro come lo stress lavoro-correlato. Deve valutare i rischi specifici per determinate categorie di lavoratori o di utenti: le lavoratrici in stato di gravidanza, i lavoratori minori eventualmente presenti, gli studenti con disabilità che possono avere maggiori difficoltà in caso di evacuazione.
Una volta individuati i rischi, il dirigente deve stabilire le priorità di intervento in base alla gravità del danno potenziale e alla probabilità che l’evento si verifichi. Non tutti i rischi hanno la stessa urgenza: alcuni richiedono interventi immediati perché comportano pericolo grave e imminente, altri possono essere affrontati con tempistiche più dilazionate.
Il Documento di Valutazione dei Rischi deve essere aggiornato ogni volta che intervengano modifiche significative nell’organizzazione del lavoro, quando vengono introdotte nuove attrezzature o sostanze, quando si verificano infortuni significativi che evidenziano rischi non adeguatamente considerati, e comunque periodicamente anche in assenza di novità rilevanti.
L’organizzazione del sistema di prevenzione
Una volta valutati i rischi, il dirigente deve costruire l’organizzazione necessaria a gestirli. Questo significa innanzitutto individuare e nominare le figure previste dalla normativa. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è una figura chiave, che può essere interna all’istituzione o esterna, e che ha il compito di supportare tecnicamente il dirigente nella gestione della sicurezza. Deve essere una persona competente, adeguatamente formata, che conosca sia la normativa sia le caratteristiche specifiche dell’ambiente scolastico.
Devono essere individuati gli addetti al servizio di prevenzione e protezione, che collaborano con il responsabile. Devono essere nominati gli addetti alle emergenze: quelli incaricati della prevenzione incendi, dell’evacuazione, del primo soccorso. Queste persone devono essere formate specificamente per i compiti che sono chiamate a svolgere, devono essere in numero sufficiente rispetto alle dimensioni della scuola e alla distribuzione degli spazi, devono essere facilmente individuabili e raggiungibili in caso di necessità.
Il medico competente deve essere nominato quando la valutazione dei rischi evidenzi l’esposizione a rischi per i quali è prevista la sorveglianza sanitaria. Nelle scuole questo riguarda tipicamente il personale addetto alle pulizie per l’utilizzo di prodotti chimici, eventualmente il personale di laboratorio esposto a rischi specifici, il personale che utilizza videoterminali in modo continuativo.
Deve essere costituito il Servizio di Prevenzione e Protezione, organismo collegiale che riunisce le diverse figure coinvolte nella gestione della sicurezza. Questo servizio non è un organo meramente consultivo ma ha funzioni operative importanti: propone programmi di formazione e informazione, elabora procedure di sicurezza, monitora l’applicazione delle misure preventive.
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza viene eletto o designato dai lavoratori e ha il diritto di accedere ai luoghi di lavoro, di essere consultato preventivamente su varie questioni relative alla sicurezza, di ricevere informazioni e documentazione. Il dirigente deve garantire che il RLS possa effettivamente esercitare le sue funzioni, fornendogli il tempo necessario e accesso alle informazioni rilevanti.
La formazione e l’informazione: investimento indispensabile
Un sistema di sicurezza efficace non si costruisce solo con documenti e nomine, ma richiede che tutte le persone coinvolte siano adeguatamente formate e informate. Il dirigente ha l’obbligo di garantire che tutto il personale riceva formazione specifica in materia di sicurezza, proporzionata ai rischi cui è esposto e ai compiti che deve svolgere.
La formazione del personale docente deve riguardare i rischi generali dell’ambiente scolastico, le procedure di emergenza ed evacuazione, i comportamenti da tenere in caso di incendio o altro evento pericoloso. Per i docenti che operano in laboratori o palestre deve esserci formazione specifica sui rischi di quegli ambienti particolari e sulle misure di sicurezza da adottare.
Il personale ATA ha bisogno di formazione diversificata in base alle mansioni: i collaboratori scolastici devono conoscere le procedure di pulizia in sicurezza, l’uso corretto dei prodotti chimici, i comportamenti da tenere nella vigilanza degli studenti e nelle emergenze. Il personale tecnico di laboratorio deve essere formato sui rischi specifici delle attrezzature che utilizza, sulle procedure di manutenzione in sicurezza, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Il personale amministrativo, pur essendo generalmente esposto a rischi minori, deve comunque ricevere formazione di base sulla sicurezza, in particolare sull’uso dei videoterminali e sull’ergonomia della postazione di lavoro.
Gli addetti alle emergenze devono ricevere formazione specifica e periodicamente aggiornata sui compiti loro affidati. Non si può nominare qualcuno addetto antincendio o al primo soccorso e poi non dargli gli strumenti formativi per svolgere efficacemente quel ruolo.
Ma la formazione non riguarda solo il personale adulto. Anche gli studenti devono essere adeguatamente formati e informati sui rischi presenti a scuola e sui comportamenti corretti da tenere. Questa formazione deve essere graduata per età e deve essere parte integrante dell’esperienza educativa. Non basta la prova di evacuazione annuale: serve un’educazione continua alla sicurezza che sviluppi consapevolezza e comportamenti responsabili.
L’informazione, distinta dalla formazione, riguarda la comunicazione puntuale su rischi specifici, procedure da seguire, novità organizzative rilevanti per la sicurezza. Deve essere chiara, accessibile, aggiornata. Cartellonistica appropriata, circolari esplicative, bacheche dedicate sono strumenti utili per garantire che l’informazione raggiunga tutti.
La gestione degli edifici e degli impianti
Una delle questioni più complesse che il dirigente scolastico deve affrontare riguarda lo stato degli edifici scolastici. In Italia molte scuole operano in strutture vecchie, a volte fatiscenti, con problemi strutturali non risolti, impianti obsoleti, carenze evidenti rispetto alle normative sulla sicurezza.
Il dirigente non è proprietario degli edifici, che appartengono agli enti locali: Comuni per le scuole del primo ciclo, Province o Città Metropolitane per le secondarie di secondo grado. Tuttavia, come datore di lavoro ai fini della sicurezza, ha la responsabilità di verificare che gli ambienti siano sicuri e, quando non lo sono, di attivarsi per ottenere gli interventi necessari.
Questo significa innanzitutto conoscere lo stato reale degli edifici. Il dirigente deve effettuare o far effettuare sopralluoghi periodici per verificare le condizioni di pavimenti, scale, parapetti, vetrate, impianti elettrici, impianti di riscaldamento, servizi igienici, spazi esterni. Deve controllare che gli impianti siano sottoposti alle verifiche periodiche previste dalla legge e che siano muniti delle certificazioni necessarie.
Quando rileva situazioni di pericolo, ha l’obbligo di segnalarle tempestivamente all’ente proprietario, chiedendo gli interventi necessari. Questa segnalazione deve essere documentata, meglio se per iscritto con ricevuta di consegna, in modo che resti traccia dell’adempimento del proprio dovere. Se l’ente proprietario non interviene o non interviene con la necessaria tempestività, il dirigente deve reiterare la segnalazione, eventualmente coinvolgendo anche gli organi di controllo competenti.
Nei casi più gravi, quando vi sia pericolo imminente per l’incolumità delle persone, il dirigente ha il potere e il dovere di interdire l’uso di determinati locali o impianti fino a quando non siano resi sicuri. Può arrivare, nei casi estremi, a sospendere l’attività didattica se gli ambienti non offrono le garanzie minime di sicurezza. Queste sono decisioni difficili, che comportano disagi organizzativi e che possono generare tensioni con l’ente locale, con le famiglie, con il territorio. Ma la salvaguardia dell’incolumità delle persone deve prevalere su ogni altra considerazione.
Il dirigente ha inoltre responsabilità sulla manutenzione ordinaria, che riguarda quegli interventi di piccola entità necessari a mantenere in efficienza le strutture e gli impianti. Deve garantire che vengano effettuate le pulizie, che vengano sostituiti elementi rotti o danneggiati quando questo rientra nell’ordinaria amministrazione, che vengano eseguiti i piccoli interventi di riparazione che non richiedono competenze specialistiche.
I laboratori e le attività a rischio specifico
Le scuole, soprattutto quelle secondarie di secondo grado con indirizzi tecnici o professionali, hanno spesso laboratori con attrezzature complesse e materiali potenzialmente pericolosi. Laboratori di chimica, fisica, biologia, meccanica, elettronica, informatica presentano ciascuno rischi specifici che devono essere attentamente gestiti.
Il dirigente deve garantire che questi laboratori siano dotati delle attrezzature di sicurezza necessarie: cappe di aspirazione nei laboratori di chimica, dispositivi di protezione individuale appropriati, estintori specifici per i rischi presenti, sistemi di spegnimento automatico dove necessario, docce di emergenza e lavaocchi nei laboratori chimici.
Deve verificare che le attrezzature siano a norma, dotate delle certificazioni di conformità, sottoposte a manutenzione periodica da parte di personale competente. Macchinari obsoleti, privi di dispositivi di sicurezza, non più conformi alle normative vigenti devono essere dismessi, non si possono continuare a utilizzare solo perché “si è sempre fatto così”.
Le sostanze chimiche eventualmente presenti devono essere correttamente etichettate, conservate in ambienti appropriati, utilizzate seguendo le schede di sicurezza che il fornitore è tenuto a fornire. Deve esistere un inventario aggiornato delle sostanze presenti, con indicazione della pericolosità e delle misure di sicurezza da adottare.
L’accesso ai laboratori deve essere regolamentato. Gli studenti non possono accedere da soli senza la presenza di un docente o di un assistente tecnico. Devono essere istruiti sui rischi specifici e sulle procedure di sicurezza prima di iniziare qualsiasi attività. Devono utilizzare i dispositivi di protezione individuale quando necessario.
Anche le palestre e gli spazi per l’attività motoria presentano rischi specifici. Le attrezzature ginniche devono essere verificate periodicamente, ancorate saldamente, utilizzate sotto la supervisione dei docenti. Gli spazi devono essere adeguati per numero e dimensioni rispetto alle attività svolte. I pavimenti devono essere idonei, senza irregolarità pericolose.
Le uscite didattiche, i viaggi di istruzione, le attività sportive esterne alla scuola richiedono valutazioni di rischio specifiche. Il dirigente deve verificare l’idoneità dei mezzi di trasporto, la competenza degli accompagnatori, l’appropriatezza delle mete e delle attività programmate rispetto all’età degli studenti.
La prevenzione incendi e la gestione delle emergenze
La prevenzione incendi è uno degli aspetti più regolamentati e controllati della sicurezza scolastica. Il Decreto Ministeriale del 1992 e successive modifiche stabiliscono precise prescrizioni per gli edifici scolastici in termini di resistenza al fuoco delle strutture, vie di esodo, compartimentazione, sistemi di rivelazione e allarme, mezzi di estinzione.
Il dirigente deve verificare che l’edificio sia in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco, o quanto meno che sia stato avviato l’iter per ottenerlo. Deve garantire che i sistemi antincendio siano efficienti: estintori in numero sufficiente, correttamente distribuiti e sottoposti alla verifica periodica; idranti se previsti; sistemi di rivelazione automatica e allarme funzionanti.
Le vie di esodo devono essere sempre mantenute sgombre da ostacoli, le porte di emergenza devono aprirsi facilmente verso l’esterno, la segnaletica di sicurezza deve essere ben visibile e comprensibile. Questi aspetti richiedono attenzione quotidiana: non serve avere un piano di evacuazione perfetto sulla carta se poi le uscite di sicurezza sono bloccate da mobili o materiali accatastati.
Il Piano di Emergenza ed Evacuazione deve essere predisposto tenendo conto delle caratteristiche specifiche dell’edificio, del numero di persone presenti, della presenza di persone con disabilità o difficoltà motorie che richiedono assistenza particolare nell’evacuazione. Deve individuare i percorsi di esodo, i punti di raccolta esterni, le responsabilità delle diverse figure coinvolte.
Le prove di evacuazione devono essere effettuate periodicamente, almeno due volte l’anno. Non devono essere vissute come perdita di tempo ma come occasione preziosa per verificare l’efficacia del piano, individuare eventuali criticità, abituare studenti e personale a comportamenti corretti in caso di emergenza. Dopo ogni prova dovrebbe esserci un momento di analisi per evidenziare cosa ha funzionato e cosa va migliorato.
Il dirigente deve formare adeguatamente gli addetti antincendio, che devono sapere usare gli estintori, conoscere le procedure di evacuazione, essere in grado di gestire l’emergenza con lucidità. Deve garantire che in ogni momento della giornata scolastica siano presenti addetti formati in numero sufficiente.
La sorveglianza sanitaria e la tutela della salute
Oltre alla sicurezza in senso stretto, il dirigente deve occuparsi anche della tutela della salute dei lavoratori. Quando la valutazione dei rischi evidenzia esposizioni che richiedono sorveglianza sanitaria, deve nominare il medico competente e garantire che vengano effettuate le visite mediche preventive e periodiche previste.
La sorveglianza sanitaria non è solo adempimento formale ma strumento prezioso per individuare precocemente eventuali problemi di salute correlati al lavoro, per verificare l’idoneità delle persone alle mansioni assegnate, per ricevere indicazioni mediche su eventuali limitazioni o prescrizioni particolari.
Il medico competente collabora con il dirigente nella valutazione dei rischi, effettua sopralluoghi negli ambienti di lavoro, propone misure di prevenzione, esprime giudizi di idoneità alla mansione specifica. Il dirigente deve tenere conto di questi giudizi nell’organizzazione del lavoro, adeguando le mansioni alle capacità delle persone o viceversa.
Un aspetto particolare riguarda lo stress lavoro-correlato, che la normativa impone di valutare al pari degli altri rischi. Nelle scuole lo stress può derivare da molteplici fattori: carichi di lavoro eccessivi, relazioni difficili con studenti o genitori, scarso supporto organizzativo, inadeguatezza delle risorse rispetto ai compiti. Il dirigente deve essere attento ai segnali di disagio, deve cercare di organizzare il lavoro in modo da ridurre i fattori stressogeni, deve promuovere un clima collaborativo e supportivo.
La documentazione e gli adempimenti formali
La gestione della sicurezza produce necessariamente una quantità significativa di documentazione che il dirigente deve curare con attenzione. Il Documento di Valutazione dei Rischi deve essere custodito presso la scuola e reso disponibile agli organi di vigilanza in caso di ispezione. Deve essere periodicamente aggiornato e le modifiche devono risultare chiaramente datate e motivate.

Devono essere conservate le nomine delle varie figure della sicurezza, con l’accettazione formale degli incarichi da parte degli interessati. Devono essere documentati i corsi di formazione effettuati dal personale, con attestati che certifichino gli argomenti trattati, la durata, la data di svolgimento.
Le manutenzioni e le verifiche periodiche di impianti e attrezzature devono essere documentate e i relativi verbali conservati. Le segnalazioni inviate all’ente proprietario per problemi strutturali devono essere protocollate e archiviate. I verbali delle prove di evacuazione devono riportare data, ora, tempo impiegato, eventuali criticità riscontrate, misure correttive da adottare.
In caso di infortunio, il dirigente deve assicurarsi che vengano rispettati gli obblighi di segnalazione previsti: denuncia all’INAIL entro i termini stabiliti per gli infortuni che comportano assenza superiore a tre giorni, segnalazione immediata all’autorità giudiziaria per gli infortuni mortali o con prognosi superiore a trenta giorni. Deve inoltre analizzare le cause dell’infortunio per individuare eventuali carenze nelle misure di prevenzione e porvi rimedio.
Questa documentazione non è burocrazia fine a sé stessa ma strumento di trasparenza, di verifica dell’effettivo adempimento degli obblighi, di tutela dello stesso dirigente in caso di contestazioni. Un dirigente che ha operato correttamente ma non ha documentato il proprio operato rischia di trovarsi in difficoltà nel dimostrare di aver fatto tutto il necessario.
Le responsabilità e le sanzioni
L’inadempimento degli obblighi in materia di sicurezza espone il dirigente scolastico a responsabilità di diversa natura. La responsabilità penale scatta quando la violazione delle norme sulla sicurezza configuri reati, tipicamente di natura colposa. Le fattispecie più rilevanti riguardano le lesioni colpose e l’omicidio colposo in caso di infortuni, ma anche il mancato adempimento di obblighi specifici come l’elaborazione del DVR o la formazione del personale può configurare reati puniti con sanzioni penali.
La responsabilità civile riguarda l’obbligo di risarcire i danni causati a terzi per inadempimento degli obblighi di sicurezza. Se uno studente o un lavoratore subisce un danno per carenze nelle misure di prevenzione, può chiedere il risarcimento, e l’amministrazione che lo paga può poi rivalersi sul dirigente se dimostri che il danno è derivato da sua colpa.
La responsabilità amministrativa verso la Corte dei Conti può essere chiamata in causa quando l’amministrazione subisca un danno economico per l’inadempimento del dirigente. La responsabilità disciplinare infine può portare a sanzioni che vanno dalla censura alla sospensione fino, nei casi più gravi, al licenziamento.
Queste prospettive di responsabilità non devono paralizzare il dirigente in un atteggiamento di paura, ma devono stimolarlo a operare con la massima diligenza e professionalità. Un dirigente che si forma adeguatamente, che si avvale di consulenze competenti quando necessario, che documenta il proprio operato, che affronta i problemi con tempestività ha buone probabilità di non incorrere in responsabilità anche se dovessero verificarsi eventi negativi.
Verso una cultura della sicurezza
Al di là degli adempimenti formali e degli obblighi giuridici, il dirigente scolastico dovrebbe porsi l’obiettivo più ambizioso di costruire nella propria scuola una vera cultura della sicurezza. Questo significa far sì che la sicurezza non sia vissuta come imposizione burocratica fastidiosa, come insieme di vincoli che ostacolano l’attività didattica, ma come valore condiviso, come dimensione costitutiva del modo di lavorare e di stare insieme.
Una cultura della sicurezza si costruisce attraverso l’esempio: se il dirigente per primo mostra attenzione, se interviene tempestivamente quando rileva situazioni pericolose, se valorizza chi segnala problemi invece di vivere le segnalazioni come fastidi, allora anche il personale e gli studenti svilupperanno questa sensibilità.
Si costruisce attraverso la formazione continua, che non si limita agli obblighi minimi di legge ma cerca di sviluppare consapevolezza profonda dei rischi e competenze reali nella loro gestione. Si costruisce attraverso la partecipazione, coinvolgendo il personale nelle scelte, ascoltando le proposte, valorizzando l’esperienza di chi quotidianamente opera in determinati ambienti.
Una scuola dove la sicurezza sia davvero parte della cultura organizzativa è una scuola migliore non solo perché più sicura in senso materiale, ma perché trasmette agli studenti un messaggio educativo importante: che le regole hanno senso, che la responsabilità verso sé stessi e gli altri è valore fondamentale, che la prevenzione è sempre meglio dell’emergenza.
Il dirigente scolastico che riesce a costruire questo tipo di cultura, oltre ad adempiere ai propri obblighi di legge, compie un’opera educativa profonda che lascerà tracce durature nella vita dei giovani che attraversano la sua scuola.
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